Darderi: “Con un ranking più alto devo imparare a gestire la pressione”
Luciano Darderi esce sconfitto da una partita, il primo turno a Montecarlo con Hurkacz che aveva saputo riaprire dopo un avvio complicato, ma che gli è sfuggita nel momento decisivo. “Sull’1-1 del terzo set mi ha fatto break e lì è stato il momento chiave”, spiega l’azzurro, individuando con lucidità lo snodo del match. Da lì in avanti, la strada si è fatta in salita: “Con giocatori come lui, che servono così bene, quando prendono fiducia è difficile rientrare”.
Il servizio di Hurkacz ha inciso in modo determinante: “Serviva sempre sopra i 210-220, ti dà poco ritmo e fai fatica a entrare nello scambio”. Un contesto che ha finito per accentuare le difficoltà di Darderi nei momenti più delicati.
Occasioni mancate e calo mentale
Eppure, la partita aveva preso una piega diversa nel secondo set, quando Darderi era riuscito a rientrare dopo aver perso il primo al tie-break. “Ero 4-1 40-0, potevo chiuderla più facilmente e invece me la sono complicata da solo”, ammette.
Il vero nodo, però, resta la gestione mentale: “Non mi succede spesso di andare giù così, ma oggi sul 3-1 del terzo si è visto. Sentivo che la partita mi stava scappando dalle mani”. Una sensazione che si è tradotta in un calo evidente: “Mi sono messo un po’ troppa pressione addosso, penso sia stato più un aspetto mentale che altro”.
Anche il piccolo fastidio fisico accusato nel finale non ha inciso: “Mi sono girato un attimo, ma niente di che. Non è stato quello il problema”.
Ranking, pressione e prospettive sulla terra
La crescita in classifica porta con sé nuove responsabilità, e Darderi ne è consapevole: “Con un ranking più alto e da testa di serie devo imparare a gestire meglio la pressione”.
L’obiettivo, però, resta chiaro: “La top 20 era un sogno, ma tra 18, 20 o 25 cambia poco. L’importante è migliorare per fare un salto ancora più grande”.
Ora lo sguardo è rivolto alla stagione sulla terra: “Mi servono partite, appena trovo fiducia andrà meglio. La stagione è lunga”. Intanto, c’è spazio anche per il doppio con Cobolli: “Siamo amici, voglio godermi un po’ il campo”.
Sul piano delle condizioni, nessuna grande differenza tra le varie superfici: ““Mi sono messo troppa pressione addosso: è da lì che devo ripartire””.

