Carra: «La Pallacanestro Trieste in difficoltà può uscirne restando unita e lavorando in palestra»
TRIESTE Sugli spalti dell'Allianz Dome sabato scorso Marco Carra ha vissuto con l'animo del tifoso la netta sconfitta rimediata dalla Pallacanestro Trieste. Con un misto di sorpresa e delusione: perdere contro una corazzata come Tortona poteva rientrare nell'ordine delle cose, non certo uscire dal campo tra i fischi e al termine di un match che ha consegnato alle cronache un meno 28 che rende difficilmente difendibile la squadra guidata da Marco Legovich.
«C'è poco da dire - sottolinea l'ex capitano biancorosso - in questo momento Trieste è oggettivamente in grande difficoltà. Tortona ha messo a nudo i limiti di una squadra che in difesa ha commesso troppi errori, a volte proprio per mancanza di comunicazione sui pick&roll, concedendo tiri aperti a un'avversaria che l'ha sistematicamente punita. In attacco vedo un una squadra che fatica tremendamente nelle letture. Faccio l'esempio di Campogrande perchè l'ho visto concludere a canestro solo dal palleggio. Non c'è nessuno in grado di creare vantaggi per consentire tiri piedi per terra: in questo senso sia Davis che Bartley potrebbero sfruttare maggiormente la capacità di battere l'uomo per attirare la difesa e aprire il campo».
Aspetti su cui lavorare in vista delle prossime gare. «L'aspetto positivo - continua Carra - è che questo gruppo ha sicuramente margini di crescita. Spero ci sia la necessaria coesione e che i ragazzi non perdano la fiducia mantenendo la capacità di restare uniti e pensando al bene della squadra. In questo momento l'unica ricetta è il lavoro in palestra, non c'è altro modo per tentare di uscire da questa situazione».
Una situazione che ha ulteriormente compromesso il rapporto tra la PallTrieste e i suoi tifosi. Il desolante spettacolo di un'Allianz Dome semivuoto, con appena 2116 spettatori sugli spalti, ha confermato la crescente distanza tra la città e la sua squadra di basket. «E questo - sottolinea - aldilà dei risultati è forse l'aspetto più negativo. In una stagione difficile come questa il calore del pubblico diventa fondamentale. Capisco i fischi e sotto un certo punto di vista li giustifico ma bisogna pensare che in questa situazione tutti devono fare la loro parte. La A è un patrimonio che va difeso con i denti, i giocatori sono chiamati a dare tutto sul campo, i tifosi a stringersi attorno alla squadra cercando di sostenerla. È facile farlo quando le cose vanno bene e si vince, la differenza la puoi fare proprio in questi momenti. Trieste ha fatto tanta fatica per tornare nella massima serie, un gradino lo ha salito negli anni in cui ho avuto il privilegio di vestire questa maglia, sarebbe un grande dispiacere vederla retrocedere. Cerchiamo di essere positivi e di restare ottimisti. C'è ancora tempo per rimediare».

