WTA Miami, la preview della finale: Gauff da underdog, Sabalenka per il Sunshine Double
Nulla da perdere e tutto da perdere. Potrebbe essere sintetizzata in questo modo l’epilogo del WTA 1000 di Miami, ma c’è tanto altro in un match che, a dispetto del blasone dei nomi in campo, sembra portare un peso diametralmente opposto sulle spalle delle due finaliste. Coco Gauff e Aryna Sabalenka si troveranno una di fronte all’altra per la tredicesima volta, con un bilancio di vittorie e sconfitte equamente ripartito: 6-6. Un resoconto in perfetta parità volto ad essere la trascrizione in risultati di come due forze completamente opposte, e non potrebbero esserlo di più, finiscano per annullarsi a fasi alterne. L’Hard Rock Stadium deciderà chi promuovere tra l’americana e la bielorussa.
In un valzer di giocatrici nel circuito WTA, la costante ad alti livelli è sempre lei: Aryna Sabalenka. Il fatto di essere in cima al ranking mondiale è solo una naturale conseguenza della straordinaria costanza di rendimento che la caratterizza. Dalle WTA Finals, la tigre di Minsk è sempre arrivata in finale nei successivi 4 tornei disputati portando a casa Brisbane e Indian Wells e fermandosi (di nuovo) in Australia. Ora c’è Miami, con un Sunshine Double da completare per entrare nel gotha del tennis. Dominare i 1000 americani da Ovest ad Est è un’impresa riuscita solo a quattro giocatrici (Steffi Graf, Kim Clijsters, Victoria Azarenka e Iga Swiatek), la bielorussa diverrebbe la quinta. Di mezzo, però, c’è Coco Gauff.
Lo stato mentale di Gauff e Sabalenka e il precedente velenoso del Roland Garros
La continuità di Sabalenka è portentosa, ma nonostante gli indubbi aspetti positivi, nasconde un rovescio della medaglia che talvolta ha stizzato non poco la diretta interessata: essere a un passo dall’obiettivo e mancarlo al rush finale. A cavallo tra il 2025 e la stagione corrente è capitato due volte, con Elena Rybakina a giocare il ruolo della guastafeste e sfilare ad Aryna sia le WTA Finals, che il tris all’Australian Open. La n. 1 al mondo, però, si è rifatta con tutti gli interessi nell’ultimo atto di Indian Wells e nella semifinale in Florida e ora si trova, nuovamente, a quel bivio tra sollevare il trofeo e consolarsi come runner-up e il contentino della grande cavalcata. Indubbiamente un peso.
Riallacciandoci all’introduzione, chi sembra non patire attualmente questa componente mentale, è Coco Gauff. Intendiamoci, la classe 2004 ha sempre convissuto con delle aspettative enormi sulla sua carriera, con il paragone ingombrante di Serena Williams a non facilitarle il compito, ma all’ombra delle palme della Florida, la statunitense sembra esserci arrivata un po’ più leggera del solito. L’infortunio che l’ha costretta al ritiro a Indian Wells non la poneva nel novero delle favorite, ma la n. 4 al mondo ha riscritto la sua storia a Miami, mai oltre il quarto turno, e a fari spenti si è guadagnata il biglietto per la finale.
Oltre all’antonimia caratteriale, Sabalenka e Gauff hanno avuto percorsi di avvicinamento completamente diversi per arrivare alla finale. La bielorussa ha uno score immacolato, non ha lasciato nessun set per strada (come accaduto a Indian Wells) e la soglia massima di pericolo è stato il tie-break di esordio contro Ann Li, conquistato 7-5. Un “traguardo” che McNally, Zheng, Baptiste e Rybakina non hanno raggiunto. Nulla di tutto ciò per Coco, costretta a lottare a ogni turno per evitare l’eliminazione precoce come nella sua California. Eccezion fatta per la semifinale easy con Karolina Muchova, l’americana è ricorsa al terzo set in tutti gli altri impegni, andando di rimonta sia nel match d’esordio con Elisabetta Cocciaretto che in quello successivo con Parks.
Coco e Aryna ferme sul 6-6, con l’Hard Rock Stadium a decretare chi effettuerà il sorpasso e sarà regina di Miami. Due personalità distinte che hanno incendiato qualche confronto del recente passato. Il più brutto tennisticamente parlando coincide con quello emotivamente più arroventato, con Sabalenka ad accendere la miccia davanti ai microfoni dopo la sconfitta in finale al Roland Garros 2025. La finale sul Philippe Chatrier fu costrellata da tanti errori da entrambi i lati, con lo spettacolo ovviamente a risentirne. Gauff ne uscì vincitrice, ma la bielorussa in conferenza stampa non fu propriamente in linea con i principi di sportività professati da Pierre de Coubertin, con l’americana a rispondere per le rime.
Un botta e risposta nato e morto lì, ma a testimonianza di come la tensione covi sotto la cenere. Alle ore 20:00 italiane di sabato 28 marzo il duello si rinnoverà (diretta su Supertennis e Sky Sport). Sabalenka ha un appuntamento con la storia, Gauff proverà a convincere quest’ultima a dare buca all’ultimo minuto e lasciare Aryna furiosa come a Parigi.

