Australian Open: ottimo Paul ma Alcaraz sempre in controllo, Carlos vola ai quarti
[1] C. Alcaraz b. [19] T. Paul 7-6(6) 6-4 7-5
Carlos Alcaraz eguaglia il suo miglior risultato a Melbourne Park, raggiungendo i quarti di finali per la terza edizione consecutiva dell’Australian Open (2025 eliminato da Djokovic, 2024 da Zverev) dopo aver sconfitto per la sesta volta in otto precedenti – la quinta consecutiva – Tommy Paul: arresosi non senza lottare per 7-6(6) 6-4 7-5 in 2h38‘ di partita. E’ la nona vittoria iberica negli ultimi dieci incontri contro Top 20 a livello Slam. Decisamente diverso l’epilogo finale odierno rispetto all’ultimo confronto tra Carlitos e l’americano: andato in scena a Parigi nel 2025, quando il murciano si impose ben più nettamente per 6-0 6-1 6-4.
Prova molta solida al servizio per il numero uno del mondo che, eccezion fatta per il primissimo game del match quando ha ceduto il servizio a freddo, nei successivi 16 turni di servizio non ha più perso la battuta offrendo appena un’altra palla break nel nono gioco della partita ossia il suo quinto turno di battuta.
Di conseguenza, tra secondo e terzo set non ha più concesso opportunità alla risposta statunitense. Il punteggio finale ci dice di una partita molto equilibrata grazie ad un’ottima prestazione di Tommy, semifinalista in questo torneo nel 2023 quando proprio grazie a quel risultato fece il suo ingresso in Top 20 (l’anno scorso si è fermato ai quarti con Zverev, festeggiando comunque la Top 10), che ha prodotto il massimo delle sue possibilità eppure ciò non è bastato a vincere un set. Ci è andato più nel primo parziale, quando era avanti anche di un mini-break nel tie-break.
Adesso lo spagnolo è in attesa di scoprire chi dovrà affrontare tra Bublik e De Minaur.
Primo Set: Paul spaventa in avvio, ma Alcaraz la spunta al tie-break
Paul vince il sorteggio e sceglie di rispondere: la decisione si rivela alquanto azzeccata. Carlos (è il quarto ottavo Slam che affronta da n°1 mondiale) è un po’ scarico al servizio, commette anche un paio di gratuiti uscendo dalla battuta e finisce per cedere immediatamente il fondamentale d’inizio gioco. Al contempo, Tommy approccia con la sua solita esasperata aggressività in risposta: in particolare sulla seconda spagnola, non si disdegna di colpire e venire subito avanti a prendersi il punto in controtempo.
La verticalizzazione continuativa è una delle chiavi del gioco dello statunitense, che nelle intenzioni iniziali cercherà il più possibile di accorciare gli scambi (anche mediante serve & volley nei turni di battuta, dove comincia con due prime vincenti nel game in cui conferma il break) per non dare ritmo al n°1 del mondo. E soprattutto dal lato sinistro, l’avvio dell’ex semifinalista del torneo è di quelli chirurgici: riesce spesso e volentieri a prendere la palla presto, sciorinando anticipi filanti in controbalzo che sono una gioia per gli occhi. Alcaraz capisce che c’è bisogno di svegliarsi e prova ad incoraggiarsi non appena si sblocca nel punteggio (2-1). Come detto, l’americano deve mettere in campo un’alta intensità di gioco altrimenti basta scendere anche solo di un pelo nel volume ritmico, ed ecco che il sei volte campione Slam ti salta alla giugulare.
Arrivano così le prime palle break per il murciano, sono due peraltro consecutive, ma ritrovatosi spalle al muro (sul 15-40) il tennista del New Jersey rispolvera la prima dei tempi migliori che abbinata ad una serie di accelerazioni fulminee col dritto respingono la qualità della ribattuta iberica – che aveva fatto la differenza fin lì nel gioco.
La testa di serie n°19 vince quattro punti in fila e continua a fare gara di testa: il set ormai si gioca nei suoi round di servizio, 3-1. Dopodiché tre games consecutivi tenuti a zero da chi serve, due da Alcaraz ed uno da Paul: quest’ultimo ha finora vinto il 100% dei punti con la prima (10 su 10) oltre a 4 aces già scagliati. Carlitos nel frattempo prova ad allungare gli scambi, specialmente quando può rispondere da lontano tenta di alzare la traiettoria per far giocare all’avversario una palla scomoda e lavorata nel successivo dritto: il colpo meno sicuro dell’ex Top 10, che ogni tanto da quella parte perde l’esecuzione strappando il movimento – anche se fino ad ora, ha prodotto quasi solo vincenti e sbracciate sulle righe.
