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ATP Miami, la carica di Mensik: “Ho fiducia in me stesso in ogni momento”

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Il primo di tanti. Bisogna nutrire una fiducia incrollabile, ed è così, per lanciare questo tipo di messaggio, scritto sulla telecamera, al termine del match che ti incorona vincitore dell’ATP di Miami. La felicità del momento che non preclude la consapevolezza di averne ancora molti altri. E’ ciò che avvenne subito dopo la finale dello scorso anno tra Jakub Mensik e Novak Djokovic con il ceco che, a 19 anni, inizia a riempire la bacheca con un Master 1000. Un anno dopo, il classe 2005 ha aggiunto anche Auckland al suo palmares, battendo all’ultimo atto lo stesso Sebastian Baez, Walton permettendo, che potrebbe inaugurare la sua difesa del titolo in Florida.

Miami ha rappresentato la sliding door di quella che potrebbe essere una grande carriera. Mensik ha trionfato in Florida con il ranking di partenza, n.54, più basso nella storia della competizione oltre ad essere, dietro Carlos Alcaraz, il secondo tennista più giovane ad aver sollevato il trofeo. Ripresentarsi all’Hard Rock Stadium, da campione in carica, non può che suscitargli grandi emozioni:

“Pelle d’oca”

“Sì, l’anno scorso è stata un’ esperienza straordinaria, un risultato straordinario e, in realtà, probabilmente la svolta nella mia carriera. Sono cambiate molte cose. Tornare qui dopo un anno mi regala, ovviamente, bei ricordi, mi fa venire la pelle d’oca, e sono davvero felice di essere di nuovo qui. Anche dopo la vittoria dell’anno scorso, sono tornato qui dove mi sono potuto preparare sentendomi molto bene. Quindi, mi godrò ogni momento in campo come l’anno scorso”.

Mensik si presenta da numero 12 del seeding e il tabellone di Miami, oltre a nascondere Tiafoe come possibile insidia di terzo turno, potrebbe offrire l’occasione, ai quarti di finale, di un remake della sfida di Doha contro Jannik Sinner. Interrogato proprio sulla fiducia che quella vittoria gli avesse conferito, Jakub ha gonfiato il petto durante la conferenza stampa in Florida: “Ho fiducia in me stesso in ogni momento”.

“Quale pressione?”

Una piena consapevolezza dei propri mezzi che potrebbe anche far alzare l’asticella in termini di aspettative riguardo la sua difesa del titolo a Miami. Nonostante ciò, Mensik prova a predicare calma: “Non sto cercando di mettermi pressione, nemmeno quella che viene dall’esterno, dai media, dal pubblico e da tutti quelli che ne parlavano. Sto solo cercando di concentrarmi su me stesso. Certo, è una novità, ma è qualcosa che mi entusiasma davvero e che voglio avere nella mia carriera in futuro. La finale dell’anno scorso è stata un sogno che si è avverato. Chiunque voglia diventare un tennista di alto livello o vincere titoli importanti, compiere passi avanti e competere contro i migliori giocatori del mondo, deve affrontare questo tipo di esperienze”.

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