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ATP Doha, Alcaraz e Sinner ricoperti d’oro: la loro partecipazione è pagata 1.2 milioni a testa

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Si sta per aprire il sipario sul Qatar ExxonMobil Open, scenario del ritorno alle competizioni di Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, reduci da un Australian Open dai sentimenti opposti. Al netto della presenza dei primi due giocatori al mondo, il tabellone principale dell’ATP 500 di Doha è andato svuotandosi di nomi importanti, come Novak Djokovic e Alexander Bublik. Tuttavia, gli organizzatori non si lasciano scalfire dalle assenze e sono pronti a grandi investimenti, assai remunerativi per Sinner e Alcaraz.

Doha e i compensi da record elargiti ai top player

Mentre l’Arabia Saudita prepara la discesa in campo, con l’organizzazione di un Master 1000 a partire dal 2028, che verrà con tutta probabilità sistemato proprio in questo periodo della stagione, molti tornei si interrogano circa il proprio futuro all’interno del calendario tennistico. La gira sudamericana, ad esempio, rischia un concreto ridimensionamento, impossibilitata a competere con i punti e i montepremi messi in palio da Riad.

Chi non appare preoccupato dai possibili stravolgimenti è il torneo di Doha. Negli ultimi anni il Qatar, mediante il fondo Qatar Sports Investment, si è fatto strada nel mondo dello sport con investimenti massicci in varie discipline, dal calcio, con l’organizzazione dei Mondiali del 2022, fino al padel, con l’acquisto del World Padel Tour.
La storia tra il tennis e il Paese del Golfo è, invece, di durata trentennale. Il Qatar Open, infatti, si svolge dal 1993 e, stagione dopo stagione, ha accumulato prestigio, fino al passaggio dalla categoria 250 a 500 dello scorso anno.

Gli organizzatori non badano a spese pur di mantenere – o incrementare – lo status della competizione. Sfruttando la norma relativa al “promotional fee” del regolamento ATP, che prevede che i tornei 250 e 500 possano elargire compensi per i servizi professionali, si garantiscono la partecipazione dei top player ricoprendoli d’oro.

Nello specifico, per questa edizione l’ingaggio di Alcaraz e Sinner costa alle casse qatariote 1.2 milioni di dollari ciascuno, secondo quanto riportato dalla “Gazzetta dello Sport”. Cifre astronomiche se si considera che il prize money per la vittoria finale è di 529.945 dollari. Gli extra, oltre a essere previsti dal regolamento – e, seppur con remunerazioni inferiori, accordate ai big a ogni torneo – seguono le logiche commerciali, secondo cui più prestigio i migliori giocatori regalano più sono pagati. Quando la lunga mano saudita si protenderà sul tennis, sicuramente si registreranno nuovi aggiustamenti. E il Qatar pare non voler farsi da parte.

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