Jannik Sinner vs Joao Fonseca – Atto I a Indian Wells
Jannik Sinner e Joao Fonseca. La prima sfida tra l’azzurro e l’enfant prodige brasiliano è andata in scena negli ottavi di finale di Indian Wells, con la vittoria del primo 7-6(6) 7-6(4) dopo un match a tratti molto bello ed equilibrato. Cosa ci ha raccontato questa sfida? Sinner è tornato a vincere un buon numero di ‘15’ importanti e di ‘pressure points’ (30-30 o 40-40), palesando anche una buona condizione fisica. L’incontro è stato disputato a ritmo alto, a tratti altissimo, con Fonseca abile a prendersi i rischi al momento giusto dimostrando una rara maturità tennistica: capisce il gioco, sa quando spingere e quando ‘remare’ (anche se la fase difensiva è l’aspetto con più margini di miglioramenti, sia dal punto di vista atletico che tecnico), quando incitare il pubblico o meno; Scende in campo con la consapevolezza di poter vincere sempre, contro chiunque; ma sa bene che le sconfitte, anche cocenti, fanno parte della propria crescita. Fanno soffrire, come normale che sia, ma sono normali. E se da un lato il merito è di Joao, non va dimenticata la maniera (molto corretta) del suo team di gestire vittorie, sconfitte, allenamenti. “Il coach di Fonseca mi raccontava che la loro speranza, a inizio stagione, era di poter affrontare il primo possibile sia Sinner che Alcaraz per potersi testare”, ha raccontato Tommaso Castagnola (che insieme a Zeppieri è volato a Rio de Janeiro a dicembre per poter svolgere la preparazione con il brasiliano) a Spazio Tennis nelle scorse ore. Che Fonseca sappia scoppiare la palla, soprattutto col dritto, era cosa nota; che potesse soffrire un po’ dal lato del rovescio (con Sinner, non in assoluto) anche. Il servizio sta crescendo a vista d’occhio così come la capacità di scegliere la giocata giusta in campo.
Jannik in crescita
Jannik sta tornando in sé. Le critiche arrivate nelle scorse settimane sono nulla in confronto al giudizio negativo che, siamo certi, Sinner avrà dato di se stesso. Jannik è un perfezionista, lavora per limare ogni minimo dettaglio. E i dettagli, in California, sembrano in netto miglioramento. Se Svrcina non è parso avversario all’altezza, la performance con Shapovalov ha dato indicazioni importanti (stra)confermate con Fonseca nonostante le difficoltà. Sinner ha vinto alcuni punti, in determinate situazioni, che erano mancati con Djokovic (Melboure) e Mensik (Doha). Jannik ha, soprattutto, messo in campo uno sguardo diverso, da cannibale. Fonseca gli ha fatto sudare le proverbiali sette camicie e, in assoluto, la loro rivalità potrebbe essere in futuro molto spettacolare. Sinner, con lucidità, ha saputo stimolare i punti deboli (o, comunque, meno forti) del suo avversario. In alcuni casi si è salvato da campione, come nella demi-volée (artigianale ma precisa) nel momento decisivo del tie-break del primo set. E poi, come da Sinner versione ‘prime’, Jannik ha tirato un paio di comodini in ebano, di rara precisione e soprattutto pesantezza, su due punti in risposta molto importanti. E lì un po’ tutti avran pensato: ciao Jannik, bentornato. Il torneo è solamente a metà e Sinner, contro Tien, si troverà di fronte il quarto avversario totalmente diverso dagli altri. E meno male che il tennis era ormai uniformato, standard, con tutti i giocatori fatti con lo stampino…
Cosa ci insegna il primo Fonsinner?
Cosa ci insegna, dunque, il primo atto di Sinner vs Fonseca? O ‘Fonsinner’, per dirla alla Giorgio Spalluto. Su Jannik ci dà conferme, ma sul brasiliano racconta molto. In positivo: ritmo alla pari con Sinner, turbo-dritto, maturità tennistica, scelte tattiche, personalità, esplosività. In negativo, ma solo per il momento: difficoltà difensiva, in particolare nella corsa verso sinistra, impreciso in alcuni momenti importanti. Joao avrà bisogno di tempo, anche se le vittorie con Khachanov e Paul, giocatori di fascia medio-alta, sono incoraggianti. L’importante sarà ora trovare continuità, ottenere punti, e arrivare il prima possibile in alto nel ranking; a breve termine almeno tra i primi 16 del mondo, a medio termine (fine stagione?) tra gli 8, che vorrebbe dire anche una clamorosa qualificazione (difficile ma non impossibile) alle ATP Finals. Il primo atto di Sinner vs Fonseca ci dice poi un’altra cosa importante: questo binomio, in campo, può far divertire tanto. Che il dio del tennis preservi il fisico di Joao, così come di Draper, Fils, Rune, Mensik, Musetti. Così, solo così, il circuito sarà più bello e imprevedibile.
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