Challenger: a Tenerife il grande ritorno di Lloyd Harris
Dopo aver appurato che forse eravamo stati un po’ troppo generosi nella nostra apertura di credito a Stefano Travaglia che nel suo match di quarti di finale contro Alejandro Moro Canas (n.276) si è visto scivolare di mano la partita quasi senza combattere (6-4 6-2), tanto vale allora fare i complimenti a questo 25enne madrileno che, pur non più giovanissimo, sembra aver finalmente raggiunto la piena maturità. Oltre ovviamente alla finale di questo secondo Challenger 75 di Tenerife organizzato, magistralmente come al solito, da MEF Tennis Events di Marcello Marchesini.
Poi in finale ha trovato, purtroppo per lui, il sudafricano Lloyd Harris, un giocatore sicuramente superiore che però negli ultimi anni era stato tormentato da importanti problemi alla schiena alla fine sfociati in un complesso intervento chirurgico che l’ha tenuto a lungo lontano dai campi. Lloyd lo vedemmo giocare per la prima volta dal vivo al Challenger di Forlì 2020 quando in semifinale fu costretto al ritiro mentre appariva in controllo contro Lorenzo Musetti che poi avrebbe vinto il torneo. Il tennista sudafricano ci fece un’ottima impressione, con un tennis elegante al netto dei suoi 193 cm che gli danno un aspetto un po’ dinoccolato. Noi pensammo che Harris avesse maturato un bel credito con la fortuna, senza immaginare che altri, ben più pesanti, ne avrebbe maturati negli anni a venire. E siamo ben felici di constatare come il 2026 sembri finalmente l’anno in cui si passa all’incasso, a cominciare dalla vittoria di tre settimane fa nel Challenger egiziano di Soma Bay. Poi qui a Tenerife Lloyd ha messo una bella ciliegina sulla torta, disputando un torneo in cui ha sì avuto momenti difficili, ma non ha mai dato l’impressione di poter perdere. E questa potrebbe essere la foto anche della finale in cui lo spagnolo ha opposto un’orgogliosa resistenza ma alla fine è stato costretto a cedere col punteggio di 7-5 7-5 dopo oltre due ore di partita in cui Harris non ha mai ceduto il servizio, annullando con autorità le 5 palle break che si è trovato a dover fronteggiare.
Per Harris è l’ottavo trionfo a livello Challenger e da lunedì sarà numero 155 del mondo, continuando in quella risalita che si augura possa riportarlo ai fasti del 2021 quando raggiunse il n.31 ATP. Intanto aggiunge il suo nome ad un albo d’oro che comprende nomi come Matteo Arnaldi, Pablo Carreno Busta e Brandon Nakashima.
Il sudafricano, che a giorni compirà 29 anni, dopo la premiazione ha commentato: “Sono rientrato lo scorso anno dopo l’operazione alla schiena, e sono davvero contento di aver preservato il servizio dopo l’intervento, un’arma per me molto importante (anche oggi 10 aces, ndr). Sono stati sette giorni incredibili e una finale fantastica perché Alejandro mi ha messo davvero alla prova in una partita che è stata molto fisica”. Poi il vincitore ha continuato: “Durante la settimana ci siamo concessi molte superstizioni, come andare sempre allo stesso ristorante, indossare la stessa giacca o cambiarmi la maglietta tra un set e l’altro. Il mio allenatore Gonzalo Vitale ed io ci siamo divertiti molto ed è stato tutto molto piacevole. Sono felice di aver conquistato un altro titolo dopo Soma Bay, ma questo non cambia il mio programma. Torno da un importante intervento chirurgico e posso dire di essere ripartito da zero. L’obiettivo principale della mia stagione è sempre lo stesso: terminare in buona salute”.
Dagli antipodi ci giunge intanto la notizia della vittoria del cinese Zhizhen Zhang che nella finale del Challenger 75di Brisbane (cemento) ha regolato con facilità (6-2 6-4) in poco più di un’ora il padrone di casa Alex Bolt (n.178). Il risultato ci rende felici perché ci appare come una specie di risarcimento per il 29enne cinese che meno di due anni fa era riuscito ad issarsi al n.31 ATP, per poi precipitare agli inferi per un problema al ginocchio che nel 2025 gli ha praticamente impedito di giocare. Le conseguenze in classifica sono state devastanti, facendolo precipitare oltre la 300esima posizione. Con questo successo (il quarto in carriera) dovrebbe risalire attorno al n.240, un primo passo per recuperare un livello cui appartiene di diritto grazie al suo bel tennis di cui siamo sempre stati grandi estimatori.

