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Australian Open, Swiatek: “Siamo tennisti o animali da zoo? Abbiamo bisogno di privacy”

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Spenta, irriconoscibile, dominata da Elena Rybakina. Niente da fare per Iga Swiatek che dovrà rimandare il suo ritorno in una semifinale Slam. Nel corso dell’Australian Open tanti alti e bassi, l’ultima apparizione al di sotto dello standard di Swiatek di qualche anno fa la estromette dal torneo: “Ovviamente non sono felice del risultato. È stata una partita ad alta intensità. Il primo set è stato molto equilibrato: pochi punti hanno fatto la differenza. Nel secondo set lei ha sicuramente migliorato il servizio, ha cercato di più i colpi e la partita è diventata molto più dura”.

D. Volevo farti una domanda tecnica. Qual è la lezione più importante che hai imparato da questo Australian Open?
I. Swiatek: “So già cosa devo migliorare ed è più o meno la stessa cosa che avevo in mente anche prima del torneo. Quindi non c’è stata una vera ‘rivelazione’. Continuerò semplicemente a fare il mio lavoro e spero che nel prossimo torneo alcune cose si sistemino, soprattutto rispetto a quello che voglio fare con il mio gioco“.

D. Pensi che sia più un problema strategico o tecnico? Il servizio, per esempio? Hai iniziato bene: esci da questa partita pensando di dover giocare in modo completamente diverso o solo di dover lavorare su alcuni aspetti tecnici del tuo gioco?

I. Swiatek: “Di sicuro non ho servito bene come, per esempio, a Cincinnati contro Elena. Il mio servizio è stato nella norma e a volte avrebbe potuto darmi qualcosa in più. Nel primo set la differenza è stata di pochi punti. Lei mi ha anche concesso alcune opportunità nei suoi turni di servizio e a volte le ho sfruttate, altre volte no. Sul 30 pari ho sbagliato una risposta, ma ci sta perchè volevo essere aggressiva sulla seconda. Ma se vuoi breakkare, devi cogliere l’occasione in quei momenti. Nel secondo set ho avuto la sensazione che il suo ritmo fosse ancora più alto, era più precisa, e forse io ho abbassato un po’ l’intensità soprattutto all’inizio. In ogni caso, ho alcune cose su cui voglio lavorare. Giocare su questi campi veloci non è mai stato del tutto naturale per me. Ci riproverò la prossima volta“.

D. Hai detto che Elena ha alzato il livello del servizio nel secondo set. Quanto è stato complicato per te rispondere? Sembrava che in alcuni game fossi lì, poi lei piazzava un ace o un grande servizio nei momenti chiave. Quanto è difficile continuare a crederci?
I. Swiatek: È il suo gioco, quindi non ne sono rimasta sorpresa. Avevo già avuto questa sensazione contro di lei in passato. Devi concentrarti su te stessa e sui tuoi turni di servizio. Ma il mio servizio oggi non era dei migliori, quindi è stato difficile tenere il punteggio in equilibrio nel secondo set“.

D. Hai detto più volte che sai su cosa devi lavorare. Puoi condividere di cosa si tratta?
I. Swiatek: Su alcune cose tecniche, che per me sono sempre state difficili da modificare in modo fluido. Vedo Carlos, per esempio, che cambia il servizio ogni anno (risate). Per me, anche una piccola modifica richiede molto più tempo. Ci sono aspetti del servizio che voglio cambiare e su cui ho già lavorato in preseason, ma poi arrivano le partite e non hai il tempo di pensarci. E soprattutto non vuoi pensare a questi dettagli mentre giochi. Così torni ai vecchi automatismi. Mi concentrerò su questo. Ci sono sicuramente cose che posso migliorare per giocare meglio e cercherò di farlo nelle prossime settimane e nei prossimi mesi“.

D. Aryna ha detto in passato che non esiterebbe a saltare alcuni tornei 1000 se avesse bisogno di riposare o lavorare. Cosa ne pensi? E visto che stai valutando di lavorare su aspetti tecnici, credi che prendersi del tempo possa aiutarti, nonostante il calendario?

I. Swiatek: Non credo sia possibile farlo nei brevi periodi che ci sono tra un torneo e l’altro. L’anno scorso ho avuto difficoltà a prendere questo tipo di decisioni, ma quest’anno sto cercando di cambiare approccio. Probabilmente salteremo alcuni tornei 1000. Non mi sono mai trovata in questa situazione, quindi non so quale sarà il risultato, ma penso sia necessario. Se vuoi migliorare il tuo gioco, serve tempo. Se invece vuoi restare più o meno la stessa e prepararti torneo dopo torneo, puoi farlo e giocare comunque bene. Ma se vuoi migliorare qualcosa, avere del tempo è importante. Purtroppo il calendario non lo permette facilmente“.

D. Coco ha parlato delle telecamere nel backstage che riprendono continuamente i giocatori. Anche tu sei stata filmata di recente mentre ritiravi l’accredito. Pensi che ci dovrebbe essere più privacy per giocatori e team?

I. Swiatek: La domanda è: siamo tennisti o animali in uno zoo, osservati anche quando… andiamo in bagno? Ok, è un’esagerazione, ovviamente, ma sarebbe bello avere un po’ di privacy. Sarebbe bello poter seguire i propri processi senza essere sempre osservati. In altri sport credo ci siano spazi più riservati. A Wimbledon, per esempio, c’è l’area Aorangi, accessibile solo agli accreditati. Al Roland Garros c’è Jean-Bouin. Ci sono posti dove puoi andare quando ne hai bisogno. In altri tornei invece è impossibile: sei sempre osservato, dai tifosi o dalle telecamere. Non penso sia giusto. Il nostro lavoro è essere guardati in campo e in conferenza stampa. Non è nostro lavoro diventare un meme perché dimentichiamo l’accredito. È divertente, certo, ma non è necessario per noi“.

D. Rispetto allo scorso anno, quando hai perso qui in semifinale contro Madison, come valuti il tuo gioco? Hai più rimpianti per questo torneo o per quello?

I. Swiatek: L’anno scorso sentivo di giocare un po’ meglio, ma prima di Madison non avevo affrontato giocatrici che colpiscono piatto e forte. La prima vera occasione è stata contro di lei e l’ho persa, anche se ero vicina. Era anche l’inizio del mio rapporto con Wim e avevamo cambiato alcune cose. Quest’anno non siamo riusciti a completare del tutto i cambiamenti che volevamo fare in preseason. Per me serve più tempo per cambiare certe cose. Durante il torneo ho dovuto lavorarci sopra e forse per questo ho giocato leggermente peggio. Ma onestamente non penso che faccia una grande differenza. Entrambi i tornei sono stati buoni. Vincere uno Slam è difficile. Ci riproverò e spero che con l’esperienza e un altro anno di lavoro possa arrivare al prossimo Australian Open con più soluzioni, più varietà e con quei miglioramenti che non sono riuscita a completare quest’anno“.

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