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Australian Open 2026: Roddick assolve Alcaraz: “Tutti i giocatori avrebbero fatto lo stesso”

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In occasione dell’ultima puntata del suo podcast Served, Andy Roddick è intervenuto sul dibattito che ha acceso l’Australian Open dopo la vittoria di Carlos Alcaraz su Alexander Zverev, offrendo una difesa netta del comportamento dello spagnolo e sollevando interrogativi sulla chiarezza delle regole.

Roddick: “Lo avrebbero fatto tutti”

L’ex numero uno americano ha respinto le accuse di scorrettezza rivolte ad Alcaraz: “Ci sono due cose che sento dire e con cui non sono assolutamente d’accordo. Ogni singolo giocatore al mondo avrebbe fatto la stessa cosa. Se ho i crampi, riesco al cento per cento a convincermi — e a convincere — che il problema è al muscolo dell’inguine”.

Secondo Roddick, il punto centrale non è la scelta del giocatore, ma il meccanismo previsto dalle regole: “Se la decisione non spetta a me ma a un fisioterapista, e il regolamento gli attribuisce questa responsabilità, allora sì: la responsabilità viene trasferita a una terza parte”.

Il fisioterapista e una decisione impossibile

Roddick ha poi difeso apertamente lo staff medico del torneo, definendo la loro posizione “senza via d’uscita”: “Il fisioterapista non lavora per Carlos, lavora per tutti. Se un giocatore dice: “Ho dolore all’inguine”, cosa dovrebbe fare? Accusarlo di mentire? È impossibile. Puoi avere dei sospetti, ma se non ne hai la certezza, non puoi negare il trattamento”.

La conclusione è stata netta: “Nessuno ha sbagliato. Io avrei fatto esattamente quello che ha fatto Carlos. Tutti i giocatori lo farebbero. Chi dice il contrario o non ci è mai passato, oppure non è sincero”.

La frustrazione di Zverev e il regolamento

Tra coloro che Roddick assolve, manca però un nome: Alexander Zverev. Dal punto di vista del tedesco, la frustrazione era inevitabile. Il suo avversario ha ottenuto una pausa in un momento cruciale che, secondo il regolamento, non avrebbe dovuto essere concessa.

Zverev ha successivamente preferito sottolineare la qualità dell’incontro piuttosto che soffermarsi sull’episodio, ma il senso di ingiustizia resta. Le norme sono chiare sui crampi, molto meno quando questi possono essere collegati a stress da calore, disidratazione o malesseri acuti.

Una zona grigia del regolamento

Alcaraz aveva vomitato poco prima di iniziare a soffrire fisicamente, un dettaglio che rende ancora più complesso distinguere, nel vivo della partita, tra crampo, infortunio o problema legato alle condizioni ambientali.

È proprio questa ambiguità ad aver riacceso il dibattito: i crampi possono essere dolorosi e invalidanti quanto un infortunio muscolare, eppure non prevedono assistenza medica. Una distinzione che, in contesti di caldo estremo, appare sempre più fragile.

Verso un cambiamento delle regole?

Con temperature elevate ormai frequenti a Melbourne, cresce la pressione sugli organizzatori affinché adottino misure preventive più efficaci e chiariscano i protocolli medici. I giocatori devono sfidarsi tra loro, non sopravvivere alle condizioni climatiche.

La rabbia di Zverev è comprensibile,  ma questo torneo potrebbe diventare il punto di partenza per una revisione delle regole, non solo in Australia, ma nel tennis internazionale.

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