Nell’ottavo game, sul 4-3 per Tommy, si palesa il primo vero appannamento nel match del ventottenne nordamericano quando, influenzato negativamente dalla metà campo alla destra del seggiolone del giudice di sedia ossia quella dove il sole picchia diretto, smarrisce la prima e offre in sequenza terza e quarta chance di contro-break. Ai vantaggi, finalmente lo spagnolo fa valere la sua classe – Carlos ha cominciato a regalare qualche smorzata delle sue – ripristinando l’equilibrio: 4-4.
Ciononostante, l’ex allievo di Ferrero prosegue nella sua prestazione abbastanza discontinua: nel nono game va di nuovo in difficoltà al servizio, cosa che di fatto non gli accadeva dal primissimo gioco dell’incontro, salvandosi ad oltranza solamente dopo aver cancellato una chance valevole per il nuovo vantaggio a stelle e strisce. Con l’approdo al long set, cresce anche la qualità complessiva della partita: soprattutto per merito dello spagnolo che ha compreso di dover equiparare il livello tenuto fin lì dal rivale, e lo fa salendo di giri in difesa e con la battuta (in particolare con la soluzione al corpo che porta numerosi dividenti, vista anche la posizione iper-aggressiva in risposta occupata da Paul)
Alcaraz sente che è arrivato il momento per cambiare marcia: comincia ad esplodere tutta la propria superiore pesantezza di palla, anche consapevole che nelle due occasioni in cui ha servito da quel lato di campo Tommy ha sempre concesso palla break. Questa volta però, il campione del Queen’s di due anni fa risale da 15-30 e ci regala il tie-break (nelle precedenti sfide, 3 li ha vinti il classe 2003 e 2 lo statunitense).
Il ventiduenne di Murcia ne ha già giocati un paio nel torneo: ha vinto 7 punti 2 nel 2°set con Walton e 7 punti a 4 il primo set della sfida contro Hanfmann. Il primo a prendersi un mini-break di vantaggio è Paul che sorprende Carlos, il quale prepara in ritardo il rovescio ed è costretto a staccare la mano sinistra per eseguire un back che non controlla: Il n°1 ATP tuttavia dal 3-1 recupera rapidamente fino all’aggancio sul 3-3, anche grazie ad una smorzata di straordinaria manualità che dimostra ancora una volta come la sua incredibile sensibilità sia in grado di non essere intaccata in alcun modo dalla tensione del momento. Sinora entrambi stanno servendo benissimo, magari l’americano può crescere ancora a livello di percentuale di prime in campo. Nel settimo punto del gioco decisivo, bisogna però fermarsi a causa di un malore sugli spalti.
L’interruzione si prolunga oltre i 12 minuti, l’arbitro dà la possibilità ad Alcaraz e Paul – che sono rimasti in campo, seduti nelle rispettive panchine – di provare qualche servizio e poi si ricomincia con Tommy in battuta. A rompere nuovamente lo stallo è il nativo di Voorhees che si inventa uno slice lungolinea corto con taglio ad uscire che si rivela mortifero per lo spagnolo.
Sotto di un mini-break e 4-5 nel punteggio, ecco che però il murciano fa il n°1: va detto anche per demerito del n°20 ATP che gioca un po’ troppo col braccino, tirando pure il servizio con grande margine a costo di evitare di dover ricorrere alla seconda. Sul primo set point, sul 6-5, Paul pesca il jolly producendosi in un meraviglioso lungolinea bimane vincente ma alla seconda opportunità concessa perde la frazione nel peggiore modo possibile, ovvero commettendo il suo secondo doppio fallo. 7-6, 8 punti a 6 in favore di Alcaraz dopo un’ora e cinque minuti di partita.
Secondo Set: Alcaraz sempre più sciolto
Carlos in avvio di seconda frazione continua a lamentarsi con il suo angolo (Samuel Lopez e il fratello maggiore Alvaro) per la scarsa qualità della sua risposta contro la seconda avversaria (in particolar modo nell’incocciare il kick da sinistra e lo slice esterno da destra). Eppure il livello dell’iberico in ribattuta è immediatamente straripante: stavolta infatti arriva subito il break spagnolo, Alcaraz velocemente conferma e sale 3-1. Come era facilmente intuibile, oltre che già abbondantemente accaduto nel secondo turno con il tedesco Hanfmann, dopo un primo set laborioso vinto al gioco decisivo Carlitos diviene incontenibile dominando il resto del match. Anche Paul ne era perfettamente consapevole, sapeva quanto fosse importante l’eventuale conquista del primo set.
