ATP Buenos Aires, Darderi: “Devo tutto a mio papà. Coppa Davis con l’Argentina? Rappresento l’Italia”
L’umidità asfissiante di Buenos Aires ha trasformato la terra battuta del “Guillermo Vilas” in una superficie piuttosto ostica, spegnendo le accelerazioni brucianti che avevano trascinato Luciano Darderi fino all’atto conclusivo dell’IEB + Argentina Open 2026. Nella conferenza stampa post-match, l’italiano ha analizzato con estrema lucidità come la pesantezza del campo abbia favorito il tennis di Francisco Cerundolo, portando quest’ultimo al trionfo nell’ATP 250 sudamericano: “Con la pioggia, il campo era un po’ più pesante. A Fran (Cerundolo, ndr.) scappava poco la palla. Lui ha giocato un po’ più aggressivo di me a tratti. Magari ero un po’ teso all’inizio, ma ho avuto molte chance di break nel primo set che non si sono concretizzate. Non so quante palle break, più di quattro o cinque di sicuro. Ma questo è il tennis: mi sarebbe piaciuto lottare un set in più o poter rendere il punteggio un po’ più equilibrato, però lui è stato sempre sopra con il punteggio e questo gli ha permesso di giocare bene”.
Obiettivo Top 20: “E’ il mio obiettivo principale”
Nonostante la sconfitta, però, Darderi – che questa settimana è numero 21 ATP, ritoccando ancora il best ranking – ha speso parole di grande stima nei confronti del vincitore: “Fran è un grande amico. La verità è che sono contento che abbia vinto lui perché durante l’anno stiamo molto tempo insieme, giochiamo in doppio. È la sua terza finale qui, diventa il numero uno in Argentina. È un bravo ragazzo, di una buona famiglia. Questo torneo è finito, bisogna chiudere il libro e andare avanti, continuando a pensare che sono molto vicino alla Top 20, che è il mio primo obiettivo principale. Martedì si ricomincia e il tennis è uno sport difficile perché giochi tutte le settimane, ma allo stesso tempo il bello è che ti dà sempre opportunità e nuove chance”.
Sensazioni dal campo: l’accoglienza del pubblico argentino
Per Darderi, idee chiare anche sull’atmosfera del “Guillermo Vilas”: “Ho sentito molta gente che faceva il tifo per me, ho molti amici qui. E ovviamente Fran ha più tifosi, è il numero uno in Argentina e sono molti anni che è qui. Però no, sinceramente non ho pensato a nulla di speciale. Cercavo di concentrarmi sul giocare. E la verità è che il pubblico si è comportato abbastanza bene. Sinceramente non posso lamentarmi. Me la sono passata bene in campo. A tratti mi sono divertito. Nel tennis si perde più di quanto si vince”.
Il futuro in Coppa Davis e la situazione con l’Italia
Il (neo)ventiquattrenne di Villa Gesell è stato interrogato – come accaduto spesso in questi giorni – anche sul tema caldo della Davis. Potrebbe Darderi giocare per l’Argentina? “Io in questo momento sto rappresentando l’Italia. Vorrei giocare la Davis per la squadra italiana, però fin qui non sono stato convocato. Se mi chiama l’Italia, sono disponibile, però non posso prevedere il futuro. Il livello in Italia è molto alto”.
Il legame indissolubile con il padre: “Gli devo tutto”
Infine, interrogato sul ruolo di suo padre Gino come motore della sua carriera, Luciano si è lasciato andare a una confessione profonda: “Mio padre è tutto. Ci sono stati momenti in cui avrei voluto smettere di giocare a tennis, soprattutto dopo la scomparsa di mia nonna. Lui invece mi ha sempre spronato e mi sostiene ogni giorno, senza mai aspettarsi nulla in cambio. Merita un grande riconoscimento, gli devo tutto”.

