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Swiatek mai così male dal 2019: i quarti di finale sono l’ostacolo della stagione

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Da lunedì 16 marzo Elena Rybakina si issa a un passo dal tetto del mondo tennistico. Con la vittoria su Jessica Pegula e la coeva eliminazione di Iga Swiatek ai quarti di finale del BNP Paribas Open di Indian Wells per mano di Elina Svitolina, la kazaka ipoteca la seconda posizione in classifica. Per lei sarà il nuovo best ranking, che rispecchia appieno l’inizio di 2026 straripante, con il secondo titolo Slam della carriera e la necessaria continuità per essere più di una fuoriclasse solamente in potenza.

Se Rybakina ha ritrovato una certa stabilità dopo tanti tumulti sportivi ed extra campo, in una situazione diametralmente opposta è intrappolata Swiatek.
L’avvicendamento sul secondo grandino del podio è l’estrinsecazione di due stati d’animo e momenti di forma psicofisica agli antipodi.

Swiatek e lo scoglio dei quarti di finale

Non sarà certo una posizione in meno in graduatoria a fare la differenza in negativo per la polacca, ma i risultati dei primi mesi celano più di tutto ciò, con criticità che spesso sembrano andare oltre a un errore gratuito di troppo o una mancanza di fiducia.

Iga è già incappata in cinque sconfitte, pareggiando quanto raccolto esattamente un anno addietro alla vigilia del Miami Open. A peggiorare le statistiche, tuttavia, è il numero di vittorie, che 365 giorni fa erano 18, mentre per il momento la ex numero 1 del mondo non si è spinta oltre i 12 sigilli, considerando comunque – e non è trascurabile – che ha disputato un torneo in meno, il WTA 1000 di Dubai.
È pur vero che di passi falsi clamorosi non ne ha fatti registrare – forse l’unica défaillance inattesa è stata quella contro Maria Sakkari a Doha, perché le altre avversarie in questione sono Coco Gauff e Belinda Bencic in United Cup, Rybakina all’Australian Open e Elina Svitolina a Indian Wells – ma qualche riflessione di ampio spettro è necessaria.

Nel 2025 l’avvio di Swiatek era apparso in controtendenza rispetto a quanto aveva abituato: in quattro competizioni, tre semifinali e un quarto non potevano saziare la polacca.
Questa stagione, però, si è aperta con un ulteriore peggioramento, dato che i quarti di finale appaiono uno scoglio insormontabile per Iga.

Aguzzando la vista, rispetto a dodici mesi fa Swiatek vanta un titolo in più, quella United Cup a lungo inseguita dalla Polonia e sempre sfuggita per dettagli. Una gara a squadre, per di più con questo formato, non può, però, che avere un peso relativo nelle disamine tennistiche.

Swiatek e un avvio che non si vedeva dal 2019

Nel 2025 Swiatek ha toccato il punto più basso della stagione a primavera, quando il tennis torna a sporcarsi di rosso. Sulla terra battuta, dove difendeva la tripletta Madrid-Roma-Roland Garros, si è sciolta partita dopo partita, torneo dopo torneo. Fino ad abbandonare la top 5.

Prima che la caduta fosse troppo rovinosa, la polacca ha rimesso insieme i pezzi del suo gioco durante lo spaccato d’annata sull’erba, una superficie a lei invisa, che non ne voleva sapere del suo tennis potente e bilanciato.
A Wimbledon è arrivata a fari spenti. E forse era proprio quello che le serviva per rintracciare una tranquillità smarrita. L’onda lunga della sospensione per un test antidoping fallito a causa di una contaminazione fortuita si era propagata nel tempo e nello spazio. All’All England Club, tuttavia, per Iga c’è stato posto solo per una nuova luce.

I mesi che precedono i Championships saranno fondamentali per Swiatek, che potrà rigirare dalla sua i risultati negativi del 2025, per incrementare i punti in cascina.
A patto che la ex numero 1 del mondo ritrovi la via del successo.
Perché è dal 2019, anno del suo debutto sul circuito WTA, che non partiva così a rilento, quando ha messo a referto 6 sconfitte, al cospetto di 10 vittorie prima di volare a Miami.

Swiatek e la vittoria smarrita contro le top 10

Ho bisogno di abbassare le aspettative e concentrarmi solo sul lavoro ha dichiarato Swiatek alla vigilia di Indian Wells, con la consapevolezza di dover smettere di pensare di avere ancora qualcosa da dimostrare.
La nativa di Varsavia compirà 25 anni il 31 maggio e la sua bacheca luccica già con 25 titoli, di cui sei Slam. Se mettiamo tra parentesi, con tutta la riverenza possibile, Venus Williams che di Major ne ha vinti sette, tra le giocatrici in attività nessuna ha vinto più tornei di categoria rispetto a Iga.

Eppure spesso pare essere travolta dalla pressione, come se i palcoscenici dei big match fossero troppo grandi per essere calcati con serenità.
Non a caso ha perso tutti gli ultimi cinque incroci contro colleghe in top 10. Una striscia che si propaga dalla fine della scorsa stagione, quando Amanda Anisimova l’ha superata alle WTA Finals. A Riad poi anche Rybakina ha trovato gloria nello scontro con Swiatek. In seguito è toccato a Coco Gauff in United Cup e di nuovo alla kazaka a Melbourne. Chiude il filotto negativo la recentissima sfida con Svitolina, durante la quale la polacca si è lasciata andare alla frustrazione.

Ampliando il campo d’analisi, quando si è trovata una giocatrice tra le migliori 10 dall’altra parte della rete, Iga ha lasciato il campo sconfitta in sette delle ultime 10 occasioniRybakina e Paolini a Cincinnati e Madison Keys alle Finals pagano il peso della statistica.

Di spunti di riflessione Iga ne ha molti. Tuttavia, la programmazione tennistica non offre ampi spazi per pensare a ciò che è stato. Dalla prossima settimana si riparte con la seconda tappa del Sunshine Double. E da Miami dovrà riprendere Swiatek. Ricordandosi di ciò che ha fatto durante l’ancora giovane carriera. E magari divertendosi nuovamente in campo.
Per rimpinguare il palmares, fermo al titolo di Seoul, ci sarà tempo.

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