ATP Bucarest: cadono Mannarino e Baez. Psicodramma Prizmic. Facile Van de Zandschulp, Navone in rimonta
Dopo l’incessante pioggia abbattutasi giovedì su Bucarest, e che di fatto ha provocato il rinvio dell’intero programma degli ottavi di finali, al Tiriac Open presented by UniCredit Bank è tempo di inevitabili straordinari. Il venerdì, notoriamente vetrina dei quarti negli ATP 250, del torneo rumeno si è aperto con gli ottavi rinviati il giorno prima. Il primo a staccare il biglietto per il doppio impegno è stato lo spagnolo Daniel Merida Aguilar, che ha sconfitto in rimonta la testa di serie n°2 Adrian Mannarino per 4-6 6-2 6-2 in 1h53‘ di gioco.
Il programma odierno, presso la capitale rumena, ha preso il via addirittura alle 9 del mattino: questo per far sì che i giocatori vittoriosi avessero a disposizione il tempo di recupero necessario prima del ritorno in campo. Parallelamente al successo del qualificato iberico, è arrivato anche un secondo scalpo contro pronostico a firma di Titouan Droguet. Il ventiquattrenne francese ha superato con un duplice 6-4, in poco di un’ora e mezza di partita, il principe di questi eventi “minori” sul rosso: la quinta forza del tabellone Sebastian Baez. Decisamente più combattuta è stata la sfida fra Fabian Marozsan e il carneade greco Stefanos Sakellaridis (n°225 ATP), dove il tennista magiaro è sì riuscito a far prevalere la sua maggiora caratura ma solamente al termine di due long set e quasi altrettante ore di scontro. 7-6(3) 7-5 recita il punteggio finale in favore del n°3 del seeding.
Ma la vera cartina tornasole della giornata odierna in Romania, se la sono presa a suon di apici emotivi Daniel Altmaier e Dino Prizmic, con il croato a brillare particolarmente all’interno di una contesa ben condotta da entrambi che però al dunque ha presentato la parte tedesca del duello, altamente scatenata quando serviva esserlo per credere in una rimonta che appariva impossibile. Come sempre in questi casi, però, con l’ovvia e ingente compartecipazione della metà balanica, che a lungo rimesterà nei meandri più negativi dell’inconscio di ciò che sarebbe potuto essere e non è stato.
Una rimonta subita che fa malissimo a Dino, il quale avrà bisogno forse di qualche mese per assorbire la sbornia psicologica di una tale batosta. Nel terzo set, difatti, Prizmic è stato avanti perfino 5-1 anche se non si è mai procurato un match point fino al 7-6 del tie-break decisivo, dove ha ceduto definitivamente 9 punti a 7. Più di due ore e mezza di infuocato confronto, prima che il ventenne di Spalato venisse sopraffatto dal più esperto rivale – il tedesco ha sette anni in più – per 3-6 7-6(1) 7-6(7). Il monomane teutonico trionfa nonostante le 0 palle break salvate sulle tre chance di break offerte e nonostante i 51 gratuiti commessi contro i 35 croati.
Quarti di finale
Passiamo al capitolo successivo, quello dei quarti di finali. Il primo ad andare in scena ha visto la vittoria, assolutamente attesa, di Botic Van De Zandschulp, che forte della sua ottava testa coronata (l’ultima fra le teste di serie) ha regolato senza problemi Damir Dzumhur con un doppio 6-3 in 1h29.’ Addirittura 12 sono state le palle break concesse dal bosniaco, che è uscito dal campo sconfitto nonostante ne abbia annullate tre quarti. Tale concetto di solidità, mentale prima ancora che di mero tennis giocato, viene ulteriormente rafforzato dall’olandese che ha offerto poco meno della metà dei break point avversari, frantumandone tuttavia il 90%.
In semifinale, il tennista orange sarà opposto a Mariano Navone. L’argentino, testa di serie n°7 ha rimontato, terzo ribaltone di giornata, Alex Molcan con lo score di 3-6 6-2 6-3 in 2h19‘ di match. Il venticinquenne sudamericano è stato molto abile nel rimediare ad una falsa partenza, sia nel set d’apertura che nella frazione finale dove ha sempre dovuto recuperare da un momentaneo svantaggio di 2-0. 64% di punti vinti con la prima e 19 vincenti recita il computo dei numeri più importanti fatti registrare nella partita da Mariano.

