ESCLUSIVA – Francesco Maestrelli: “Nel 2022 non ero pronto, ho fatto un percorso di crescita professionale e personale”
Francesco Maestrelli, reduce dall’ottimo Australian Open 2026, ha parlato a Spazio Tennis durante una diretta su YouTube. Ha raccontato del match contro Novak Djokovic al secondo turno dell’Happy Slam e del suo percorso di crescita, sottolineandone alcune tappe fondamentali.
Maestrelli arrivò a giocare il turno finale di una qualificazione Slam già allo US Open 2022. Fu un match in cui l’italiano servì per chiudere sul 5-4 del terzo set, per poi perdere al super tie-break. Ripensandoci ha ammesso: “Un anno e mezzo fa non ero pronto e non sapevo come gestire le difficoltà che potevano nascere nel circuito”. Da quel momento in poi, il classe 2002 ha vissuto momenti difficili, da cui è uscito lavorando e aggiustando alcuni aspetti: “Sono stati tre anni in cui ho sofferto, anche perché ho una parte emotiva e razionale che a volte emerge. Mi sono dovuto inquadrare, ho dovuto fare un percorso sia personale che professionale”.
AUSTRALIAN OPEN 2026
Nonostante la sconfitta contro Djokovic al secondo turno, tutto il duro lavoro di Maestrelli si è palesato a Melbourne: “La partita che ho vinto contro Dusan Lajovic al terzo turno di quali è la riprova: lui era molto più tranquillo di me e mi ha messo in difficoltà su tanti aspetti”. Parlando di quello che vuole migliorare, il nativo di Pisa si è soffermato su un aspetto in particolare: “Stiamo continuando a lavorare, soprattutto per stabilizzare il servizio. Devo renderlo meno traballante, anche se è il mio colpo migliore e ha dimostrato di valere il livello degli Slam”.
Sulla partita con Nole, Maestrelli ha detto: “Djokovic mi ha impressionato per come risponde: a volte sembra un muro di gomma. Però mi ha lasciato giocare, non mi ha preso a pallonate”. Il 6-3 6-2 6-2 finale è stato in parte bugiardo, secondo il toscano: “Nei primi due set c’è stata partita e sono uscito anche piuttosto arrabbiato per il risultato. Nel terzo set, invece, mi sembrava di dover fare cose clamorose per portare a casa un punto: se non servivo sulla riga la palla tornava indietro, mi ha portato a sentirmi un po’ impotente”.
NUOVO APPROCCIO E CRESCITA
Un aspetto che Maestrelli ha indicato come importante per la sua crescita, è l’approccio alle sconfitte. A tal proposito ha detto: “Perdere mi fa sempre rodere, però ora ho ben chiaro quello che può portarmi ad alzare il livello dopo ogni sconfitta. Non mi faccio prendere dallo sconforto e dalle emozioni negative che non ti fanno lavorare bene”.
“Il Challenger di Prato del 2025 è stato un momento cruciale. Non ero più abituato a gestire le vittorie – ha raccontato Maestrelli, indicando le tappe fondamentali della sua risalita-. Anche il Challenger di Bergamo 2025 è stato importante, perché non avevo mai fatto bene su cemento indoor”.
LA TOP 100 E IL PICCOLO MEDVEDEV
Una delle cose più apprezzate dall’azzurro nel recente Australian Open è stato il sostegno degli altri italiani: “Musetti e Sinner mi hanno fatto i complimenti dal vivo. Mi sono sentito anche con Berrettini, mi ha fatto molto piacere”. Guardando al futuro Maestrelli è apparso concentrato sul lavoro: “Top 100? Non ne ho ancora parlato con il mio team. La partita con Djokovic ha fatto capire che c’è ancora da migliorare. Dobbiamo lavorare bene, solo così arriveranno le vittorie”. Qualcuno lo ha definito un piccolo Medvedev, lui ci ha scherzato così: “Firmerei con il sangue per fare una carriera come la sua”. E sul tanto dibattuto tema della privacy ha detto con ironia: “Sono così poco abituato alle telecamere che non mi sono nemmeno accorto che ci fossero”.
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