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Marin Cilic, 600 vittorie in carriera: “La più bella fu con Federer”

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L’età, si sa, è per molti motivo delle più temibili angosce: il corpo non risponde più come una volta, tutto sembra sfuggire al controllo della mente. Eppure, nello sport di oggi sempre più, c’è chi va avanti anno dopo anno, fingendo, quasi, che il tempo abbia smesso di scorrere. Così fa Marin Cilic, infortunio dopo infortunio, ginocchio dopo ginocchio, continuando a ipnotizzare avversari e spettatori con quell’ormai iconica preparazione al servizio, divenuta simbolo d’un tennis sempre più “old school“.

A ricordare a Marin gli anni che passano, però, ci pensano le statistiche e i numeri, quelli da cui non puoi proprio sfuggire: all’ATP 500 di Dallas, il croato ha battuto Learner Tien 7-5 7-6(4), ottenendo la seicentesima vittoria in carriera. Più di lui, fra i giocatori in attività, soltanto Novak Djokovic.

“Quella” vittoria contro Roger Federer

Intervistato dall’ATP Tour, l’ex numero 3 del mondo ha provato a ricordare alcuni dei momenti migliori della sua carriera, le vittorie più belle e quelle più importanti.
Devo dire che il livello nell’affrontare Roger (Federer) in semifinale allo US Open è stato irreale” ha detto Cilic ripercorrendo le partite migliori della propria vita. “Ma anche Rafa (Nadal) all’Australian Open. Alcuni di quei match furono semplicemente al top“.

Le battaglie fra Cilic e Federer furono 11, dal 2008 al 2021: le vittorie per il croato? Una soltanto. Da testa di serie numero 14, Marin vinse l’edizione 2014 dello Slam americano, battendo proprio lo svizzero in semifinale e Nishikori all’ultimo atto.
Direi che è stata una delle migliori condizioni in cui mi sia mai trovato, sia in termini di gioco in campo, di sensibilità della palla, di percezione delle condizioni, che di gioco istintivo. Tutto scorreva magnificamente: era tennis puro, assolutamente puro“.

Kristof, che coincidenza

Fra i possibili avversari dell’ex numero 3 del mondo in quel di Dallas c’è Alex Michelsen, allenato da quello che fu il primo avversario di Cilic a livello ATP: Kristof Vliegen, spintosi sino alla trentesima posizione del ranking mondiale. Il belga sconfisse Cilic in due set, nel 2005 a Umago, 7-5 6-2.

“Ricordo che mi sentivo rilassato prima di quella partita” racconta Marin, “andava tutto bene. Mi preparavo per quella partita senza nervosismo. Ma quando abbiamo cominciato il riscaldamento pre-partita e lo speaker mi ha annunciato davanti a uno stadio pieno in Croazia…Le mie gambe erano sparite, non le sentivo più. Ho ricevuto un’accoglienza fantastica e un grande applauso”.

Giocavamo nel caldo torrido di Umago e ricordo ancora che è stato uno dei giorni più difficili da ragazzo. Alla fine del primo set guardavo l’arbitro per chiamare il medico, ma non riuscivo a vederlo. Vedevo tutto nero, è stata un’esperienza interessante, ma bellissima“.

Solo Djokovic davanti

A distanziarlo dal record di Nole, ora, soltanto 768 vittorie: “È troppo avanti. È un grande merito della longevità delle nostre carriere e dei tanti anni trascorsi nel tour. Abbiamo avuto delle stagioni fantastiche. Ci sono momenti difficili quando si affrontano tutte queste cose, ma la passione, la determinazione e la grinta rimangono e questo mi ha sicuramente aiutato a raggiungere questo traguardo“.

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