ATP Indian Wells, Berrettini: “Ho rischiato quando dovevo. Sarebbe stato difficile giocare il tie-break”
Non avrebbe potuto desiderare, almeno da un punto di vista di adrenalina ed emozioni, un inizio migliore Matteo Berrettini. L’azzurro, dopo un avvio shock e tre set lottati, l’ha spuntata alla fine su Adrian Mannarino con tanto di crampi sul match point. Un incontro incredibile, che difficilmente dimenticherà, come analizza lucidamente dopo l’incontro.
Matteo, vittoria all’ultimo dritto proprio. Ti è mai successa una cosa del genere?
MATTEO BERRETTINI: “Ma no, sentivo negli ultimi quattro cinque game che stavano per partire e l’ho nascosto secondo me abbastanza bene. Infatti devo trovare il giusto equilibrio tra accorciare gli scambi però poi non avere fretta. E quindi quello è difficile da fare, soprattutto con un giocatore come Mannarino. Sono contento che siamo arrivati all’ultimo, sentivo che negli ultimi due punti ero proprio lì lì e il tie-break sarebbe stato difficile da giocare, però dai, ho rischiato nel momento giusto e bene così“.
Che cosa dà fastidio di Adrian? Ok, la mano della Madonna la sappiamo, ma lui si appoggia a tutti, cioè l’impressione da fuori è che faccia più fatica chi spinge contro di lui.
MATTEO BERRETTINI: “Sì, sicuramente toglie tanto il tempo e usa la tua forza, la tua velocità per tagliare. Essendo mancino, poi, con quel rovescio stretto è fastidiosissimo e fa un po’ più di fatica quando deve generare lui forza, soprattutto dalla parte del dritto. Anche questa volta secondo me ha servito molto bene, cambiando gli angoli come a Shanghai, e poi è un giocatore che legge la partita in maniera incredibile. Risponde benissimo soprattutto alla seconda. Ha avuto una carriera importantissima e sta continuando: ha fatto finale a Montpellier poche settimane fa“.
Hai detto che non sei stato benissimo durante la settimana: stai meglio adesso?
MATTEO BERRETTINI: “Sì, sto molto molto meglio, nel senso che non sento più i sintomi che ho sentito qualche giorno fa. Però quando sono arrivati i crampi all’inizio mi sono sorpreso perché non mi sentivo stanco, non avevo quella sensazione di essere distrutto e dire: ‘Ok, arrivano i crampi’. Poi c’ho messo un paio di punti e ho detto: ‘Ah, ecco perché mi stanno arrivando, perché probabilmente non sono stato bene e quindi dentro non ho tutte le energie che uno dovrebbe avere‘. Sono ancora un pochino chiuso, raffreddato, quindi giocare a questo livello, a questa intensità ti porta all’estremo. E oggi l’estremo si è visto“.
E l’inizio è stato un po’…?
MATTEO BERRETTINI: “Guarda, secondo me alla fine, se analizzi bene l’inizio, il livello non era neanche bassissimo, lui ha iniziato molto molto bene. Io mi sentivo di colpire la palla bene, però lui giocava semplicemente meglio e da lì in poi ho detto: ‘Adesso entriamo nella lotta, vediamo un po’ che succede’. Al primo cambio di campo ho sentito che la partita è girata e da lì mi sono detto di andare a vincere al terzo“.
Una parola su Zverev.
MATTEO BERRETTINI: “Mi sa che è l’ottavo incontro che faremo e quindi ci conosciamo molto bene, signor giocatore. Proprio perché ci conosciamo bene, so come gioca lui e lui sa come gioco io: sarà una partita molto molto difficile. Però oggi è stata una partita difficile e l’ho vinta secondo me giocando bene, quindi sono contento. Adesso stanotte vado a dormire e poi domani ci pensiamo“.

