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Australian Open: Pegula supera Keys, la vincitrice 2025 esce in due set

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[6] J. Pegula b. [9] M. Keys 6-3 6-4

Jessica Pegula centra il nono quarto di finale Slam (il bilancio non è brillantissimo, 2-6, ultima volta a New York 2025) ai danni della vincitrice di un anno fa Madison Keys, giocando una partita attenta e sostanzialmente di conserva, giovandosi dei molti errori della rivale, sicuramente disturbata dalla pressione che deve gestire la campionessa uscente.

Keys ha iniziato lentamente, muovendosi in ritardo e non riuscendo sempre a compensare con il braccio; quando ha ritrovato la profondità dei colpi si è regalata il tempo necessario per giungere meglio sulla palla, ma Pegula ha agito con scaltrezza, aspettando l’errore e servendo sempre bene quando serviva. Il dato sui punti con la seconda palla dice 48% contro 32%, a favore della newyorchese. Pegula nei quarti una tra Anisimova e Wang Xinyu.

Primo set: Pegula più precisa e tranquilla

Il primo duello sulla diagonale del dritto è per Pegula, che difende il turno inaugurale alla battuta anche con un rovescio slice corto; con lo stesso colpo la numero sei del seeding si porta a rete per chiudere con la volée di dritto. Jessica è la più vivace e reattiva e si merita il break già nel secondo game di fronte a una Keys che appare un tantino pigra. La prima a sorprendersi del colpo di mano giunto all’alba di un confronto che ci si aspetta equilibrato è proprio lei, che commette doppio fallo in apertura del terzo gioco.

Pegula rimedia presto e alla prima pausa lunga si siede sul 3-0 in proprio favore: Keys è decisamente rallentata nelle reazioni rispetto alla rivale, sia in risposta che nello scambio. Madison stecca una seconda palla mandandola quasi sulla linea di fondocampo ma si scuote con due discese a rete, per scappare dal forcing avversario e per testare la propria mobilità; la differenza per ora è nella prontezza di riflessi in risposta, che per la campionessa uscente è deficitaria.

La tennista dell’Illinois prova ancora ad accorciare lo scambio a rete ma non trova il contro-break e dopo un quarto d’ora di tennis deve rincorrere sull’1-4. Il sole negli occhi costa a Keys una seconda, tremenda steccata su uno smash in altre condizioni facile, ma la numero nove del seeding sta ora reagendo e in risposta manda segnali inequivocabili. Nel settimo game manca due occasioni per riprendersi il break ma la sua intraprendenza in ribattuta spaventa Pegula che cede il servizio alla terza opportunità.

Lo strappo in termini di break è così ricucito ma Keys sbaglia più volte in sede di spinta e cede nuovamente la battuta, prologo al 6-3 finale per l’atleta newyorchese: per Jessica solo quattro errori non forzati, dodici per Keys, che ha il 43% dei punti quando gioca la seconda palla, contro il 60% della rivale.

Secondo set: Keys concede due break e non recupera più

Nulla di nuovo, Keys ha maggiore propensione offensiva e sbaglia di più; il problema è la penetrazione della seconda battuta, che Pegula incontra benissimo mettendo così la rivale in imbarazzo nel movimento in uscita dal servizio. C’è frenesia nei movimenti della campionessa della passata edizione del torneo, che si fa prendere dalla fretta e sbaglia moltissimo. Nel game di partenza Madison manca tre palle-game e dopo un tris di doppi errori cede il turno.

La tensione condiziona la numero nove del seeding, Pegula avverte le paure della rivale e decide opportunamente di non strafare, fidando negli errori altrui e servendo con cura, andando a sedersi sul 2-1 con la battuta a disposizione dopo quindici minuti di gioco. È in corso una sfida continua tra il servizio di Jessica e la risposta di Madison, che impatta benissimo da ferma ma che in allungo soffre; Keys non riesce a rientrare nel punteggio e continua a sbagliare troppo, concedendo un break anche nel quinto gioco.

Il tabellone è impietoso con lei: 6-3 4-1, e d’altronde Pegula rischia e sbaglia pochissimo. Il nastro prova a incoraggiare l’americana in affanno, lei ringrazia e mette a segno una splendida risposta di dritto lungolinea per dimezzare il difetto nel numero dei break: 2-4 il punteggio dopo un’ora esatta di gioco.

Keys esce rinfrancata dalla piccola impresa e prova a saggiare lo scatto in avanti della rivale con la palla corta; Madison ha bisogno di cambiare qualcosa nelle trame del match e trova il 3-4, che la obbliga comunque a un nuovo break. La sfida servizio-risposta si ripropone nell’ottavo game e questa volta dà ragione a Pegula, che sale sul 5-3 servendo la prima palla nei momenti caldi del gioco, soprattutto su una palla-break.

Madison si porta sul 4-5 ma di nuovo non riesce a disimpegnarsi come vorrebbe in risposta e l’ultimo punto della partita è di Pegula, che corona così un match condotto con grande intelligenza.

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