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ATP Montecarlo, Vacherot: “Dopo la partita con Musetti ho capito che avrei potuto fare qualcosa di importante”

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Il sorriso resta, anche dopo la sconfitta. Per Valentin Vacherot il bilancio del Rolex Monte-Carlo Masters è di quelli che segnano una carriera. È stato un grande torneo, porterò questi ricordi per tutta la vita, racconta il monegasco dopo il 6-4 6-4 subito da Alcaraz. Eppure, dentro quella soddisfazione, si insinua qualcosa di più: Sono contento di uscire dal match con un po’ di frustrazione, perché significa che voglio fare ancora meglio, voglio metterlo ancora più in difficoltà. Un segnale, più che una delusione: “Per essere la prima volta contro di lui, credo sia già stata una buona battaglia”.

Giocare davanti a uno stadio pieno, finalmente sotto il sole del Principato, ha fatto la differenza. Finalmente ho potuto giocare al sole, fa bene anche al morale, sorride Vacherot. “Le condizioni erano più vive, la palla rimbalzava di più, si poteva colpire più forte: è stato davvero un grande momento, mi sono divertito”. E anche dal punto di vista tecnico emergono spunti interessanti: “Sul mio servizio sono stato solido, sono riuscito a recuperare un break nel secondo set”, sottolinea, senza nascondere il rimpianto: Ho avuto le mie occasioni, sul 40-15 e su quella palla sullo 0-15… avrei voluto fare meglio e magari portare il set a casa.

Il livello di Alcaraz e i margini di crescita

La chiave, contro uno come Alcaraz, è chiara. “Non è imprevedibile, ma negli ultimi due anni ha migliorato tantissimo il servizio, analizza Vacherot. “A volte senti di rispondere bene, ma lui ti manda subito fuori dal campo. Colpisce presto, colpisce forte”. E allora non basta limitarsi a contenere: “Nel primo set non ho sbagliato molte risposte, ma se ti limiti a rimettere la palla in campo non è sufficiente. Devi fare di più”.

Un passaggio che racconta bene il livello richiesto per competere con i migliori e che si lega anche agli episodi del match: “Non mi ha destabilizzato nulla sul 4 pari, non ho perso il game per quello”, chiarisce. “C’è stato il primo doppio fallo, poi un rovescio fuori e un gran passante suo. All’improvviso ero sotto 5-4. È stato molto vicino: magari avrei potuto breakkare io sul 5-4”.

Consapevolezza, futuro e nuovi palcoscenici

Se c’è una certezza che Vacherot porta via da Montecarlo è la consapevolezza del proprio valore. Non ho più molto da dimostrare, sono nel posto giusto, afferma con decisione. “A inizio settimana non mi immaginavo in semifinale, volevo solo affrontare i grandi giocatori e metterli in difficoltà”. Il momento chiave? Dopo la partita con Lorenzo Musetti ho capito che potevo fare qualcosa di davvero importante.

La classifica può aspettare: Non voglio parlare di ranking, non volevo farlo nemmeno per la top 20. L’orizzonte, però, si allarga: “Madrid e Roma li avevo giocati solo nelle qualificazioni, ora sarò nel main draw. Saranno momenti fantastici”. E cambia anche il lavoro quotidiano: “Non la quantità, ma la qualità. Ho ancora più voglia di fare bene, voglio migliorare fisicamente, recuperare meglio, trovare cose nuove. E soprattutto divertirmi: bisogna sorridere anche in allenamento.

Infine, il saluto a rete con Alcaraz: Mi ha detto che avevo fatto un grande torneo. Io gli ho fatto i complimenti per tutto quello che sta facendo e gli ho augurato buona fortuna per la finale. Un passaggio semplice, ma che racconta bene il senso di una settimana speciale: Vacherot c’è e vuole restarci.

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