Zeynep Sonmez, lo spiraglio di luce del tennis turco: “Quando diventi professionista capisci quanto sia difficile questa vita”
Il nome di Zeynep Sonmez è uno dei più chiacchierati del momento nel cosmo tennistico. La giocatrice classe 2002, nata a Istanbul, ha ridato linfa al tennis turco, che non ha mai goduto di grandissimi campioni nel corso della storia del nobli sport. La carriera di Sonmez, considerata già un brillante talento a soli quindici anni, non è proprio iniziata sulla retta via. Un ingenuo gesto di un’adolescente ancora ignara dei vari regolamenti anti-doping, ha costretto la giovane Zeynep ad una squalifica di un anno – nel lontano 2018 – per l’assunzione di un farmaco stimolante che non sapeva nemmeno fosse proibito dalla WADA.
La squalifica per doping a soli 15 anni
Alla tenera età di 15 anni, Sonmez passava intere giornate tra studio ed intensi allenamenti per coronare il sogno di diventare una tennista professionista, ed era soltanto alla ricerca di un farmaco che potesse migliorare la sua performance mentale così da eccellere sia a scuola che nello sport. Ma fu una scelta poco ponderata, poiché il “Modiwake” prescritto dall’allora specialista di psichiatria adolescenziale rientrava nella black list della WADA.
Così, una volta scontata la squalifica, la stella della giovanissima Zeynep ha iniziato a brillare nel circuito ITF, raggiungendo le prime finali ad Antalya nel biennio ’18-19, per poi conquistare il primo titolo nel 2020 proprio in Turchia. Oggi Sonmez è il punto di riferimento del tennis turco: a Wimbledon ha raggiunto il terzo turno, arrendendosi alla numero 18 del seeding Alexandrova, della quale si è poi vendicata nel main draw dell’Australian Open, dove, partendo dalle qualificazioni, si è fermata al terzo round del tabellone principale, proprio come accaduto a Church Road.
“Ons è una sorella maggiore”
In un’intervista concessa a “The National News”, la 23enne turca ha raccontato la sua off-season, trascorsa a Dubai presso l’accademia di Ons Jabeur, attualmente in dolce attesa e lontana dalle competizioni. “Ons è come una sorella maggiore. È una grande giocatrice, una persona fantastica“, ha detto Sonmez, che ha assunto proprio l’allenatore della giocatrice tunisina, Issam Jellali, per guidarla nel corso della stagione mentre Jabeur è in congedo di maternità: “Penso che insieme siamo una grande squadra. E penso che finora tutto stia andando bene. Stiamo lavorando su piccoli dettagli e cerchiamo di migliorare ogni giorno. Sono contenta di dove siamo arrivati. A volte veniva a trovarmi – dichiara, a proposito della presenza di Jabeur a Dubai – E ogni volta che veniva, io mi stavo allenando. Quindi diceva a Issam: ‘Lasciala riposare un po’’. E io dicevo: ‘Per favore, diglielo, diglielo'”.
“Cercavo di giocare con enormi racchette da tennis”
Zeynep conosce il tennis a soli 8 anni, tra le mura di scuola, dove le era stata impartita anche la disciplina della pallacanestro, dalla quale scappava costantemente: “Cercavo di giocare con enormi racchette da tennis. È lì che il mio primo allenatore mi ha vista. È così che ho iniziato. In pratica, ho iniziato a giocare a tennis solo perché volevo farlo”. Durante l’intervista, ha anche raccontato di aver incontrato Novak Djokovic durante l’ultimo Slam, a Melbourne, ricevendo persino delle congratulazioni da parte del serbo: “Ho pensato: ‘Oh mio Dio. Oh mio Dio. È vero? È stato davvero speciale”.
“Una volta che diventi tennista…”
Sonmez, oramai saldamente presente nella top 100 delle tenniste più forti del mondo, è cresciuta in modo graduale, agguantando il suo primo titolo WTA al termine della stagione 2024, in quel di Merida. In Messico, la turca ha conosciuto il sapore della vittoria, impugnando un prestigioso trofeo di categoria ‘500, che però, è ancora l’unico collezionato in bacheca. “Una volta che diventi una tennista, capisci quanto sia difficile questo stile di vita, perché non si tratta solo di giocare a tennis sul campo – confessa – Devi vivere la tua vita in modo molto professionale. Devi svegliarti presto, andare a dormire presto, mangiare bene. E devi circondarti di persone giuste. Quindi è una cosa difficile. Ma sono contenta di non averlo saputo prima di iniziare. Forse non l’avrei scelta? Non lo so adesso. Ma sì, mi sembra di non aver capito bene cosa fosse. Ma amo questo sport, quindi ho scelto il tennis”.

