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ATP Indian Wells, la promessa ungherese mai sbocciata: chi è Fucsovics, il prossimo avversario di Musetti

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Tra poche ore Lorenzo Musetti tornerà in campo. L’infortunio che lo ha costretto a ritirarsi durante i quarti di finale dell’Australian Open contro Novak Djokovic sembra essere passato. Ora il 24enne di Carrara è pronto per debuttare al BNP Paribas Open di Indian Wells, primo Masters 1000 stagionale. Verso le 21:30 italiane di venerdì 6 marzo l’attuale numero 5 del mondo scenderà in campo sullo Stadium 3 e se la vedrà per la prima volta in carriera con Marton Fucsovics. Se da una parte l’azzurro non ha bisogno di presentazioni, dall’altro lato è opportuno inquadrare meglio l’ungherese, che a inizio carriera sembrava essere una delle promesse più luccicanti del panorama mondiale.

La carriera junior strepitosa e le difficoltà nell’affermarsi da pro

Marton Fucsovics è nato a Nyíregyháza l’8 febbraio del 1992. La prima volta in cui ha impugnato una racchetta è stata all’età di cinque anni. Marton se n’è subito innamorato e ha quindi trascorso l’infanzia, oltre che l’inizio dell’adolescenza, cercando di migliorare in questa disciplina. E c’è riuscito alla grande. Nel 2009 ha vinto il titolo in doppio allo US Open junior e nel 2010, oltre alle semifinali in singolare all’Australian Open e a Flushing Meadows, ha emulato le gesta del suo idolo Roger Federer diventando campione a Wimbledon nel torneo individuale under 18.

In quell’estate è salito sino alla prima posizione mondiale nel ranking junior, ma negli anni successivi ha faticato nella transizione verso il circuito pro. Curioso, infatti, come il magiaro non sia mai riuscito a imporsi in un torneo Future, categoria nel quale ha perso tutte tre le finali disputate. A livello Challenger, invece, è riuscito a ottenere più successi. Per lui, sette titoli su dodici ultimi atti giocati a questo livello, nel quale è più volte ‘sceso’ nel corso della carriera.

I titoli ATP, i quarti a Wimbledon e il bilancio contro i top 5

Anche il bilancio nelle finali ATP è in positivo (3-2). L’ultimo atto più importante a cui Fucsovics ha preso parte è stato quello nell’ATP 500 di Rotterdam nel 2021, quando perse contro Andrey Rublev. I tre sigilli sono tutti arrivati in eventi 250, compreso l’ultimo sul cemento (sua superficie preferita) di Winston Salem 2025. Se a livello 1000 l’ungherese non è mai stato capace di oltrepassare la barriera degli ottavi di finale, a Wimbledon Marton ha raggiunto i quarti nel 2021. In quell’edizione batté Jannik Sinner e Andrey Rublev tra gli altri, per poi perdere contro Novak Djokovic al turno dei migliori otto.

Nel corso della carriera altre tre volte è approdato alla seconda settimana di un Major: all’Australian Open nel 2018 e nel 2020, anno in cui fu in grado di arrampicarsi agli ottavi anche al Roland Garros. A Parigi quell’anno sconfisse l’allora numero 5 del mondo Daniil Medvedev. Quella rimane tutt’ora la sua unica vittoria contro un top 5 della classifica mondiale (ha perso tutte le altre 13 sfide giocate).

Le passioni fuori dal campo e lo stile di gioco

Se sul sito ATP la sua bio mette in luce un certo tipo di passioni – come andare al cinema con gli amici, giocare con il cane o seguire le partite del FC Barcellona, sua squadra del cuore -, la (datata) scheda ITF restituisce invece un ritratto un po’ diverso. Di seguito, riportiamo gli hobby del tennista ungherese così come sono scritti sul suo profilo. Hobby: le ragazze e guidare le motociclette’.

Fucsovics possiede un tennis molto solido da fondocampo e ha nel dritto la sua arma principale che gli ha permesso di guadagnarsi in passato il best ranking di numero 31. Ora è 56, ma in questa stagione non è ancora riuscito a esprimere un ottimo livello. Lo testimonia il suo record ancora in negativo da inizio 2026 (4-5). In campo, poi, capita che si innervosisca (vedi a Doha pochi giorni fa). Ma se è in giornata, come nel primo turno in California dove ha battuto l’insidioso australiano Christopher O’Connell in due set, può diventare una brutta gatta da pelare per molti giocatori. Di sicuro sarà un buon test per capire a che punto è Musetti nel processo di recupero della sua miglior condizione tennistica e atletica.

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