Pallacanestro Trieste, parola di Banks: «Vincere senza giocare al meglio ci dà fiducia»
L’Allianz battendo Brindisi ha fatto un pieno di fiducia. Il carburante ideale per affrontare l’inizio di un campionato. Non è solo un’impressione. È lo spirito della squadra e a raccontarlo è Adrian Banks. Come quasi tutti i giocatori Usa affida le proprie emozioni ai social. «Vincere e non giocare al meglio come singolo e squadra è un grande vantaggio e aumento della fiducia per tutti noi. Ringrazio per aver iniziato la stagione in modo positivo. È stato anche davvero bello avere i tifosi in tribuna, l’emozione è tornata!!!»
Un entusiasmo sincero per l’acquisto più eclatante del mercato biancorosso. Un Banks che a chi lo conosce bene avrebbe confidato di aver trovato in Trieste una piazza ideale e che aspetta solo di ritrovare la condizione ottimale dopo essere stato l’unico della squadra di Ciani a essere stato fermato dal Covid.
Il Banks-pensiero aiuta anche a leggere la partita dell’Allianz contro Brindisi. Una prestazione sicuramente perfettibile. Quattro su 22 nel tiro da tre significa tenersi sotto il 20 per cento. Migliorabile anche il 61% dalla lunetta, con Gražulis il peggiore. Delia - tutt’altro che uno specialista - che infila i liberi decisivi racconta però anche di quanto la concentrazione e la voglia di vittoria possano fare miracoli. Tra le immagini da dimenticare va di diritto invece la rimessa di Mian facile preda per Josh Perkins a una manciata di secondi dalla fine. Ci pensa Franco Ciani invece a sottolineare un importante segnale di crescita. «Per tutto il precampionato si sono messe in risalto le tante palle perse. Giusto. Ne sprecavamo una ventina a partita. Stavolta però ne abbiamo perse solamente sette, la soglia di attenzione è aumentata».
Sempre nel dopogara il coach dell’Allianz ha insistito sulla condivisione delle responsabilità e dei meriti. I numeri dicono che in realtà solo in uno spot, il play, l’impiego è stato sostanzialmente diviso alla pari tra Sanders e Fernandez. Ma era Lobito in campo nelle fasi decisive. La soluzione più logica: la regia all’uomo che ha più in mano le chiavi della squadra, ha più istinto da match-winner, ha più carisma rispetto al più giovane compagno di squadra. La diseguaglianza nell’impiego tra Delia (30 minuti) e Konate (15) si deve però solo alla situazione falli di quest’ultimo. Sagaba deve abituarsi al metro arbitrale italiano e magari frenare una certa esuberanza. Eppure Konate in quei 15 minuti è riuscito ad essere il top scorer biancorosso mentre Delia è alla fine il volto della vittoria. «Ognuno ha portato il proprio mattoncino nel tempo in cui è rimasto sul parquet» ha sottolineato Ciani.
E fa piacere notare il mattoncino portato da Lodovico Deangeli, 9 minuti con pochi numeri ma una bella, puntuale, difesa su Gaspardo. Una dimostrazione del ruolo che tatticamente la giovane ala triestina può ritagliarsi nella stagione: uno specialista difensivo con atletismo e possibilità di marcare avversari con diverse caratteristiche.
Contro Brindisi 44 punti su 84 sono stati prodotti dai lunghi. Non si tratta di un caso. Dalla prima gara in Supercoppa a Trento è parso evidente che il coinvolgimento in attacco di ali forti e centri fa parte della nuova identità biancorossa. «L’idea di attaccare l’area fa parte del nostro gioco».
E l’impressione è che Ciani sia consapevole di avere un parco lunghi in grado di consentirgli una notevole gamma di soluzioni. «Dobbiamo comunque essere pronti a fare qualcosa di più nella ricerca offensiva e nell’equilibrio tra interni ed esterni».
Banks e Mian, sulla carta i due terminali più affidabili, hanno prodotto 5 su 19, con 1 su 9 nelle triple. Ma hanno avuto la lucidità e lo spirito di gruppo di rendersi utili in altro modo. Banks con sei assist, Mian contribuendo con sei rimbalzi. Nel contesto della crescita della pericolosità perimetrale va inoltre tenuto conto che tra qualche settimana potrà dare il suo contributo anche Luca Campogrande.

