Antidoping: Matosevic squalificato per quattro anni
Si è concluso con una squalifica di quattro anni il procedimento dell’ITIA nei confronti di Marinko Matosevic, coach ed ex tennista con best ranking al 39° posto nel 2013. Cinque le violazioni commesse secondo il Tribunale Indipendente. All’inizio dello scorso febbraio, il quarantenne australiano aveva inviato alla testata The First Serve una lettera in cui ammetteva di aver fatto uso di un metodo proibito dalla WADA (emotrasfusione), ma poi attaccava duramente l’Agenzia di Integrità del Tennis, parlando di “procedimento corrotto e privo di credibilità” e di sistema da smantellare.
J’accuse
La lettera iniziava così: “Sono sotto indagine da parte dell’ITIA dal Masters di Roma 2024. L’indagine è incentrata su un Metodo Proibito che ho utilizzato nel febbraio 2018. Posso confermare che è vero. Anche se l’ITIA non ha alcuna prova reale di una mia condotta illecita, ho deciso di ammettere ciò che ho fatto a causa del processo corrotto e della natura ridicola delle altre accuse”. In chiusura, annunciava che non sarebbe stato presente all’udienza programmata per la settimana successiva e che avrebbe cessato ogni comunicazione con l’ITIA.
La sentenza (che c’è ma non c’è)
A quel punto era facile prevedere una squalifica, che infatti è puntualmente arrivata. In realtà, la sentenza completa non è ancora stata pubblicata perché devono essere oscurate parti per preservare l’anonimato di altre persone e la confidenzialità di indagini parallele. Piccolo inciso, sono finiti i tempi di quando era l’ITF a occuparsi di antidoping, pubblicando sentenze in pidieffe con parti sì oscurate, ma che bastava copiare e incollare in qualsiasi editor di testo per rivelarle.
Le accuse accolte (e quelle no)
Nel suo comunicato l’ITIA spiega che “un tribunale indipendente ha stabilito che Matosevic ha commesso cinque violazioni delle norme antidoping tra il 2018 e il 2020, tra cui doping ematico (mentre era ancora un giocatore in attività), agevolare un altro giocatore nella violazione, fornire consigli ad altri giocatori su come evitare test antidoping positivi e l’uso e il possesso della sostanza proibita clenbuterolo.
“Il presidente del tribunale indipendente, Michael Heron, ha affermato che le azioni di Matosevic ‘sono andate ben oltre la semplice associazione passiva e costituiscono una partecipazione intenzionale” in violazione del Regolamento antidoping (TADP), e che la sua “condotta mina l’integrità del sistema antidoping’.
“Il tribunale ha inoltre respinto le accuse pubbliche di Matosevic relative all’integrità del processo investigativo dell’ITIA, ritenendole infondate, e ha affermato che l’ITIA ‘ha agito nell’ambito dell’autorità conferitagli dal TADP’.”
Cosa non fare quando sei squalificato
Come promesso, Matosevic non si è presentato all’udienza del 9 febbraio e il 16 marzo il tribunale ha accolto le accuse (tranne una relativa a uso e possesso di clenbuterolo precedente al 2020 per mancanza di prove) e deciso per una squalifica di quattro anni, durante la quale Marinko non potrà giocare, allenare o essere presente a eventi o attività sanzionate dai sette organi di governo del tennis internazionale o da qualsiasi federazione nazionale e qualsiasi lega o evento affiliato alla WADA. Nel caso di dubbi, Matosevic non potrà allenare (o lavorare con) nessun giocatore fino al 15 marzo 2030

