WTA Indian Wells, Paolini: “Fondamentale andare in campo sereni e positivi”
Centocinquanta minuti di lotta per Jasmine Paolini, che ha iniziato la sua campagna al BNP Paribas Open con una vittoria al terzo set contro Anastasia Potapova per scacciare questo brutto inizio di 2026.
Jasmine, complimenti: partita impegnativa, l’hai tirata su bene, anche quel primo set, e poi hai trovato un po’ la chiave.
JASMINE PAOLINI: “Sì, ho iniziato a spingere un po’ di più, a lasciarmi un po’ più andare, però non era un primo turno proprio facile secondo me. Qua tra l’altro c’avevo perso con lei negli ottavi, forse due anni fa, quindi era una giocatrice solida. Non era una partita facile secondo me. Sono contenta di come l’ho gestita, di come l’ho girata, perché non era facile. Ho cercato di essere un po’ più positiva e lasciarmi un po’ più andare, ecco, questo sì.”
Il mistero delle palle
Brave in doppio anche l’altro giorno, ma la prima partita di singolare, quella che definisce anche un po’ come ti senti, lo stato di forma, le palle, le condizioni: come ti sei sentita in campo alla fine?
JASMINE PAOLINI: “Sinceramente a me queste palle piacciono, ma credo un po’ a tutti, ho sentito solo feedback…”
No.
JASMINE PAOLINI: “No?”
Tutti le odiano, perché diventano tutte grosse.
JASMINE PAOLINI: “Ma io chi ho sentito mi ha detto boh… Non lo so, ognuno ha la sua. Secondo me si controllano meglio, è vero che diventano grandi, però vanno un po’ di più secondo me. O il campo forse è anche più veloce, non so.”
Sì è più veloce.
JASMINE PAOLINI: “Sì, infatti è più veloce quest’anno un pochettino. Però non so se sono anche un po’ le palle, che queste rimangono un po’ più vive secondo me, però non lo so. A me piace di più, onestamente.”
Tecnicamente, dov’è che ti sei piaciuta di più e dov’è che ti sei piaciuta di meno?
JASMINE PAOLINI: “Allora, secondo me nel primo set facevo più fatica a muovermi e quindi quando ci si muove peggio secondo me tecnicamente è un po’ peggio. Il servizio non male, ovvio devo mettere un po’ più prime perché qua secondo me è molto importante, e il dritto ogni tanto va un po’ corto, bisogna allungarlo un attimo. Però secondo me man mano che sono andata avanti con la partita sono migliorata, questo è importante anche per i prossimi giorni.”
Il servizio ti ha tirato fuori da quello 0–40.
JASMINE PAOLINI: “Sì, un miracolo. È stato un game duro, però ho cercato di dirmi: un punto alla volta, un punto alla volta. Anche quello dopo, in realtà, quando serviva lei, però non ci sono riuscita. Però era importante secondo me star lì mentalmente, soprattutto nei momenti difficili e di non buttarsi giù. In questo momento è molto importante cercare di stare sempre positiva, entrare nella lotta e avere piacere della lotta.”
Prossimo turno: Tomljanovic
Senti, una giocatrice esperta come Ajla che non ha particolari punti deboli, magari non è che ti tira la prima a 200, però fa tutto bene: come l’affronti? Hai un obiettivo, dici “le gioco sul dritto, sul rovescio”?
JASMINE PAOLINI: “Secondo me anche Ajla è abbastanza solida, cerca di spingere, serve bene. Può essere un match simile a quello di oggi secondo me. C’ho giocato credo al Roland Garros, però sulla terra ovviamente è un’altra partita. Sarà un match in cui sicuramente dovrò essere solida ma anche cercare di spingerla, di buttarla fuori dal campo e di aiutarmi col servizio, perché comunque è una giocatrice che secondo me non ti regala molto. E quindi sarà importante fare un match di livello alto.”
Dopo questo inizio di stagione in cui non hai proprio brillato, hai avuto qualche difficoltà, hai la sensazione che si comincia finalmente a ingranare? Mettiamo questa quinta marcia?
JASMINE PAOLINI: “Guarda, già la scorsa settimana è andata meglio e oggi secondo me ho vinto un bel match contro una giocatrice difficile, quindi spero di continuare così. L’ho detto anche qualche giorno fa: è fondamentale entrare in campo sereni, calmi e divertirsi anche, perché è una parte per me alla fine fondamentale per restare positiva, per gioire nelle difficoltà, nella lotta. Sto cercando di ritrovare quelle sensazioni lì. Oggi sono contenta perché ci sono stata e poi alla fine è andata bene, ovvio che quello aiuta sempre, perché oggi se uno perde magari viene qui e dice: ‘No, tutto male’. Però sì, vincere sicuramente aiuta.”

