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Sabalenka contro Rybakina, ottima finale a Indian Wells nonostante il caldo

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Siamo solo a metà strada del cosiddetto Sunshine Double, l’accoppiata di WTA 1000 Indian Wells/Miami, ma possiamo già dire di avere assistito a un confronto candidabile a match dell’anno: la finale tra Sabalenka e Rybakina. La partita è stata notevole, tanto più se teniamo conto che si è giocata in condizioni non proprio ideali per praticare tennis ai massimi livelli. Si è cominciato alle ore 11.00 locali, con una temperatura a Indian Wells di 29 gradi, mentre a fine incontro il termometro era salito a 34 gradi. Queste però erano la temperature ufficiali per la località di Indian Wells; per quelle effettive sul campo dobbiamo tenere conto dell’ambiente dello stadio: vale a dire uno spazio senza la minima ombra (a quell’ora il sole “picchia” diretto senza ostacoli) e con in più la superficie in cemento a peggiorare l’albedo.

Rybakina ha cominciato meglio, e per tutto il primo set ha offerto un tennis impressionante. Nei suoi turni di battuta era praticamente intoccabile, anche quando doveva ricorrere alla seconda di servizio: 79% di punti vinti con la prima, addirittura 82% con la seconda. Considerando che aveva di fronte la numero 1 del mondo, direi che abbiamo assistito a una delle migliori versioni di Rybakina mai viste. Efficacissima al servizio, ma anche molto centrata in risposta: il break conquistato nel sesto gioco ha sancito la sua superiorità. 6-3 in 31 minuti di tennis di qualità superiore.

Dopo avere strappato il servizio a Sabalenka anche in apertura di secondo set, Elena ha fatto pensare che il match si potesse risolvere in un monologo; invece nel game successivo è andata incontro a un passaggio a vuoto. Forse, in vantaggio di un set e un break, si è rilassata mentalmente, o forse per qualche minuto ha patito in modo particolare il caldo del mezzogiorno californiano: è comprensibile il bisogno di rifiatare quando si gioca in queste condizioni. Sia come sia, Rybakina ha finito per cedere due volte di fila la battuta, compromettendo il set e rimettendo in corsa Sabalenka. Aryna fino a quel momento non aveva affatto giocato male, ma per entrare completamente nel match, nel confronto testa a testa con l’avversaria, ha avuto bisogno che Rybakina cominciasse a diventare un po’ più fallosa con il dritto, il colpo meno sicuro del repertorio di Elena. E così si è approdati a un altro 6-3, opposto a quello del primo set, che rimetteva tutto in parità.

La mia sensazione riguardo ai primi due set è che il match sia stato determinato più dagli alti e bassi di Rybakina che dalla prestazione di Sabalenka, comunque brava a rimanere attaccata alla partita anche nei momenti nei quali l’avversaria sembrava “intrattabile”. A maggior ragione perché la storia di Aryna ci dice che in passato in situazioni del genere ha spesso finito per perdere la lucidità di gioco, compromettendo tutto. Ma non questa volta.

Il terzo set è stato equilibratissimo, con la numero 1 e la numero 2 del mondo a misurarsi fino all’ultimo respiro. All’ultimo respiro non solo in senso metaforico ma anche letterale, per Rybakina soprattutto: nella grande calura Elena è sembrata un po’ meno brillante, ma è stata comunque in grado di rimanere competitiva. Gli scambi a volte si sono allungati, Aryna è anche riuscita a ricorrere con discreto successo alla palla corta; e così le due giocatrici si sono mosse più spesso sulla verticale, rendendo il match anche più vario sul piano tattico. Un break per parte nel corso del set, e una conclusione al tiebreak che sul 5-5 ha oscillato, incerto sul destino da prendere. Prima, grazie a un difficile rovescio lungolinea, Rybakina si è procurato un match point; ma Aryna lo ha salvato grazie a un altro rovescio vincente, questa volta incrociato. Due notevoli esecuzioni, ma a conti fatti la seconda ha finito per indirizzare l’esito del confronto: 8-6 al tiebreak e Sabalenka per la prima volta vincitrice a Indian Wells. Risultato finale: 3-6, 6-3, 7-6(6) in due ore e 34 minuti.

Ultima nota curiosa: come a volte accade nel tennis, la maggior parte delle statistiche è a favore di Rybakina: totale punti vinti (104 a 100), ace (12 a 10), e saldo vincenti/errori non forzati: Rybakina +7 (42/35), Sabalenka -2 (29/31). Ma Aryna ha fatto leggermente meglio nei momenti decisivi del terzo set; e questo è bastato.

E così, nei testa a testa fra Sabalenka e Rybakina, che in carriera si sono affrontate già 16 volte, il bilancio recita oggi 9 a 7 in favore di Sabalenka. Ma forse il dato più significativo è che con questo successo Aryna riesce a interrompere il trend negativo a livello di finale: dopo avere vinto la loro prima finale nel 2023 (Australian Open), Sabalenka aveva poi perso le quattro successive; la prima volta proprio a Indian Wells nel 2023, poi a Brisbane nel 2024, quindi alle Finals del 2025 per concludere qualche settimana fa all’Australian Open 2026. Insomma, una ulteriore sconfitta rischiava di trasformarsi in un complesso, sventato in extremis da quel rovescio del tiebreak.

a pagina 2: Pegula e Svitolina, la classe 1994 alla riscossa

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