Tre imprenditori nel futuro della Pallacanestro Reggiana, ma bisogna attendere
REGGIO EMILIA. IL treno ha rallentato.
L’allarme sanitario sta frenando le operazioni di successione al patron Stefano Landi.
Per dare un futuro al club, oltre allo stesso Landi e alla dirigenza societaria, è da diverse settimane al lavoro anche Alessandro Dalla Salda.
Tempo fa, l’ex ad biancorosso era stato incaricato dallo stesso Landi di cercare forze nuove e reperire investitori che fossero interessati a rilevare la società che nel 2020 festeggerà il 46° compleanno.
Il manager reggiano sarebbe quindi destinato a tornare alla guida della Pallacanestro Reggiana nel momento in cui questa arrivasse ad avere un nuovo assetto, anche se non esisterebbe alcun accordo formale.
Il punto
Sfumata l’ipotesi di un socio unico che subentri a Stefano Landi - l’imprenditore che con la sua Girefin srl detiene il 100% delle quote societarie di Pallacanestro Reggiana - ci si è concentrati sul formare una cordata.
L’idea di fondo è ora quella di allestire una squadra composta da quattro o cinque investitori che possano garantire il miglior futuro possibile al team biancorosso e alla sua fiorente cantera.
contatti e piste calde
Prima che tutto venisse congelato dalle misure restrittive per combattere il Covid-19, s’erano interessate al progetto presentato loro dall’ex ad Dalla Salda, tre importanti figure del mondo imprenditoriale della provincia reggiana.
Nessun accordo era stato sottoscritto e nulla era stato messo nero su bianco ma, da quanto emerge, l’interessamento è forte, tanto che la stessa presidente Licia Ferrarini in un’intervista pubblicata dalla Gazzetta di Reggio il 16 marzo scorso e ancora disponibile sul nostro sito web, s’era detta molto fiduciosa.
Il lockdown ha però frenato il tutto e le riunioni e i previsti incontri sono stati rinviati. In ogni caso, proprietà e management non disperano di poter chiudere quando l’allarme sanitario sarà rientrato.
Il ruolo di Landi
Resterà o meno nella nuova compagine societaria il patron che ha retto il club nell’ultimo ventennio portandolo sino a sfiorare il titolo tricolore?
L’imprenditore reggiano ha ribadito anche nel febbraio scorso, in occasione della cerimonia di consegna del premio Reverberi, di essere intenzionato a chiudere la propria esperienza a fine stagione. Non è però completamente da escludersi che, nel caso si presenti la necessità, Landi rimanga ancora all’interno del club, mantenendo una quota minoritaria per un limitato periodo di tempo, mettendo la propria pluriennale esperienza a disposizione dei nuovi soci.
istituzioni in campo
In campo sono scese anche le istituzioni che hanno accettato l’impegno di mantenere in vita e in salute la maggior società cestistica del territorio, una delle eccellenze riconosciute del Reggiano.
Logicamente tutte le energie sono concentrate sulle problematiche legate all’emergenza sanitaria, ma già prima del lockdown a livello istituzionale si erano presi contatti con il mondo cooperativo reggiano per tastarne la disponibilità a sposare il progetto Pallacanestro Reggiana.
Anche su questo fronte però le criticità create dal diffondersi del virus hanno congelato tutto.
la tempistica
Se la frenata nell’operazione è stata evidente, nulla è però ancora perduto.
Definire un nuovo assetto per il club richiederà ancora tempo, al quale vanno aggiunti i tempi tecnici per formalizzare l’ingresso di nuovi soci e il passaggio di quote.
La dead line è attualmente il 31 maggio. Entro la fine del mese prossimo si dovranno versare le fideiussioni e iscriversi al prossimo campionato. Il termine sarà però certamente prorogato e si slitterà quindi oltre il termine previsto, restituendo a proprietà e management ulteriori settimane per arruolare nuove forze e perfezionare il passaggio di quote.
Una volta conclusa l’operazione, allora e solo allora, si guarderà anche al discorso sponsor. Da quanto rimbalza, difficilmente Grissin Bon - main sponsor sin dalla stagione 2013/14 - confermerà infatti il proprio impegno.

