Australian Open, Alcaraz: “In campo ho bisogno di sorridere. 1 point Slam? Opportunità per staccare”
Carlos Alcaraz vince e si diverte contro Corentin Moutet. In un match dall’atmosfera quasi da esibizione, il numero 1 al mondo non fa sconti alla 32esima testa di serie, dominando con il punteggio di 6-2 6-4 6-1. Agli ottavi di finale ad attenderlo c’è Tommy Paul, contro cui è avanti 5-2 negli scontri diretti, ma che spesso lo ha impegnato in match dall’alto tasso di spettacolo.
In conferenza stampa, Carlitos si dice soddisfatto del percorso che sta facendo, sebbene non voglia paragonarlo alla cavalcata che lo ha portato a vincere lo US Open e a tornare sul tetto del mondo. E tra un’analisi e l’altra, sottolinea l’importanza di sentirsi bene in campo e di sorridere quando ne ha bisogno.
D: Carlos, complimenti. Sei di nuovo alla seconda settimana qui. Quanto sei soddisfatto della tua prestazione?
CARLOS ALCARAZ: “Penso che il mio livello stia migliorando sempre di più. Corentin non è un giocatore che gioca con molto ritmo, usa smorzate e colpi tagliati. Quindi a volte è complicato trovare il giusto ritmo. Credo però che oggi io sia riuscito a prendere tutto quello che potevo e di questo sono davvero felice. Sono semplicemente contento del livello, contento della partita. Ci sono stati alcuni colpi spettacolari e questo mi rende felice. Sono entusiasta di continuare così”
D: È sembrata una partita molto divertente, con tanti bei colpi da parte di entrambi. Hai detto quanto sia difficile affrontare qualcuno come Moutet, che non ti dà molto ritmo. Quanto è complicato anche mantenere la concentrazione?
CARLOS ALCARAZ: “Penso che mantenere la concentrazione in uno Slam sia sempre difficile, ma quando affronti questo tipo di giocatori lo è ancora di più. Come ho detto, quando non sai cosa sta per arrivare, lui può fare praticamente qualsiasi cosa, quindi è complicato. Puoi allontanarti un po’ dalla linea di fondo e subito dopo lui fa una smorzata. Se vai in avanti, lui gioca in topspin. Quindi a volte è davvero difficile.
Però sono felice perché sono riuscito a mantenere una buona concentrazione per tutto il tempo. Quando le cose non andavano dalla mia parte, sono rimasto lì, calmo, cercando poi di ritrovare i miei momenti positivi e il mio buon ritmo, che ho trovato nel secondo set. Da lì in poi ho ricominciato a giocare il mio tennis. Sono semplicemente soddisfatto e felice di essere riuscito a mantenere una buona concentrazione per tutta la partita”
D: Guardando alla tua prossima partita, affronterai Tommy Paul. Hai un buon bilancio negli scontri diretti contro di lui, ma ti ha battuto alcune volte. Sono curioso di sapere qual è la difficoltà nel giocare contro di lui, cosa fa bene e cosa devi fare per contrastarlo
CARLOS ALCARAZ: “È un grande giocatore. Stavamo parlando prima negli spogliatoi di quando fosse stata l’ultima volta che ci siamo affrontati. Era al Roland Garros, quindi è passato parecchio tempo. So cosa devo fare, ma lui è davvero, davvero veloce. Ha ottimi colpi e anche una buona manualità. Quindi devo giocare con il mio stile. Devo giocare il mio tennis, i miei colpi migliori, se voglio batterlo. Ma ovviamente so che soffrirò e devo essere pronto a questo, devo accettare i momenti difficili che ci saranno nella partita. Da lì in poi, andare avanti, cercando di sentirmi a mio agio negli scambi, anche in quei momenti duri.
