Australian Open: troppo Djokovic per un buon Maestrelli. Nole avanza al terzo turno
[4] N. Djokovic b. [Q] F. Maestrelli 6-3 6-2 6-2
Il secondo match di giornata sulla Rod Laver Arena mette di fronte Novak Djokovic e Francesco Maestrelli, chiamato a una prova durissima nel secondo turno del torneo. Il punteggio finale racconta una partita gestita con autorità dal serbo, capace di indirizzare ogni set sin dalle fasi iniziali, ma non restituisce fino in fondo la qualità del tennis mostrato dall’azzurro. Maestrelli gioca con coraggio, spinge quando può e dimostra di avere colpi e personalità, pur pagando a tratti la tensione inevitabile di un palcoscenico così prestigioso e di un avversario di questo calibro.
Affrontare Djokovic sul campo centrale di uno Slam non è un’esperienza banale, e per il ventitreenne pisano sicuramente rappresenterà un passaggio importante nel proprio percorso di crescita. Dall’altra parte, Djokovic conferma un livello impressionante per continuità, solidità e condizione atletica, dando la sensazione di essere già molto centrato e pronto a dire la sua quando si entrerà nelle fasi calde del torneo.
Primo set: Nole breakka subito e poi gestisce
Djokovic scende in campo con gli occhi della tigre, e, alla prima occasione utile, complici anche un paio di scelte di gestione dello scambio scellerate di Maestrelli, ottiene il break che lo porta in vantaggio 2-0, al termine di un game comunque molto combattuto, durato oltre sei minuti. Il ragazzo di Pisa però ha dei bei colpi e si dimostra ampiamente nella partita: serve regolarmente a velocità superiori ai 220 km/h e quando ha la possibilità di trovare il vincente di certo non si trattiene; sembra però un tantino contratto, e cerca troppo spesso la soluzione definitiva, che lo porta a sbagliare spesso e a non reggere il ritmo dell’avversario.
Pare anche che l’emozione gli irrigidisca il polso nelle (non poche) occasioni nelle quali si ritrova a giocare la smorzata o la voleè, non riuscendo quasi mai a chiudere il punto. Nonostante il bel tennis espresso dall’azzurro, Djokovic è bravo a gestire con esperienza il vantaggio ottenuto in apertura e, senza particolari problemi, lo mantiene fino alla fine del set.
Secondo set: Maestrelli prova a mettere fuori la testa ma Djokovic sale di livello
Anche nel secondo set Djokovic scende in campo famelico e aggressivo sin dai primissimi colpi, approfitta di un rendimento leggermente peggiore al servizio dell’avversario e si aggiudica subito il break che lo porta in vantaggio. Nel game immediatamente successivo l’italiano mette in mostra tutto il suo repertorio di vincenti: col dritto, col rovescio e con lo smash, al quale il serbo lo chiama spesso, si conquista anche due palle break, ma Nole annulla la prima con un ace e poi costringe l’azzurro all’errore, mettendogli pressione sul dritto. Gli scambi sono lunghi, e lo sono anche i game, che spesso si dilungano oltre i cinque minuti.
Colpisce l’abilità di Maestrelli nel giocare il rovescio: certo, le qualità del ventitreenne pisano in tale fondamentale non erano un mistero, ma vincere la maggior parte degli scambi sulla diagonale di sinistra contro Djokovic non è una cosa da poco. Passato il pericolo il numero 4 del mondo decide di alzare ulteriormente il livello, aumentando la velocità dei colpi e togliendo sicurezza all’avversario in tutti i fondamentali (aumentano anche le comunicazioni con l’angolo per Maestrelli, che nel primo set aveva cambiato racchetta lamentandosi dell’incordatura), fino a conquistarsi un secondo break che gli consegna la vittoria anche del secondo parziale.
Terzo set: Djokovic mette il pilota automatico e porta a casa la partita
Anche nella terza frazione il copione non cambia: Maestrelli gioca bene ma Nole gioca meglio, soprattutto nei primi tre game. Dopo un primo gioco di battuta mantenuto a zero, il numero 141 del mondo si vede costretto a cedere il servizio per la quarta volta nel match. Djokovic purtroppo gioca un tennis troppo solido per l’azzurro che, nonostante gli sprazzi di bel gioco che mette in mostra sembra sempre troppo contratto e frettoloso. Sul 2-1 ha anche l’occasione di pareggiare i conti dei break, ma due ottime prime del serbo spengono le speranze del ragazzo pisano.
Djokovic, che oramai fa impressione per la facilità con cui riesce a produrre velocità con il dritto, ha nuovamente occasione di breakkare nel quinto game. Francesco è bravo ad annullare le prime due opportunità con il serve and volley, ma un doppio fallo sulla terza palla break consegna a Djokovic il doppio vantaggio. Nel game seguente l’azzurro ha una reazione d’orgoglio e comincia a spingere ancora di più i colpi, affrettando l’uscita dallo scambio, la tattica paga e Maestrelli recupera uno dei due break. Djokovic tuttavia ormai ha alzato definitivamente il livello e ha messo il pilota automatico, conquista di nuovo il break e va a servire per il match che chiude col punteggio di 6-3 6-2 6-2.

