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Nadal difende Alcaraz: “Pensate possa vincere tutte le partite?”

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Tournée statunitense terminata anzitempo per il numero uno del mondo, Carlitos Alcaraz. Il fenomenale tennista di El Palmar ha raccolto meno di quanto previsto durante il fitto Sunshine Double, conclusosi amaramente con un’inaspettata eliminazione al terzo turno in quel di Miami. La semifinale di Indian Wells, persa contro un ritrovato Daniil Medvedev, ha negato al pubblico californiano la gioia del primo Sincaraz del 2026, che, alla luce dei fatti, non vedremo neanche in Florida. La precoce uscita di scena del 7 volte Slam ha subito movimentato il backstage della sfera tennistica. Proprio come avvenuto con Sinner a Melbourne e Doha, l’ormai noto allarme-crisi è scattato anche con Carlitos, il quale si è concesso la prima sconfitta dell’anno soltanto a metà marzo, per poi avere un’ulteriore battuta d’arresto contro Sebastian Korda, al quale vanno conferiti i meriti per l’ottima prestazione.

“Pensate vinca tutte le partite dell’anno?”

È bastato un Alcaraz versione Rollercoaster – e un filo “agitato” nel dialogo col proprio box – per far finire il murciano nell’occhio del ciclone dopo la sconfitta rimediata a Miami. Approfittando della Laurea honoris causa, ricevuta dal leggendario Rafa Nadal presso “Universidad Politécnica” di Madrid, i giornalisti si sono precipitati in loco per chiedere al King of Clay un’opinione sull’attuale situazione del giovane connazionale: “Quando uno ha appena vinto l’Australian Open, ha 7 titoli del Grande Slam ed è il numero 1 al mondo, cosa succede? Pensate che vinca tutte le partite dell’anno? Beh, non succederà – commenta Nadal, prendendo le parti di Carlitos –. Quindi ecco la risposta: credo che tutti noi dobbiamo congratularci con Carlos e ringraziarlo per tutto quello che sta facendo; alla fine sta regalando allo sport spagnolo una quantità di successi che 30 o 25 anni fa sarebbe stata difficile da immaginare. Ora ultimamente forse ci siamo abituati, ma io non perdo mai di vista la difficoltà che comporta tutto ciò che fa Carlos e ciò che fanno altri sportivi spagnoli o sportivi di qualsiasi paese, in fin dei conti; in questo caso Carlos è spagnolo, è uno di noi e in questo senso non dobbiamo preoccuparci per due sconfitte, credo che non abbia alcun senso né si possa pretendere di più da lui”.

Mouratoglou su Alcaraz: “La mia sensazione è che sia un po’ annoiato”

Il sano realismo delle parole di Rafa si contrappone alle forti dichiarazioni del coach Patrick Mouratoglou, che poche ore dopo l’eliminazione di Alcaraz in Florida, ha messo in evidenza una problematica, secondo il suo parere, plausibile: “La mia sensazione è che Carlos sia un po’ annoiato. Ha già vinto sette Slam e ho l’impressione che nei Masters 1000, avendone già conquistati tanti, non sia così stimolato. È solo una sensazione, ma ce l’ho. Potrebbe essere un pericolo per lui nei prossimi anni. Molti dicono che nei tornei dello Slam, come il Roland Garros, Wimbledon o lo US Open, a volte parte piano nei primi turni. Secondo me succede perché si annoia. Ha così tanto margine che, quando il match sembra facile, perde concentrazione perché dentro di sé sa che può recuperare in qualsiasi momento. Non è che pensa ‘non mi importa’, ma inconsciamente accetta di perdere il servizio, accetta di perdere concentrazione. Ed è proprio questo che può diventare pericoloso“. L’allenatore francese di fama mondiale – nonché ideatore dell’UTS – ha così analizzato le recenti prestazioni del murciano, definendolo già “sazio” a tal punto da esser poco entusiasta di competere nei ‘1000. Ma si tratta soltanto di un’illazione o ha svelato l’arcano? La linea, tra le due scuole di pensiero, è davvero sottile.

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