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Oleg Prihodko: un uomo in missione vince il Challenger di Cesenatico 

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Oggi si è conclusa, davanti a spalti gremiti, la prima edizione del Challenger di Cesenatico andata in scena al CT Godio di via Magellano. Per il nostro Raul Brancaccio era una bella occasione per mettere in bacheca il terzo trofeo della sua carriera, ma purtroppo per lui ha trovato dall’altra parte della rete un uomo in missione: Oleg Prihodko.

Tra l’altro l’ucraino nel corso del torneo aveva già battuto tre italiani (Bondioli, Rottoli e Iannaccone), quindi un minimo d’attenzione era d’obbligo, anche se francamente la cautela del tennista di Torre del Greco è parsa addirittura eccessiva, tanto che si ritrovava in un attimo sotto 1-4. Ma a questo punto era il turno del 28enne di Pavlograd di irrigidirsi proprio mentre Brancaccio ritrovava fluidità. Si arrivava così al tie-break in cui era l’ucraino a partire forte portandosi avanti 3-0, salvo subire il recupero dell’azzurro che metteva un filotto di 5 punti consecutivi. 

Challenger Cesenatico, Brancaccio sconfitto in finale da Prihodko

Anche se l’inerzia era cambiata Prihodko ha immediatamente confermato come sia pericoloso sottovalutare le sue capacità di resilienza, riuscendo infatti a rientrare e a giocarsela fino all’ultima palla, cedendo solo 10/8 in un tie-break che è durato quasi un’ora. In apertura di secondo set Prihodko sembra stanco e il giocatore italiano si porta rapidamente avanti 3-0, mancando pure tre opportunità per il 4-0 pesante, e lì l’ucraino, davvero un uomo in missione, ha ripreso convinzione e dall’1-4 ha messo a segno un parziale di cinque giochi di fila, salvando una palla-break nell’ottavo gioco e un’altra nel decimo (poteva valere il 5-5 a Brancaccio), rinviando così la sfida al set decisivo. Nel quale Prihodko ha tolto subito il servizio al campano, per poi restituire quasi subito il favore e sul 4-4 chiedere l’intervento del fisioterapista.

 Purtroppo a distrarsi era però Brancaccio che giocava un game di servizio disastroso con ben tre doppi falli e in pratica regalava la partita: 6-7(8) 6-4 6-4 a favore di Prihodko in poco più di due ore e mezza di lotta. “Per tutta la settimana c’è stata un’atmosfera incredibile – le prime parole dell’ucraino, che grazie ai 50 punti Atp del suo primo trofeo Challenger, dopo la finale persa nel dicembre 2021 ad Antalya, guadagna in un colpo solo 107 posizioni risalendo al n.365 della classifica mondiale –anche grazie a un pubblico competente e sempre caloroso. Ho cominciato il torneo soffrendo con Bondioli e anche in questa partita ho dovuto rincorrere il mio avversario, ma sono un combattente e alla fine sono riuscito a spuntarla. Credo proprio che Cesenatico rimarrà nel mio cuore, anche per l’ospitalità della gente romagnola e l’organizzazione impeccabile, sicuramente all’altezza anche di un evento di categoria superiore”.  

L’episodio con Bernardes

A proposito di ospitalità, forse un piccolo episodio può spiegare meglio di qualsiasi discorso l’atmosfera che si respirava al torneo. Si era nell’ufficio di segreteria e Carlos Bernardes, il grande ex giudice-arbitro che qui svolgeva le funzioni di Direttore del Torneo, si stava tagliando la seconda fetta di un ciambellone che si era improvvisamente materializzato sul tavolo a fianco ai computer. E mentre un collega lo prendeva in giro affermando che “Il ciambellone è come il vaccino… bisogna sempre fare il richiamo”, lui, masticando felice, affermava che, pur avendo viaggiato in ogni angolo del mondo, in nessuna parte si era trovato così bene come in Romagna. Ai complimenti di Bernardes aggiungiamo volentieri i nostri. Pure noi, nel nostro piccolo, di tornei ne abbiamo girati e raramente ci siamo trovati così bene come in questa terra che sa coniugare come poche altre efficienza ed accoglienza. 

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