Ons Jabeur sbarca su YouTube: un video con Badosa inaugura la serie “Her game, her rules”
Ons Jabeur è lontana dai campi da gioco da un po’. Dopo un periodo di infortuni e di crisi che è arrivato ad avere ripercussioni sulla sua salute mentale, il motivo della sua assenza dal circuito è dei più lieti. La ex numero 2 del mondo infatti è incinta del suo primo figlio.
In attesa di diventare mamma e poi riprendere le redini della propria carriera, Jabeur lancia il proprio canale YouTube. “Her game, her rules”, il suo gioco, le sue regole, è il filo conduttore dei contenuti che la tunisina andrà condividendo con il proprio pubblico. Un segnale che suggerisce come la volontà di continuare a respirare tennis sia forte.
Jabeur sbarca su YouTube: Badosa è la prima ospite
Per inaugurare la propria avventura su YouTube, Jabeur sceglie di coinvolgere Paula Badosa, un’avversaria divenuta una cara amica.
Il vlog che ha protagoniste le due ex numero 2 WTA è incentrato su una giornata di allenamenti a Dubai. Almeno per la spagnola. Tra sudore e divertimento, Ons e Paula ripercorrono le tappe della loro amicizia, scandite dall’incessante suono della pallina gialla.
Dai sogni di gloria maturati durante il passaggio dal circuito Junior a quello WTA, ai problemi della maturità tennistica. Infortuni, aspettative disattese e periodi bui. E quella prima sfida risalente alle qualificazioni dello US Open 2015.
“Possiamo giocare l’una contro l’altra, competere in campo, ma poi possiamo essere amiche. […] Non è una competizione 24 ore su 24, 7 giorni su 7“ dice Badosa, spiegando come sono riuscite a bilanciare competizione e rapporti extra campo.
“Per me posso competere contro di te e poi essere tua amica. Posso parlarti ed essere gentile con te. Alcune persone lo trovano difficile, ma per me è naturale“ le fa eco Jabeur, che ha sfidato l’amica in cinque occasioni, racimolando una sola vittoria.
Tra i frame che catturano maggiormente l’attenzione degli spettatori c’è sicuramente l’annuncio della gravidanza con cui la tunisina sorprende Paula.
Jabeur e Badosa discutono di salute mentale e stabilità emotiva
Jabeur e Badosa si dicono fortunate ad essersi trovate, perché in un mondo complesso come quello del tennis, che vive di logiche estranee alla quotidianità, da soli si fatica a tenere saldo il timone dell’equilibrio.
“Il circuito può essere molto difficile, molto solitario“ confessa la tunisina. “Quando perdi, è come se fosse la fine del mondo, e quando vinci è come se fossi la persona più felice. Quindi è una montagna russa di emozioni”.
Per ogni periodo propizio della carriera, l’imprevedibile è sempre pronto a sconvolgere i piani. “Se non sono infortuni fisici, sono infortuni mentali, li chiamo così” aggiunge Ons. “Per me a volte è più facile infortunarmi e non poter nemmeno camminare in campo piuttosto che fermarmi perché non mi sento bene nella mia mente. È difficile da accettare”.
Ciò che la accomuna a Paula è l’aver affrontato momenti bui dal punto di vista psicologico. E quando è la mente a tradire, avere accanto chi comprende le difficoltà è un pregio che nel Tour non tutti possono onorarsi di avere.
La tre volte finalista Slam, poi, rivolge un appello accorato a tutte le colleghe e tutti i colleghi. “Per favore scegliete i vostri tornei. Non fatevi costringere dai punti, dagli sponsor e da tutto ciò che c’è intorno” dice con enfasi “Se non avete voglia di andarci, semplicemente non andate, non giocate. La gente dimentica che siamo esseri umani. Non siamo robot”.
Badosa prosegue il ragionamento della collega ricordando gli infortuni che ne stanno affettando la carriera, sottolineando come abbia la perplessità che una non perfetta salute mentale abbia giocato un ruolo decisivo in molti problemi fisici accusati.
Ad aiutarla è stato cambiare paradigma, ponendo il tennis in una posizione privilegiata all’interno della sua vita, senza che, tuttavia, prevalga sulla sua felicità.
“Mi faccio sempre la stessa domanda: sono felice? Ma poi penso: cos’è la felicità? Il mio cervello inizia a girare come una lavatrice” riflette la spagnola, che è scivolata fuori dalla top 100. “Sto capendo che la felicità è la pace. Pensavo che la felicità fosse l’adrenalina, fare cose senza sosta. Ma ora mi sveglio e va tutto bene e penso che quella sia la felicità”.

