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Swiatek vola ai quarti: “Mi sentivo sicura, ho solo giocato il mio tennis” 

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Iga Swiatek continua il suo percorso senza intoppi e raggiunge ancora una volta i quarti di finale dell’Australian Open, superando Maddison Inglis con un netto 6-0 6-3. Solida fin dall’inizio, la numero due del mondo ha raccontato in conferenza stampa le sue sensazioni sul match, il suo modo di vivere il tennis, il rapporto con i grandi tornei e l’attesa per la sfida contro Elena Rybakina. 

D: Iga, di nuovo ai quarti di finale. Puoi darci una panoramica del tuo match di oggi e della tua prestazione? 

IGA SWIATEK: “Sì, penso sia stato un buon match. Fin dall’inizio mi sono sentita piuttosto sicura di me, quindi ho semplicemente giocato il mio tennis. Tutto qui.” 

D: Nel corso degli anni hai detto che ti piace giocare contro chi colpisce con molto spin. Dal momento che tu stessa usi molto spin, cosa ti piace nell’affrontare giocatrici che fanno altrettanto? 

IGA SWIATEK: “Non so, credo che sia perché, giocando così anch’io, capisco meglio il loro gioco. Inoltre penso che il tennis abbia più senso quando durante lo scambio si costruisce il punto. Forse è anche una differenza tra tennis maschile e femminile: gli uomini giocano scambi più lunghi, mentre nel tennis femminile a volte basta un solo colpo e il punto è finito. Non so, è semplicemente il modo in cui sono cresciuta. E poi, la maggior parte del tennis che guardavo era Rafa, quindi mi piace anche solo vederlo giocare. Sì, credo sia per questo.” 

D: Come ti senti in vista del match contro Rybakina? Il bilancio tra voi è pari. 

IGA SWIATEK: “Non credo che il bilancio diretto conti molto, perché anche quando una di noi vinceva, era sempre una partita combattuta… oppure lei mi batteva facilmente Non ha senso analizzare troppo chi ha vinto le ultime. Ogni match è una storia diversa. Contro di lei è sempre difficile, gioca un gran tennis. Dovrò essere pronta al 100%, sfruttare la mia esperienza e quello che ho imparato dai precedenti scontri. Tutto qui.” 

D: Considerando ciò che hai raggiunto nello sport, a che età ti sei resa conto di essere speciale e di avere il talento per arrivare dove sei ora?

IGA SWIATEK: “Forse ho capito di avere del potenziale al mio primo Slam juniores, quando andò bene. Era il Roland Garros, avevo circa 15 anni. È stato il momento in cui ho iniziato davvero a credere in me stessa, a pensare ‘ok, voglio fare questo, voglio diventare professionista e giocare negli Slam’, perché amavo i tornei dello Slam. Ma non ho mai pensato che avrei potuto vincere così tanti tornei o diventare n.1 al mondo. Forse non è una storia ‘da Netflix’, perché sono sempre stata realista. Però non ha cambiato il fatto che lavoravo giorno per giorno.” 

D: Una cosa curiosa del tuo lavoro è quel momento, dopo la partita, quando vinci e ti porgono una penna per firmare la telecamera. Oggi hai esitato un attimo. 

IGA SWIATEK: “La mia mente si svuota, ogni volta.”  

D:È difficile pensare a cosa scrivere lì?IGA SWIATEK: “Penso che dovrei prepararmi prima e fare una lista con qualche battuta o frase carina, perché al momento non mi viene niente. Dopo il match penso solo alla partita, a cose noiose o a quella successiva. Sono ancora immersa nel tennis, quindi è difficile cambiare registro all’improvviso e scrivere qualcosa di divertente. Chi riesce a essere brillante in quei momenti, ha tutta la mia stima.” 

D: Hai detto sul campo che hai giocato parecchie sessioni serali qui. È difficile poi alzarsi la mattina e dover aspettare fino alle 7 di sera ogni volta?

IGA SWIATEK: “Non è che aspetto tutto il giorno, sarebbe solo uno spreco di energie. Mi concentro sul match nella seconda parte della giornata. Ovviamente rimane un po’ nella mente, e sì, è più faticoso che giocare presto e poi avere quasi due giorni per recuperare. Mi vanno bene entrambe le situazioni: ho le mie routine, so cosa fare. Cerco comunque di godermi il tempo prima della partita, senza restare bloccata a pensarci troppo. All’inizio della carriera mi succedeva spesso, ma non funzionava. Ora cerco solo di restare tranquilla.” 

Federica Migliorati

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