F1, dati sull’audience nel 2019: bene ma non benissimo!
Il sito ufficiale della Formula 1, f1.com, ha rivelato che l’audience del Circus è cresciuta per il terzo anno di fila, sia sulle piattaforme TV che su quelle digitali.
Per quanto riguarda le prime, è stato registrato un totale di 1.922 miliardi di spettatori totali, il numero più alto dal 2012, che rappresenta inoltre una crescita del 9% rispetto al 2018. La top 5 dei mercati è rimasta la stessa dell’anno scorso: Brasile, Germania, Italia, UK e Olanda. Altri Paesi, tuttavia, hanno messo a referto delle crescite eccezionali: spiccano la Polonia (+256%, grazie al sensazionale ritorno in griglia di Robert Kubica) e la regione comprendente il Medioriente e parte del Nordafrica (+228%, conseguenza di nuovi accordi TV). Fra le “grandi”, crescite positive per Grecia (+75%), Italia (+29%) e Germania (+23%), mentre USA e Cina registrano dati meno clamorosi ma quantomeno confermano il trend positivo (+7% e +5% rispettivamente).
Per quanto riguarda il numero di spettatori unici, i dati non sono altrettanto positivi: +0,3% nei 20 mercati principali, ma rispetto al 2018 il numero totale a livello globale ha visto un leggero calo (471 milioni, -3,9%). Anche in quest’ambito, dati molto positivi per Polonia (+569,7%!), Medioriente/Nordafrica, Germania e Grecia.
19 GP su 21 hanno attirato un’audience superiore rispetto all’anno scorso. Spicca il GP d’Italia con un’audience di 112 milioni (+20% sul 2018 e dato più alto dal GP del Messico 2016). Anche Monaco, Interlagos e Hockenheim hanno sfondato il tetto dei 100 milioni, mentre altri 14 eventi hanno superato i 90, e la media totale dei 21 Gran Premi si attesta a 91.5 milioni.
Per quanto riguarda i social media, i profili della F1 stanno crescendo ad una velocità impressionante. Il numero totale di follower tra Facebook, Youtube, Instagram e Twitter ha raggiunto i 24,9 milioni (+32,9% rispetto al 2018), in particolare grazie agli ultimi due. Crescono di conseguenza le interazioni, il numero di pagine viste sul sito, i minuti di video guardati, i download dell’app ufficiale e gli ascolti del Podcast ufficiale (F1: Beyond The Grid) su Spotify. Infine, è da sottolineare che il 62% dei nuovi fan accumulati negli ultimi 2 anni è under-35.
Questo è quanto riportato nel comunicato stampa pubblicato su f1.com; ma vale la pena considerare un’analisi di questi dati fatta dall’autorevole Christian Sylt, giornalista di Forbes specializzato in analisi economiche del Circus.
Sylt pone l’accento sull’unico dato negativo riportato (fra l’altro in maniera un po’ nascosta), ovvero quello del numero di spettatori unici, che considera più reale rispetto al dato dell’audience totale: quest’ultima, infatti, somma ogni singolo spettatore di ogni singola sessione, quindi una persona che guarda più volte più sessioni verrà aggiunta ogni singola volta. Lo “spettatore unico”, invece, è colui che ha guardato un certo numero di minuti; raggiunto questo numero, verrà contato, ma solo per una volta. Per cui, in realtà si può dire che la F1 abbia perso circa 20 milioni di spettatori, e la colpa per Sylt è da attribuire al capillare passaggio dalle TV pubbliche alle Pay TV; esempio più recente, la Gran Bretagna, dove quest’anno tutte le gare tranne una sono state trasmesse in esclusiva su Sky.
Sylt ricorda, inoltre, che fino al 2004 la F1 usava il metodo cumulativo dell’audience per effettuare le sue misurazioni, ottenendo numeri assurdi: nel 1999, l’audience totale fu di 57.8 miliardi di persone! Col passaggio al metodo degli spettatori unici, la F1 raggiunse l’apice nel 2008, con 600 milioni: al tempo, era lo sport più seguito al mondo.
Solo quest’anno Liberty ha deciso di porre l’accento sul dato meno attendibile, perché in realtà il comunicato stampa con i dati TV del 2018 partiva proprio dall’analisi degli spettatori unici. Chase Carey, l’anno scorso, disse che lo sport avrebbe continuato ad abbracciare le pay TV perché “il mondo sta andando in quella direzione”. Bisognerà vedere, dati attendibili ed oggettivi alla mano, se gli spettatori andranno nella stessa direzione.
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