Il ragazzo di Murcia innesta due marcie superiori, non voltandosi più indietro: i colpi da fondo vengono registrati sempre di più così come il servizio che cresce in consistenza. Gli scambi di qualità fanno maggiormente capolino, il problema per Tommy è che pur contribuendo a tale livello li vince praticamente sempre l’altro. Tuttavia, l’americano non disdegna di sfidare il re nel suo giardino di casa chiamandolo nel quadrato del servizio: con lo spagnolo che conduce 3-2, lo statunitense mette il campo il massimo del suo potenziale sfruttando alla grande la seconda un po’ leggera della testa di serie n°1.
Alla fine pur spingendo a tutta, Paul si ritrova con un pugno di mosche perché Alcaraz dal 30-30 gioca tre punti straordinari ed è proprio questo che fanno i più grandi: frustano le tue speranze quando sei convinto di averli messi in difficoltà, invece non hai procurato loro nemmeno un pizzico di fastidio. 4-2 Spagna. La frazione è indirizzata definitivamente, nonostante l’ottima qualità yankee in risposta emersa nel parziale, Carlos sciorina in maniera sfavillante lo schema palla corta-lob ma in generale sono diversi i drop-shot ottimamente giocati dallo spagnolo uscendo dal servizio.
Esecuzioni che ogni volta abbagliano demoralizzando inevitabilmente il rivale di turno, anche quando parliamo di un primi venti ed ex Top 10. È 6-4 Alcaraz in 41 minuti, il punteggio è rimasto tutto sommato livellato solo per merito di un grande Paul che ha sinora giocato un bellissimo match anche sopra ritmo rispetto alle sue possibilità. Nel decimo gioco, ad esempio, nuovamente l’americano si supera arrampicandosi fino al 30-30 (è appena la seconda volta nel set che si trova a due punti dal break) poi Carlos con una naturalezza disarmante tra prime superiori ai 200 chilometri orari e frigoriferi di dritto che farebbero letteralmente male sei arrivassero addosso, vola 2-0.
Terzo Set: Alcaraz sempre in controllo, Paul fa il massimo
Il diritto statunitense con l’aumento della fatica va sempre più in difficoltà, ciononostante Tommy non ci pensa minimamente a mollare e in apertura di terzo porta a casa uno scambio da 21 colpi. I piedi di Paul vanno ancora in maniera eccezionale, a dimostrazione delle sue indiscusse qualità atletiche, purtroppo però il sostanziale divario che c’è sulla diagonale destra – che tuttavia il nativo del New Jersey era stato bravo a mascherare nei primi due parziali – adesso si manifesta compiutamente.
Esattamente come nel set precedente, Alcaraz avrebbe ancora le chances di strappare il servizio all’americano nel terzo gioco ma Paul tiene duro frantumando 3 palle break (nel game più lungo dell’incontro) dopo che il turno di battuta era cominciato ad handicap col quarto doppio fallo. E’ giusto sottolineare l’atteggiamento costruttivo e propositivo, nell’accezione più intrinseca del termine ossia dell’ottimismo, di Charlie che analizza i suoi colpi mediante un solo fondamentale parametro: la correttezza tattica e mentale delle proprie scelte, se poi anche la componente tecnica dovesse tradirlo in quella precisa circostanza non è un problema. Il colpo in questione verrà eseguito bene la volta successiva, un vero esempio.
Partita comunque piacevole con svariate discese a rete da parte di entrambi e con percentuali di conversione più che ottime: 16 punti su 19 per lo spagnolo, 24 su 30 per lo statunitense. Sul 3-3, Tommy va di nuovo vicino al precipizio finale, facendosi riacciuffare dal 40-15 ma successivamente non offre oltre il fianco mantenendosi al comando (4-3).
Carlos non fornisce a Paul però alcun appiglio per credere davvero di poter allungare la partita: se escludiamo gli unici due turni nel match dove ha concesso break point, è stato un’autentica sentenza in battuta: il suo box, nel frattempo, lo invita a insistere sul dritto americano che è sempre più scricchiolante.
All’orizzonte si profila un secondo tie-break, infatti dall’ottavo game al nono – come già successo nel primo set tra il quinto e il settimo gioco – 0 punti vinti dalle risposte. Ma Alcaraz non ci sta, la vuole chiudere prima: alza ulteriormente il livello sul 5-5, forse rispondendo come mai aveva fatto in precedenza, e sfruttando le troppe seconde americane – tutte concentrate nello stesso momento – imprime una pressione insostenibile sul dritto yankee (non si vedevano palle break da sette games a questa parte). È il punto esclamativo sulla sfida: Carlos al servizio per chiudere il match non si fa distrarre.

