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ATP Dubai, Griekspoor oltre il dolore: batte un Rublev sciupone e sfiderà Medvedev per il titolo

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T. Griekspoor b. [5] A. Rublev 7-5 7-6(6)
Partite di questo tipo generano indubbiamente degli stati d’animo diametralmente opposte. Il senso di eroicità da un lato, la delusione mista a frustrazione dall’altro. Facce della medaglia che si leggono al termine del match tra Griekspoor e Rublev. L’olandese fa sua la seconda semifinale di Dubai e straccia la sceneggiatura remake dell’ultimo atto dell’edizione 2023 che vedeva protagonisti Andrey e Medvedev. Invece sarà lui a sfidare a Daniil, con l’unico confronto andato in scena esattamente un anno fa proprio negli Emirati Arabi a sorridere a Tallon.

Il match tra Griekspoor e Rublev non è stato un semplice match, ma un autentico braccio di ferro a suon di ace. Nonostante il russo porti a casa il primato in questa statistica, 20 a 19, avrà tanto su cui riflettere, considerando le occasioni fallite e le condizioni precarie dell’avversario. L’olandese ha accusato un problema all’adduttore sul calare di primo set. Un fastidio che non gli ha impedito, giocando a braccio sciolto, di prendersi il primo parziale e confezionare la rimonta nel tie break del secondo, annullando due set point.

In attesa di capire in che condizioni si presenterà all’epilogo con Medvedev, c’è da sottolineare la tigna di Griekspoor che l’ha portato a rompere il tabù Rublev con Andrey a risultare sempre vincente nei tre precedenti su tre superfici diverse. Un successo che lo porterà a giocarsi la sesta finale ATP, in una location che già l’ha visto trionfare due anni fa nella specialità doppio insieme a Jan-Lennard Struff.

Primo set: Griekspoor resiste all’adduttore e si porta 1-0

Se il primo turno al servizio di Griekspoor è caratterizzato dalla straordinaria velocità di palla, non si può dire altrettanto di Rublev. Il primo doppio fallo e una bella volèe dell’olandese lo portano subito sotto 0-30. Si va ai vantaggi, ma Andrey riesce a uscirne: 1-1. Interno ed esterno non fa differenza, Tallon continua a far malissimo in battuta condendo il terzo game con 3 ace, tutti a viaggiare sopra i 200Km/h, lasciando il russo immobile. La testa di serie n.5 accetta la sfida e si regola di conseguenza, risale da 15-30 e chiudendo con altrettanti ace, due di fila. Si rimane on serve si gira sul 4-3 per il numero 25 del ranking.

Si va a oltranza. Il decimo game inizia con i centimetri a fare la differenza: volèe troppo morbida di Griekspoor e recupero in back di Rublev a pescare la riga. Nonostante l’olandese sia un martello al servizio fanno capolino le prime palla break dell’incontro, su cui il russo ha qualcosa da recriminare per risposte non irreprensibili sulla seconda e terza chance.

La strenua difesa della battuta che lascia in eredità a Tallon un problema all’adduttore: medical time out e viaggio negli spogliatoi. Il giocatore dei Paesi Bassi rientra sofferente, deciso a tirare tutto in risposta. Schema che per necessità o virtù, funziona. Il percorso che porta all’insperato set point è costruito con tre risposte vincenti, ne arriva un’altra, fulminea, di rovescio e l’entrata in scena dell’enigma se continuare o meno sopra 1-0.

Secondo set: si gioca poco, Griekspoor passa al tie break

Griekspoor continua e le tre palle break che deve fronteggiare al pronti via del secondo parziale lascerebbero presagire un’odissea per quanto concerne il resto dell’incontro. L’olandese si ribella al fastidio fisico e infila 5 punti consecutivi che danno vita ai primi scleri di Rublev che inizia a sprecare troppo. Piovono ace da entrambe le parti, si gioca poco e non può che far piacere a Tallon in cerca di scambi meno duri possibile. Le occasioni in risposta sono un miraggio, andare a oltranza sembra la naturale conseguenza di questo leit motiv con il numero 25 del ranking a condurre 16 a 14 nella statistica degli ace.

Si va al tie break. Questa volta è Griekspoor a sciupare, con il nastro che apparecchia al meglio per il suo dritto che esce male dalla racchetta e va lungo: primo mini break. Rublev approfitta e sale 3-0. Il fiammingo prova a rimanere attaccato al tredicesimo game, ma si cambia campo sul 4-2 con un ace del russo. Arrivano 2 set point, con i rimpianti di Andrey che non arrestano la loro moltiplicazione: grande risposta di Tallon e gratuito del moscovita che fissa il 6-6. Si passa dal set point al match point, il dritto della testa di serie numero 5 si ferma sul nastro e l’olandese crolla esausto per una finale inaspettata.

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