Parola a Laquintana «Ho detto sì all’Allianz convinto dal progetto. Giuro: non mollo mai»
TRIESTE Ha fortemente voluto Trieste, nei giorni in cui l'Allianz ha flirtato con Michele Ruzzier ha aspettato con pazienza un segnale ignorando le possibili alternative che arrivavano dal mercato. Pesaro ci ha provato, ha tentato di scalfire le convinzioni del play pugliese che però non si è arreso e alla fine ha avuto ragione. Firma un biennale, due anni di contratto (gli stessi di Fernandez) che blindano la regia biancorossa nelle prossime stagioni.
LA SFIDA «Sono felice di iniziare questa nuova avventura - le prime parole del giocatore - giocare in una città che vive di pallacanestro per me è una grande sfida. È vero, dopo l'uscita dal contratto con Brescia la società che assieme a Trieste si era maggiormente interessata a me era stata Pesaro. Ho atteso con pazienza e quando la società biancorossa si è fatta viva ho immediatamente accettato». Scelta consapevole quella di Laquintana, affascinato dalla qualità di un progetto biennale che lo ha convinto immediatamente. «Alla proposta dell'Allianz ho detto subito sì - conferma Tommaso - perchè mi piace molto il progetto che si sta creando».
LA NUOVA ALLIANZ Squadra giovane, dinamica, in grado di esprimere la pallacanestro che è sempre stata nelle corde di un allenatore che sulla intensità difensiva e sulla capacità di esprimere basket in transizione ha raccolto i risultati migliori in biancorosso. «Con Dalmasson ho parlato - confida Laquintana - ci conosciamo da diversi anni, da quando proprio a Trieste ero venuto a fare un raduno con l'Under 20. In quell'occasione avevamo avuto l'occasione di scambiare due chiacchiere, in questi giorni ci siamo risentiti per parlare della squadra che il coach ha in mente nella prossima stagione». Fernandez e Laquintana in cabina di regia, due play complementari con caratteristiche di gioco che possono permettere loro di giocare anche assieme. Una ipotesi che lo staff tecnico biancorosso non esclude e che potrebbe dare all'Allianz quella pericolosità sul perimetro da sempre punto di forza di Trieste. «Sono e sarò a disposizione del coach e dei miei compagni - sottolinea con grande disponibilità il play nativo di Monopoli - faccio fatica a parlare di me e di quelle che sono le mie caratteristiche. Posso solo dire è che come in tutte le squadre in cui ho giocato cercherò di non mollare mai e di dare tutto per la maglia. So che sarà così anche a Trieste».
SCUSATE IL RITARDO Otto anni fa, con l'Acegas promossa in serie A2, Eugenio Dalmasson aveva puntato i riflettori su un ragazzo appena diciassettenne conosciuto in nazionale giovanile. L'idea era di portarlo a Trieste per affiancarlo a Marco Carra e creare una coppia di play che fosse un sapiente mix di esperienza e gioventù. Quel ragazzo, ovviamente era proprio Laquintana. Che scelse il Cus Bari prima di trasferirsi a Capo d'Orlando dove ha lavorato per diversi anni sotto la sapiente guida del tecnico triestino David Sussi. «Mi raccomando - scherza Sussi - quando lo incontrate non chiamatelo Tommaso ma Tommy, lui preferisce così. Nel fine settimana tornerà qui a Capo d'Orlando, ne approfitterò per spiegargli un po' di cose di Trieste. Che caratteristiche ha? È un agonista, un giocatore che lotta e mette grande energia e intensità sul parquet. In difesa è sicuramente incisivo. Credo sia una buona scelta, Laquintana è un giocatore che anno dopo anno ha saputo migliorarsi, sarà così anche a Trieste». —

