ATP Indian Wells, Medvedev: “Sono servite sette ore per arrivare in Oman. Sembrava un film di Hollywood”
Finalmente a Indian Wells. Daniil Medvedev, Andrey Rublev e Karen Khachanov tra gli altri erano rimasti bloccati a Dubai a seguito dell’ATP 500 vinto da Meddy. Gli eventi bellici in quella zona del mondo non avevano permesso ai tre tennisti russi di decollare in direzione California, dov’è da poco iniziato il BNP Paribas Open. Avendo tutti e tre un bye al primo turno, i giocatori hanno avuto più tempo per trovare una soluzione prima che la loro partecipazione al primo 1000 stagionale fosse compromessa definitivamente.
“Siamo arrivati in Oman in auto”, ha raccontato Medvedev a Sofya Tartakova in un’intervista concessa a Bolshe una volta arrivato al Tennis Paradise. “Alcuni sono stati fortunati e sono riusciti ad arrivarci in quattro ore e mezza, altri ci hanno impiegato invece nove ore. Noi abbiamo guidato invece per sette ore. Il nostro guidatore non riusciva a trovare il suo passaporto. Siamo stati gli unici che hanno attraversato il confine e poi sono tornati indietro in UAE”.
Un imprevisto nell’imprevisto quindi per Meddy, che però in questo modo ha solo allungato di qualche ora la sua uscita dagli Emirati Arabi Uniti. “Ha ritrovato il suo passaporto nel parcheggio e da lì abbiamo guidato fino all’Oman. Una volta arrivati, abbiamo trascorso lì la notte e il giorno dopo siamo volati a Istanbul, dove abbiamo passato un’altra notte. Poi da lì siamo partiti per Los Angeles”.
Se alcuni tennisti come Harri Heliovaara e Henri Patten non sono riusciti a lasciare Dubai nelle stesse modalità dei tre russi, e invece altri giocatori come Carlo Alberto Caniato (qui le sue parole) o Ilya Ivashka si sono visti cancellare da sotto gli occhi il Challenger di Fujairah a cui stavano prendendo parte, Medvedev, Khachanov e Rublev sono stati in un certo senso fortunati ad aver trovato questa soluzione per uscire dagli Emirati, per quanto complicata potesse essere. “Se racconti il tragitto in maniera molto dettagliata, sicuramente è inusuale. Ti sembra di essere in un film di Hollywood: attraversi il confine con altre persone e visiti l’Oman per la prima volta. In Oman [Karen Khachanov, Andrey Rublev ed io] siamo arrivati separatamente. Poi ci siamo ricongiunti per i voli verso Istanbul e Los Angeles”, ha chiosato Medvedev.

