Australian Open: Sinner in controllo, Shelton battuto in tre set. Ora Djokovic in semifinale
[2] J. Sinner b. [8] B. Shelton 6-3 6-4 6-4
Tre set a zero in semifinale nel 2025, copione identico ai quarti nel 2026. Jannik Sinner non ha lasciato scampo a Ben Shelton al turno dei migliori otto all’Australian open. Il bicampione uscente (2024 e 2025) ha regolato lo statunitense con il punteggio di 6-3 6-4 6-4 dopo due ore e ventitré minuti di gioco. Si tratta della nona affermazione consecutiva conquistata dall’azzurro ai danni dell’americano, che dopo il successo a Shanghai nel 2023 non ha più rubato un set all’attuale numero 2 del mondo, vittorioso in tutti e 22 i set giocati successivamente contro il settimo tennista in classifica.
Quella sfida cinese rimane tutt’ora l’ultima sconfitta patita dall’allievo di Simone Vagnozzi e Darren Cahill contro un americano e un mancino. Da allora il record di Jannik è immacolato contro queste categorie di giocatori. Tornando al match, Shelton non è mai riuscito a mettere il muso avanti e nei suoi turni di battuta l’avversario è stato molto bravo a disinnescare la potenza del suo tennis. Al contrario, Sinner ha ottenuto grandi soddisfazioni con il colpo di inizio gioco. Per lui, il 78% di punti vinti con la prima e nessun break subito. Quattro volte lo statunitense è giunto a palla break in risposta, ma non è mai riuscito a concretizzare e ha poi chiuso il match con 18 errori in più dell’avversario messi a referto (34 a 16).
Se da una parte l’americano esce sconfitto per la sesta volta su altrettanti incontri disputati negli Slam contro i top 5, dall’altra Jannik mantiene la sua imbattibilità contro i tennisti a stelle e strisce nei Major (18-0) e allunga a 29 la trafila vincente contro i top 10 se non si contano le sfide contro Carlos Alcaraz. Raggiunge poi Daniil Medvedev e Stan Wawrinka a quota 9 semifinali Slam – tra i tennisti in attività solo Novak Djokovic (54), Alcaraz (10) e Sascha Zverev (10) ne hanno strappate di più – e diventa il quinto giocatore nell’Era Open a qualificarsi per 6 penultimi atti Slam consecutivi. Ora, nella sua terza semifinale a Melbourne di fila, se la vedrà con Djokovic in un remake del penultimo atto andato in scena nel 2024.
(primi due set di Pietro Sanò)
Primo set: Sinner versione robot. Shelton demolito dai colpi azzurri
Come da previsione, impatto energico di Ben Shelton al match. Basta qualche seconda di servizio di troppo di Jannik per accendere la potenza bruta del mancino statunitense, che con un paio di sgasate conquista la prima palla break. Sinner impiega un solo istante a sventare il pericolo, piazzando la solita prima vincente su richiesta.
Durante il suo primo turno di servizio, l’americano sperimenta, optando sia per una prima piatta che oltrepassa i 230 km/h sia per dei robusti kick che quasi scavalcano la figura dell’azzurro. La prima di servizio di Shelton viaggia su percentuali superiori all’80%, ma la qualità della risposta del numero due del mondo mette in crisi il ragazzone di Atlanta. Jannik guadagna campo già dal primo colpo, e sfonda lo statunitense con dei dritti potenti ma controllati. La RLA salta in piedi dopo un vincente spettacolare dell’altoatesino, che rincorre un ottimo dropshot di ben, infilzandolo con un colpo “around the net” che si posa sulla riga.
Lo slice di rovescio del numero 8 del seeding offre ben poco a Shelton, che perde costantemente metri con i colpi da destra e Jannik piazza il break alla quarta occasione. La solidità di Ben si sgretola progressivamente, e nemmeno le sue sfuriate da fondo campo non impensieriscono minimamente il quattro Slam, che lo neutralizza in contropiede in ogni suo tentativo di avanzamento.
In 50 minuti esatti, l’azzurro mette in cassaforte il primo set col risultato di 6-3
Secondo set: lo statunitense non sa che inventarsi. Sinner si supera in risposta
La sceneggiatura del secondo parziale emula quella del primo. Il dominio-Sinner si amplifica, anche perché Shelton – a differenza della fase embrionale dell’incontro – va costantemente in svantaggio nel punteggio nei turni di battuta. Le curve mancine, da sinistra, sono un invito a nozze per il bimane dell’azzurro, che paralizza più volte Shelton, già a corto di idee su una possibile controffensiva. E così, al terzo game, si spezza nuovamente l’equilibrio.
Nel gioco successivo, un moto d’orgoglio scatena la reazione dello statunitense. I due battagliano da fondo campo, ma questa volta, invece di sparacchiare a rete, il figlio d’arte spolvera le righe della metà campo avversaria con grande veemenza, e si rivede, dopo tempo immemore, lo spiraglio della palla break. Il timing in risposta di Ben, su una debolissima seconda di Jannik, è pessimo. Lo statunitense spreca occasioni a iosa, se ne rammarica, mentre l’azzurro ringrazia delle indecisioni avversarie, confermando il vantaggio.
Shelton è costretto a compiere salti mortali per restare a galla. Jannik è in agguato, specialmente in risposta, e se Ben non scheggia la riga avversaria al servizio, si vede attraversato da fulmini a ciel sereno di Sinner, che nel match odierno sta mantenendo una qualità eccelsa, senza alcun calo di rendimento. Lo statunitense tira a tutta, ed anche le seconde di servizio, talvolta, oltrepassano i 200 km/h, ma non può sfuggire al suo destino. L’ex numero uno al mondo, seppur con una minima – inedita – incertezza nel turno di battuta decisivo, sigilla anche il secondo parziale (6-4).
Terzo set: Shelton parte convinto, ma Sinner lo punisce nel finale
È Shelton a partire con più intensità nei colpi da fondocampo in avvio di terzo parziale. Jannik talvolta sembra faticare a mantenere il ritmo imposto dal suo avversario, ma in battuta resta una sentenza e nei suoi turni di servizio non corre rischi. Questa dinamica dura giusto una manciata di game. Dal quinto gioco il 24enne azzurro torna a rispondere divinamente e si procura un paio di palle break. Il mancino di Atlanta, però, si affida alla potenza del suo dritto, ad alcuni buoni tocchi di fino e riesce così a salvarsi.
Fino a che, nel nono gioco, le potenti prime di servizio non bastano al 23enne statunitense per assicurarsi i punti. Il numero 2 del mondo è un muro dalla linea di fondocampo; prende tutto e lo costringe all’errore. Jannik arriva a tripla palla break e alla seconda occasione, grazie a un doppio fallo di Shelton, concretizza. Dopo due ore e ventitré minuti, Sinner chiude con autorità tenendo la battuta a 15. Grazie a un 6-3 6-4 6-4 è in semifinale a Melbourne per il terzo anno consecutivo.

