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WTA Charleston, Badosa: “A volte ho così tante cose nella testa che non riesco a pensare alla partita”

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Paula Badosa ci sta riprovando. La 28enne spagnola, ex numero 2 del mondo, soffre da anni di un infortunio cronico alla schiena che l’ha costretta a rimanere ai box per molto tempo nelle ultime stagioni. Dall’estate 2024 il problema sembrava risolto. L’iberica raggiungeva gli ottavi a Wimbledon, i quarti allo US Open, le semifinali nei 1000 di Cincinnati e Pechino e vinceva il titolo 500 a Washington. Grazie al penultimo atto all’Australian Open 2025, poi, Badosa tornava in top 10.

Ma non sapeva che quel grande traguardo si sarebbe presto trasformato in un’altra illusione. Di recente Paula aveva già parlato di quanto i suoi infortuni l’avessero provata non solo a livello fisico, ma anche mentale. Ciononostante, l’attuale numero 113 al mondo sta ritentando di tornare ai massimi livelli. Sebbene in questo 2026 abbia ancora un record negativo nei tabelloni principali WTA (5-7), al Credit One Charleston Open la tennista spagnola ha dichiarato di essere molto motivata per ricominciare la cavalcata verso le zone della classifica che dovrebbero competerle.

Badosa: “All’improvviso mi sono ritrovata di nuovo sul divano”

Nel torneo del Sud della Carolina, Badosa, che da wild card ha vinto in due set il primo turno sulla qualificata di casa Kayla Day, si è concessa ai microfoni di Tennis Channel, rivelando che il problema che l’ha costretta a ritirarsi dall’ultimo US Open non era legato alla schiena. “La gente non lo sa”, ha affermato la giocatrice spagnola. “Molti mi hanno chiesto della schiena ed è una cosa che sto cercando di capire, ma almeno ora è sotto controllo. L’anno scorso però, a partire da febbraio e soprattutto dopo Wimbledon, avevo il muscolo psoas che sfregava contro il tendine. Poi mi sono ‘rotta’ il labbro dell’anca. È tutto molto collegato. È dura gareggiare in queste condizioni.

Dopo lo Slam australiano del 2025, Badosa tutt’un tratto si è trovata a dover combattere nuovamente con i problemi fisici, in un momento in cui la sua fiducia tennistica era alle stelle. “Forse dopo l’Australia ero al massimo della forma. Poi, all’improvviso, mi sono ritrovata sul divano per la seconda volta. Non sapevo se avrei avuto la forza di lottare ancora, perché so cosa significa riprendersi da un infortunio ripartendo da zero. A volte è come scalare una montagna, e tornare al livello che desidero è difficile. Per me è stato molto duro vedermi in quella situazione. Personalmente, ho attraversato momenti difficili e non è stato facile perché è successo tutto in una volta”.

Badosa: “L’ultimo anno è stato molto difficile”

Abbandonata subito l’idea di finire sotto i ferri, Badosa ha preferito curarsi tramite iniezioni. Va da sé che nella scorsa stagione non sia riuscita a trovare molta continuità di rendimento. Persino tutt’ora l’iberica talvolta fatica ancora a entrare nella giusta mentalità quando si prepara ad affrontare una partita. A volte mi sveglio e penso: ‘Cavolo, oggi devo giocare? Come farò?’ A volte ho così tante cose per la testa che non riesco nemmeno a pensare alla partita. È stressante per me.

Con grande sincerità e coraggio, poi, Paula si è aperta circa le sue difficoltà nel gestire tutta questa situazione. “Credo che tutti noi abbiamo due voci nella nostra testa. A volte riesci a controllare un po’ meglio quella negativa, mentre in altri momenti della vita non ci riesci. Credo di trovarmi un po’ in quest’ultima situazione. Per me, personalmente, l’ultimo anno è stato molto difficile, da quando mi sono infortunata. Dal momento in cui è successo non ho fatto altro che pensare a cosa ci volesse per tornare di nuovo lì e a come mi fosse sfuggito di mano ancora una volta”.

Badosa: “Le emozioni che provo sono più forti di quelle che mi spingono a smettere”

Per Badosa non è facile conciliare la sua parte mentale e fisica con quella competitiva. “In un certo senso, mi fa male. Non vedo il mio tennis al livello che dovrebbe avere o che vorrei che avesse. Insomma, è un po’ la battaglia mentale che sto combattendo con me stessa. Sto cercando di affrontarla, guardandola con distacco e pazienza. Allo stesso tempo, sono molto competitiva. È un equilibrio difficile da trovare.

Nonostante gli ostacoli da superare siano stati e siano ancora piuttosto impegnativi, la tennista spagnola non ha però alcuna intenzione di appendere la racchetta al chiodo nel breve termine. Amo ancora troppo questo sport. Ci metto tutta la mia passione. Me ne rendo conto ogni volta che scendo in campo. Mi viene la pelle d’oca ovunque giochi. In campo riesco a esprimermi e mi diverto. È quello che ho fatto per tutta la vita ed è la mia passione. Mi rendo conto di quanto amo questo sport anche quando gioco con la mia sorellina. Mi godo semplicemente il momento in cui prendo la racchetta e colpisco qualche palla. Per ora, dato che lo amo così tanto, se il mio corpo ‘mi rispetta’ e riesco a gestirlo, giocherò fino al giorno in cui vorrò davvero smettere. In questo momento, queste emozioni sono più forti di quelle che mi spingono a smettere.

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