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ATP Bucarest: Navone trionfa, Mérida battuto in tre set. È il primo titolo ATP

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[7] Mariano Navone batte D. Mérida Aguilar con il punteggio di 6-2 4-6 7-5 in due ore e 18 minuti. Al Tiriac Open di Bucarest arriva il primo titolo ATP per l’argentino, al termine di una finale tutt’altro che lineare. Dopo un avvio in controllo, l’argentino ha dovuto fare i conti con la reazione di Mérida e con un terzo set ricco di tensione. Due match point sfumati non lo hanno fermato: alla terza occasione è arrivata la liberazione.

Primo set: Navone detta legge, 6-2 in mezz’ora

Inizio di finale a tinte albicelesti sui campi di Bucarest. Mariano Navone parte con la ferocia dei giorni migliori, mettendo subito pressione a un Daniel Mérida Aguilar apparso inizialmente contratto dal peso dell’evento. L’argentino tiene agevolmente il primo turno di servizio e colpisce immediatamente: un break chirurgico gli consente di scappare sul 3-0 in un parziale che assume fin da subito i contorni di un monologo.

Il giovane spagnolo prova a reagire sbloccando il proprio score, ma l’inerzia resta saldamente nelle mani della testa di serie numero uno. Dopo cinque giochi il punteggio è 4-1 Navone, padrone dello scambio grazie alla solidità da fondo e alla capacità di variare il ritmo, con Mérida Aguilar costretto a rincorrere per evitare che il set gli sfugga troppo in fretta. (realizzato da Francesco de Salvin)

Dal canto suo, lo spagnolo fatica a trovare soluzioni: non riesce ad avanzare con efficacia verso il campo, gli appoggi sono incerti e i colpi non incidono. I tentativi di verticalizzazione appaiono sporadici e privi di convinzione, più frutto della frustrazione che di una chiara idea tattica.

Navone, invece, non concede spiragli e chiude il primo set con grande autorità sul 6-2 in appena 30 minuti. Un parziale che, alla vigilia, ci si poteva attendere più equilibrato, ma che ha evidenziato la totale assenza di contromisure da parte di Mérida Aguilar. Per rientrare nel match, lo spagnolo dovrà ritrovare pazienza e costruzione, scegliendo con maggiore lucidità i momenti in cui accelerare: fin qui, ha mostrato soprattutto nervosismo e poca continuità.

Secondo set : Mérida reagisce, tra strappi e controstrappi

Il secondo set si apre con un volto diverso per Daniel Mérida Aguilar, subito più intraprendente e capace di procurarsi due palle break in avvio. Navone, fin lì quasi impeccabile, incappa in qualche gratuito e in un doppio fallo, cedendo il servizio.

Il vantaggio dello spagnolo, però, resta fragile: il dritto continua a tradirlo e l’argentino rientra immediatamente. Il parziale si trasforma così in una sequenza di strappi e controstrappi.

Pur accusando un fastidio alla coscia, lo spagnolo sembra paradossalmente sciogliersi: aumenta la spinta, varia di più e infila un parziale di 12 punti a 3 che lo porta sul 4-1 con doppio break di vantaggio. Navone, però, non si scompone e recupera subito uno dei due break, confermando la sua solidità.

Il set resta caotico e ricco di ribaltamenti (sette break nei primi otto game): Mérida riesce comunque a salire 5-2 grazie alle sue accelerazioni, spesso decisive quando riesce a comandare lo scambio. Ancora una volta, però, Navone accorcia fino al 5-4.

Chiamato a servire per il set per la seconda volta, Mérida questa volta non trema e chiude il parziale, rimettendo la finale in equilibrio.

Terzo set: Navone trema ma non cade, titolo al terzo match point

Il terzo set è una battaglia di nervi. Navone parte forte e si procura subito due palle break, ma Mérida resiste e, spinto da un’aggressività quasi nata dal dolore alla coscia, piazza il primo allungo sul 3-1.

L’argentino però non si disunisce: resta lì, scambia, costruisce e nel momento chiave – un sesto game durissimo – riprende il break. Da quel punto sembra girare tutto dalla sua parte: Mérida perde incisività, Navone sale 5-3 e serve per il match.

Ma la tensione cambia ancora la storia. Due match point sfumano e lo spagnolo, con orgoglio, rientra fino al 5-5. Quando il finale si fa incandescente, però, è Navone a ritrovare lucidità: tiene il servizio, strappa ancora e al terzo match point chiude.

È il primo titolo ATP per l’argentino, conquistato con lotta, pazienza e carattere.

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