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ATP Indian Wells: Alcaraz vuole continuare a vincere, ma questo Medvedev è da corsa

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L’implacabile strapotere dimostrato da Carlos Alcaraz nei primi due mesi e mezzo della stagione è semplicemente impressionante. Non tanto per lo straordinario livello di gioco a cui ci ha già piacevolmente abituato nelle stagioni precedenti, ma quanto piuttosto per la concentrazione mentale e l’intensità agonistica sempre più continua. Anche se nell’edizione 2026 del Masters 1000 di Indian Wells, non sono mancati piccoli, ma del tutto innocui, momenti di calo. Chiedere ad Arthur Rinderknech, rimontato da una situazione di vantaggio con set e break in suo possesso o ancora a Cameron Norrie nei quarti di finale, quando ha dovuto ricominciare a pedalare per recuperare dopo aver staccato la spina ad inizio secondo. E ora alla porta di Alcaraz bussa un grande rivale come Daniil Medvedev.

L’irrefrenabile furia di Alcaraz

Il n°1 ATP sta vivendo il miglior avvio di stagione della sua ancora giovane carriera, collezionando successi a raffica senza incorrere in alcun inciampo. Due eventi disputati, altrettanti titoli conquistati all’Australian Open e in quel di Doha. Il prossimo traguardo è ben chiaro nella testa di Carlitos, vincere il terzo alloro in California in quattro anni e vidimare così un pensiero divenuto certezza nel circuito. Ossia che le condizioni proposte ad Indian Wells, area rarefatta e campo che frena e fa schizzare l’angolo di restituzione del rimbalzo, lo rendono il campo perfetto (dalla prospettiva spagnola) per giocarsi l’ipotetica partita della vita. In questo momento, in carriera a livello di conquiste ‘1000’ sono appaiati la California e Madrid ma Carlos vuole presto nuovamente aggiornare il suo palmares.

La risalita di Medvedev per riacquistare lo splendore di un tempo

Anche Daniil Medvedev arriva in forma alla semifinale con lo spagnolo. Il successo a Dubai – trionfando per walkover – gli ha conferito ulteriore fiducia e consapevolezza di star attraversando un’ottima condizione. Peccato solamente per il viaggio Odissiaco che ha dovuto affrontare dagli Emirati al Nord America, dopo la chiusura parziale degli spazi aerei arabi a causa della contingenza bellica in Iran.

Pur essendo arrivato all’ultimo, con gli inevitabili strascichi di fuso, il russo ha mostrato di aver smaltito e assorbito il jet lag. Anzi, per certi versi ha messo in mostra uno stato fisico e tecnico ulteriormente in crescita. Fornendo prestazioni sempre più convincenti sotto ogni aspetto. In quattro partite, soltanto in una circostanza Meddy ha permesso al proprio rivale di turno di raggiungere i quattro game in un set: nel secondo della sfida contro il campione uscente Draper.

Sia il 2024 sia il 2025 ci hanno chiaramente comunicato come la versione di Medvedev n°1 mondiale e vincitore di Slam fosse finita nel dimenticatoio. Un mero ricordo dinanzi all’incontrastato dominio di Alcaraz e Sinner. Un successo contro Carlos o Jannik in questa fase di rinascita, sarebbe quella benzina necessaria per tornare a sentirsi forte. Fondamentale e imprescindibile scatto emotivo per ricominciare a macinare vittorie tra l’élite di uno sport dannatamente egocentrico come il tennis. Un po’ di sana arroganza è cruciale se si vuole svolgere questa “professione” al massimo della richiesta mondiale.

Rivalità e altre curiosità statistiche tra Alcaraz e Medvedev

Alcaraz conduce 6 a 2 nei precedenti con Medvedev, dando uno sguardo ai loro head to head, ma non si affrontano dal 2024: precisamente dalla semifinale di Pechino, anche e soprattutto perché lo scorso anno il classe ’96 mancò costantemente l’appuntamento con i grandi eventi deludendo e uscendo sempre anzitempo. Medvevev, che ha sette anni in più dell’iberico, vinse il primo scontro in assoluto a Wimbledon 2021. Dopodiché parziale di 6-1 in favore dell’allievo di Ferrero, con una striscia aperta di quattro vittorie consecutive.

Delle 16 vittorie stagionali a marca murciana, 12 sono arrivate senza perdere set. L’attuale record di Carlos nelle semifinali dei ‘Mille’ recita 9 successi a fronte di tre KO. Tra cui si annovera la sconfitta con Draper un anno fa proprio ad Indian Wells. Dall’altra parte invece Daniil cercherà l’ottava vittoria ai danni di un n°1 mondiale in sedici confronti. Anche il russo, come lo spagnolo, si trova splendidamente sui campi del deserto californiano. Nelle ultime quattro edizioni, dal 2023, è sempre arrivato come minimo in semifinale, due volte si è arreso in finale proprio al cospetto del ventiduenne spagnolo. Nel 2025 fu invece Rune a fermarlo nel penultimo atto.

Preview Alcaraz-Medvedev

Abbiamo descritto, da diverse angolazioni e prospettive, la seconda semifinale del BNP Paribas Open: in programma nella seconda serata italiana, non prima delle 23. Per chi vorrà fare le ore piccole, ecco la preview circa quello che potrà accadere sullo centrale del Tennis Garden. L’inarrestabilità di Alcaraz non pare avere un freno, ciononostante un Medvedev così vicino a quello che è stato assoluto protagonista, e in alcuni frangenti anche dominatore, nell’ultimo decennio dello swing nordamericano sul veloce non può farci escludere l’ipotesi di un partita quantomeno combattuta.

Il classe 2003 è e resta ampiamente favorito. Specie considerando il predomino in avvio di 2026 e la netta superiorità nel recente passato di sfide con Daniil. Ma lo stato attuale di Medvedev ci porta a sbilanciarci ed affermare che le possibilità che il il trentenne moscovita possa strappare un set a Carlos siano molto più elevate di ciò che si potrebbe pensare.

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