Pallacanestro
Aggiungere notizie
Notizie

Pallacanestro Trieste scarica, in sei gare cinque stop

0 103

TRIESTE Un vecchio professore balcanico, che di basket qualcosa sapeva, dipingeva metafore per raccontarci la vita. «Tu sei come mucca di Erzegovina: prima fare tanto buon latte e poi dà calcio al secchio». Quel professore si chiamava Aza Nikolic, una leggenda che ha segnato un’epopea. L’esempio, diventato un cult delle citazioni sportive, era riferito a squadre o giocatori che costruivano qualcosa di buono poi vanificandolo banalmente.

Ecco, la Pallacanestro Trieste sta facendo questo. Aveva vinto a Reggio Emilia confermando progressi e solidità di gruppo emersi già nel ko interno con Brescia ma alla prova di verifica - quello che giustamente Marco Legovich ha definito «esame di maturità» - contro Brindisi ha steccato.

Era una sfida crocevia, di quelle che vincendo danno relativa serenità mentre perdendo ti fanno male. Trieste ha perso, e male. Siamo crudi e realisti: i biancorossi non possono prescindere da intensità difensiva e gioco di squadra, altrimenti in questa serie A perdono sicuramente contro dieci formazioni e rischiano seriamente contro le ultime cinque. N

on dispongono di classe diffusa tale da svoltare un match semplicemente aumentando i giri. E lo si è visto quando nelle rotazioni è rimasto in campo il quintetto “dei gregari”, quello con minor talento offensivo e che stavolta non ha graffiato neanche in difesa. Contro Brindisi Trieste è apparsa scarica, di testa e nelle gambe, senza capacità di reazione. Quando l’HappyCasa ha sorpassato conquistando una manciata di punti di vantaggio, i biancorossi sono rimasti impietriti, quasi rassegnati.

I PROBLEMI Qualche numero. Trieste 24 punti in area, Brindisi 42. Eppure la squadra di Legovich ha conquistato 19 rimbalzi offensivi, un’enormità visto che la media stagionale appena superava gli 11. I quattro lunghi insieme hanno tirato con il 22,2% (4 su 18), non si può andare da nessuna parte con questi dati. Il solo Perkins dall’altra parte ha segnato il doppio dei quattro i lunghi triestini messi insieme. Tirando con il 62%...

Stavolta non ha cannato il solo Spencer, benchè sia l’anello debole del parco stranieri biancorosso, non avendo la personalità per essere un punto di riferimento sotto canestro nè quel po’ di pericolosità offensiva da poter preventivare di ricavarne qualcosa.

A un terzo di campionato già in archivio l’altro anello debole è l’ala piccola. Bartley può coprire alcuni minuti ma domenica scorsa l’abbiamo visto eccessivamente e ostinatamente individualista, poco inquadrato in un contesto di gruppo. Il 3 titolare è, o meglio sarebbe, Luca Campogrande ma l’esterno romano non riesce a uscire dal tunnel. Sette minuti anonimi, un solo tiro da tre tentato e fallito, un fallo subito e stop. Non sono numeri da ala piccola da starting five di serie A. Al giocatore, reduce da due anni complicati e condizionati dagli infortuni, sono state date responsabilità e fiducia. Ma i fatti raccontano che la scommessa purtroppo non sta pagando.

FATTORE CAMPO Houston abbiamo un problema. Anzi, Valmaura abbiamo un problema. Cinque sconfitte su sei in casa. All’Allianz Dome le quattro peggiori prestazioni stagionali. L’effetto fortino non esiste più. Il pubblico si è ormai assestato attorno ai 2500 spettatori, largamente il più basso dell’ultimo weekend. Poco, troppo poco per una città appassionata di basket. La situazione è complessa. La squadra ha bisogno del calore del pubblico ma d’altra parte non si mette certo nelle condizioni migliori per sognare il pienone se il rendimento casalingo rimane insoddisfacente. Attenzione: nel girone di ritorno quasi tutti gli scontri diretti saranno in casa. Si tratta dell’unico vero favore fatto dal calendario. Non sfruttarlo sarebbe un delitto.

Comments

Комментарии для сайта Cackle
Загрузка...

More news:

Read on Sportsweek.org:

Polisportiva Dinamo Basket Sassari
Polisportiva Dinamo Basket Sassari
Polisportiva Dinamo Basket Sassari

Altri sport

Sponsored