Questo è ciò che devo fare se voglio battere Tommy”
D: All’Australian Open il box dei coach è piuttosto vicino ai giocatori. Mi chiedevo in generale se parli con i tuoi allenatori prima di una partita di quello che vuoi da loro match dopo match, tipo: in questa partita voglio più indicazioni tattiche, in quest’altra preferisco che stiate un po’ più tranquilli o che mi carichiate. Come funziona per te?
CARLOS ALCARAZ: “Non proprio. In realtà non parlo molto di quello che voglio durante la partita, se desidero che parlino di più o che diano più indicazioni tattiche. A essere sincero, dipende. Dipende anche da loro. Ovviamente ogni partita è diversa. In ogni match probabilmente ho bisogno di qualcosa di specifico. Loro lo sanno già, perché il mio team mi conosce molto bene. Quindi dipende semplicemente dalla partita. Se parlano molto o no, se mi danno più indicazioni tattiche oppure se cercano solo di farmi sorridere in campo, cosa di cui a volte ho bisogno. Dipende tutto dal momento della partita”
D: Come fanno a farti sorridere?
CARLOS ALCARAZ: “Hanno i loro modi (sorride). Penso che bastino alcune parole che dicono e subito mi viene da sorridere”
D: Hai detto in campo che ti è piaciuto il 1 Point Slam. Mi chiedevo se ti sia piaciuto in particolare il formato, oppure se ti faccia piacere avere qualcosa di meno serio nella settimana che precede uno Slam
CARLOS ALCARAZ: “Penso che avere questo tipo di eventi, in cui ti diverti, sia importante. Non può essere tutto solo concentrazione, ventiquattro ore al giorno, tra allenamenti e recupero e poi il giorno dopo esattamente la stessa cosa. Avere qualcosa di insolito, che ti permetta di divertirti in campo, penso sia fantastico. È qualcosa a cui non siamo abituati: vedere e giocare una partita fatta di un solo punto. Quando si giocavano le qualificazioni, ne parlavamo tutti: “Hai visto questo punto? Hai visto quell’altro?”. È semplicemente divertente. Penso che a volte sia utile anche allontanarsi un po’ dalla concentrazione sulla parte professionale e avere quel momento di svago aiuta molto. Poi torni agli allenamenti o alle partite con una mente più fresca. A me, a essere sincero, è piaciuto davvero tanto. Probabilmente quest’anno è stato un po’ lungo e dovrebbero sistemarlo in qualche modo, ma penso che questo tipo di evento sia fantastico”
D: Come paragoni il tuo livello di gioco in questa prima settimana rispetto a come hai giocato nella prima settimana dello US Open?
CARLOS ALCARAZ: “È difficile fare un paragone con la prima settimana dello US Open. Penso che allo US Open sia stata finora la mia miglior cavalcata in uno Slam, arrivando fino alla finale. Non posso fare un paragone, perché questo è il primo torneo della stagione. Allo US Open avevo già giocato diversi tornei prima (sorride). È diverso. Ma sono semplicemente felice del modo in cui vedo me stesso migliorare partita dopo partita, o allenamento dopo allenamento. So che continuerò a crescere, e questo mi rende felice ed entusiasta di scoprire quale sarà il mio livello. Ma non posso fare un confronto diretto”
D: Quando fai degli aggiustamenti tecnici al tuo gioco, come hai fatto con il servizio, mi chiedevo quanto tempo ci voglia prima che diventino naturali. Stai ancora immaginando un piccolo canestro da basket, oppure…?
CARLOS ALCARAZ: “No, no, no (sorride). Non ci metto molto. Non ci vuole troppo tempo. Però è qualcosa su cui presto molta attenzione. In ogni allenamento, in ogni riscaldamento, cerco semplicemente di sentirmi bene con il servizio e lo stesso vale in partita. La cosa positiva del mio ritmo al servizio in questo momento è che, quando penso di stare facendo qualcosa di sbagliato, mi dico di fare le cose semplici e questo mi aiuta molto. Una delle cose che volevo davvero ottenere era un movimento fluido, un ritmo naturale e ci sono riuscito abbastanza rapidamente”

