Pallacanestro Trieste, Gaines si sente a casa: «Arrivo in una società con un gran pubblico»
TRIESTE. A suo agio, disponibile, ma soprattutto estremamente desideroso di cominciare la sua nuova avventura con la maglia della Pallacanestro Trieste in un campionato che conosce molto bene.
La serie A, per Frank Gaines, rappresenta una sorta di porto sicuro in una carriera che, a questa latitudini, lo ha visto spesso protagonista. Negli occhi dei tifosi, anche di quelli triestini, resta la strepitosa stagione 2018/2019, la prima dopo il ritorno nella massima serie dell’Alma, nella quale la guardia nata nel luglio del 1990 a Fort Lauderdale, ha vinto la classifica marcatori trascinando Cantù a una grande stagione. Le sue qualità di realizzatore lo hanno portato a Trieste, arriva per mettere l’esperienza dei suoi trentadue anni a disposizione della squadra e di coach Marco Legovich.
«L’Italia è un posto speciale, con la serie A ho un feeling particolare e non vi nascondo che, dopo l’esperienza dello scorso anno al Benfica, quando ho saputo che c’era la possibilità di tornare non ci ho pensato un attimo – racconta Gaines –. Trieste, negli anni, l’ho vissuta da avversario e mi ha colpito l’atmosfera che ho respirato all’interno del palasport, in più ne ho sempre sentito parlare bene dai giocatori che sono passati da voi».
Lavorerà sodo, nel periodo di tempo che separa la squadra dall’esordio in campionato contro la Carpegna Pesaro, per recuperare il gap fisico e tecnico che le due settimane di preparazione saltata hanno inevitabilmente creato. Nessuna preoccupazione, comunque, dal momento che il giocatore si è presentato in buone condizioni di forma e perché esperienza e intelligenza cestistica saranno il valore aggiunto per bruciare le tappe e inserirsi a tempo di record nei meccanismi biancorossi.
«In questo – continua Gaines – sono stato facilitato dall’ottimo lavoro dello staff tecnico che, dall’inizio degli allenamenti a quando sono arrivato in Italia, mi ha tenuto costantemente aggiornato su quanto proposto alla squadra. Con coach Legovich ho parlato diverse volte, ho guardato con attenzione i video degli allenamenti, in più ho visto alcune partite della scorsa stagione per capire un po’ la filosofia del gioco. Sono carico, non vedo l’ora di iniziare».
Partite della scorsa stagione che lo hanno risintonizzato su un campionato, quello di serie A, che per lui ha pochi segreti. Eccezion fatta per alcune novità, le retrocessioni di Fortitudo Bologna e Cremona e le promozioni di Tezenis Verona e Scafati, le avversarie non sono cambiate.
«Cambiano i giocatori ma, escludendo le due neopromosse, le squadre che andremo ad affrontare le conosco bene – conferma la guardia americana –. Dovrò e dovremo naturalmente tarare i nostri obiettivi valutando la forza di chi ci troveremo di fronte, personalmente però i miei obiettivi restano quelli di sempre. Giocare forte, dare il mio contributo in ogni partita e per ogni vittoria, lottare per raggiungere i play-off. Quello che mi ha chiesto il coach e ciò che voglio fare è portare la mia personalità in campo, la mia energia in attacco e in difesa cercando di essere un’estensione del coach in campo e trasferire le sue idee alla squadra. Conosco Corey, conosco Luca per averci giocato contro credo che la squadra sia buona e che nella stagione che andiamo a cominciare avremo modo di divertirci assieme ai nostri tifosi che, spero, continueranno a supportarci come li ho visti fare in passato»

