Australian Open, De Minaur: “Non ho mai battuto Alcaraz, ma c’è sempre una prima volta”
Alex de Minaur ha sconfitto Alexander Bublik agli ottavi dell’Australian Open 2026, raggiungendo i quarti di finale per il secondo anno di fila. Nella conferenza stampa dopo la vittoria, il tennista australiano ha parlato della sua prestazione e dei suoi progressi, ricordando la sconfitta subita in passato contro Bublik e commentando la prossima sfida contro la testa di serie numero 1, Carlos Alcaraz.
D: La scorsa partita hai detto che in molti pensavano potessi essere sovrastato da Tiafoe sul piano della potenza. Probabilmente qualcuno lo pensava anche stasera contro Bublik, ma non è successo. Cosa stai notando di diverso quest’estate nel modo in cui riesci a tenere testa da fondo campo a questi grandi picchiatori?
DE MINAUR: “Be’, sto semplicemente dimostrando alla gente che sono migliorato, no? Ho ancora di più da dare. Mi ero stancato della solita storia che questi grandi picchiatori potessero togliermi la racchetta dalla mano. Sì, col passare degli anni ho continuato a migliorare, ho continuato a tirare fuori sempre di più da me stesso. Una cosa che ho sempre voluto ottenere è proprio questa: quando gioco contro i picchiatori, non fare da sacco da boxe per loro, ma far vedere davvero che posso tenergli testa, imporre il mio gioco e farli muovere. È il modo più efficace di giocare contro giocatori così potenti. Alla fine sono davvero contento di riuscire a mettere in pratica tutto questo. E, sì, nelle ultime due partite ho colpito la palla come non mai qui all’Australian Open. Quindi sono molto, molto soddisfatto”.
D: Nell’ultimo incontro in uno Slam contro Bublik eri avanti di due set e poi hai perso al quinto. Quanto ha influito quella sconfitta sulla motivazione con cui sei sceso in campo? Ce l’avevi in mente o hai cercato di dimenticarla?
DE MINAUR: “Come ho detto a suo tempo, non è stata una partita da me, no? È stata dura da mandare giù, ovviamente lui stava giocando un tennis incredibile. Poi ci siamo affrontati a Bercy… no, non a Bercy, insomma al Master di Parigi a fine anno. E anche lì mi ha battuto in un match duro, al terzo set, giocando un tennis incredibile, giusto? Eh, ho dovuto semplicemente incassare quella sconfitta. Ma ovviamente, arrivando a questa partita, volevo una sorta di rivincita. Sapevo cosa aspettarmi e cosa non avevo fatto bene le prime volte. Sono stato molto contento di essere riuscito a portarla a casa e di non essermi cacciato nei guai, perché lui così può facilmente rientrare in partita, piazzare un paio di vincenti e all’improvviso il match prende una brutta piega. Quindi sono stato molto felice di aver tenuto sotto controllo questa partita”.
D: Ora che sei arrivato a questo punto e ti attende una sfida durissima, quanto è importante arrivarci così fresco e con le gambe riposate, vista la partita che ti aspetta?
DE MINAUR: “Sì, al 100%. Ho davanti una delle sfide più difficili, quindi mi assicurerò di metterci tutto quello che ho. Aiuta il fatto che mi sento abbastanza fresco e sarà una battaglia fisica, perché ci sono tantissime cose che Carlos sa fare in maniera incredibile su un campo da tennis e una di queste è rendere gli scambi molto fisici. Ha la capacità non solo di colpire benissimo la palla e a tratti provare a farti uscire dal campo con i suoi colpi, ma anche di prolungare gli scambi. Quindi ci potranno essere degli scambi estenuanti. In un paio di match che abbiamo giocato lo abbiamo entrambi già dimostrato. E questa sarà la prima volta che ci affrontiamo in uno Slam, non vedo l’ora. Spero proprio che sia una battaglia e che duri a lungo“.
D: Durante questo torneo hai già parlato di chi aveva dubbi sul tuo gioco. Ora sei arrivato a questi quarti di finale, il punto più lontano che tu abbia mai raggiunto in uno Slam, contro la testa di serie numero 1 che non hai mai battuto. Come pensi di poter infondere ottimismo o fiducia ai tifosi australiani che sperano di vederti fare bene martedì?
DE MINAUR: “Onestamente, non è compito mio infondere loro ottimismo. Possono starsene seduti e pensare quello che vogliono, fare il tifo per me… Cioè, non è il mio compito venire qui e dire: “Ehi, martedì scendo in campo e… sì, non c’è alcuna possibilità che perda questa partita”, giusto? Perché in fin dei conti gioco contro Carlos. Sarà una partita incredibilmente dura, ma non spetta a me fare questo, no? Il mio compito è scendere in campo e competere, fare il mio dovere e lasciare che sia il mio tennis a parlare. Tutti gli altri, prima della partita, possono pensare quello che vogliono: sono solo opinioni, no? In fin dei conti possono stare seduti sul divano a decidere “X, Y, Z”, no? Poi, a partita finita, diranno qualunque cosa vorranno su com’è andata, ma finisce lì. Non posso farci niente. Non starò qui a supplicare gli australiani di credere in me, che posso farcela. Scenderò in campo. Lotterò. Andrò a giocarmela. Sono entusiasta all’idea della battaglia. Non l’ho mai battuto, ma c’è sempre una prima volta per tutto. Spero che accada martedì“.
D: La gente guarderà lo 0-5 nei precedenti con Carlos e penserà che lui abbia sempre avuto la meglio su di te. Però sono stati incontri combattutissimi, con molti set tiratissimi – mi pare che tu abbia avuto anche dei match point nella semifinale di Barcellona 2022. Ripensando a quei cinque match che avete giocato, come li valuti? Dov’è stata la differenza? In cosa ha prevalso lui nei momenti chiave?
DE MINAUR: “Sono stati incontri diversi, su superfici diverse e in fasi differenti della sua carriera. Questa sarà la prima volta che ci affrontiamo in un torneo dello Slam, quindi sono molto curioso di vedere come andrà. Ovviamente lui sta giocando a un livello altissimo, come abbiamo visto per tutta la settimana. Quando abbiamo giocato un match di esibizione, stava esprimendo un tennis di altissima qualità. So cosa aspettarmi. Per quanto mi riguarda, dovrò giocare il mio miglior tennis. È quello che ci vorrà per entrare in partita, rendergliela difficile e prolungare il match il più possibile e, in definitiva, scendere in campo a lottare”.

