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Australian Open, Maestrelli: “Sono contento, ma non mi basta la buona prestazione, sentivo di crederci”

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Franceso Maestrelli saluta Melbourne e l’Australian Open a testa alta. Giocando un match encomiabile, nonostante il risultato netto, contro Novak Djokovic. Una partita forse mai davvero in discussione, ma che restituisce un giocatore maturo e pronto per il grande salto verso il tour. Come dimostrano anche le sue parole dopo il match.

Un’esperienza indimenticabile

D. Che cosa vi siete detti a rete? È stata una conversazione abbastanza lunga.
FRANCESCO MAESTRELLI: “Gli ho detto grazie per la lezione e lui mi ha risposto grazie perché è stata una buona partita, si è divertito a giocare contro di me e anche io mi sono divertito. È stato memorabile restare in campo il più possibile su questo campo fantastico, è stato bellissimo.”

D. Allora, un pochino l’hai detto già in inglese: raccontaci l’emozione di questa giornata, Rod Laver Arena, contro una leggenda come Novak Djokovic e comunque una bellissima prestazione di carattere da parte tua.
FRANCESCO MAESTRELLI: “È stata un’emozione incredibile entrare in campo, c’erano un sacco di persone, anche se ho provato a concentrarmi sul mio e comunque lui è una personalità incredibile e, nonostante il risultato, secondo me ho dato una buona prestazione.

Ho provato a restare attaccato a quelle che erano le mie proposte, le mie idee di gioco che avevamo studiato con il mio team e secondo me ci sono in parte riuscito. Chiaramente lui quando alza il livello ti dà l’impressione che nulla possa andare, almeno per me ma penso anche per tanti. Però sono contento, anche se mi girano un pochino le scatole perché chiaramente non mi piace perdere, non esco dal campo soltanto contento di aver fatto una prestazione contro un giocatore come lui. Mi sarebbe piaciuto vincere, però penso che sia un buon punto di partenza, è stata una bella esperienza.”

Guardando avanti

D. E adesso da dove si riparte? Perché la classifica è cambiata, magari sono cambiate anche le prospettive con cui si guarda al futuro. Sicuramente è cambiata la fiducia, immagino. E adesso da dove si riparte, sia dal punto di vista concreto, cioè dei tornei che andrai a giocare, sia dal punto di vista delle aspettative per i prossimi mesi, per questa stagione?

FRANCESCO MAESTRELLI: “Per quanto riguarda le aspettative per adesso sulla stagione non ne ho, nel senso che tutto quello che è arrivato in questo torneo e nell’ultima parte della stagione dell’anno scorso è frutto di un lavoro che facciamo quotidianamente, quindi mi voglio riattaccare lì, nel senso che non cambierà assolutamente nulla. Quando tornerò mi rimetterò a lavorare sulle stesse cose per fare sempre un pochino meglio anche perché oggi Novak in campo mi ha dimostrato che ci sono tanti margini di miglioramento e tante cose le posso e le dovrò fare meglio per alzare ancora il mio livello.

Perciò non avrò aspettative, soltanto margini di miglioramento e penso che andrò a Tenerife a fare due Challenger e poi per il futuro bisogna parlarne comunque. La classifica so che è cambiata, non so qual è la mia classifica perché non la guardo mai, non la voglio guardare e poi la vedrò, però penso che dovremo decidere poi i prossimi tornei.”

Maestrelli, crescita e ricordi

D. Mi ricordo di averti intervistato quando Volandri ti aveva portato come aggiunta in nazionale. Quella era stata un’esperienza molto di gruppo, molto bella. Poi qualcosa si è inceppato da lì in poi: come hai ripreso il filo?
FRANCESCO MAESTRELLI: “Diciamo che arrivavo in quell’occasione con un grande slancio, nel senso che ero molto più giovane, e non che ora non lo sia, però tante cose sono arrivate con lo slancio, l’arroganza di un giovane che fa le sue prime esperienze, quindi ancora non conoscevo bene quali fossero le difficoltà, i momenti, le cose da fare nel quotidiano per fare questo mestiere.

Entravo e giocavo e basta e mi mancava tutta la parte dietro, quindi ho dovuto affrontare un periodo sia personale che professionale per mettere insieme dei pezzi e creare una mia personalità più forte, più stabile e penso che ora questo percorso sia molto più avanti rispetto a quanto fosse tre-quattro anni fa.”

D. Qual è il ricordo più bello che ti porti da questa esperienza qui in Australia? Un momento che non dimenticherai mai.
FRANCESCO MAESTRELLI: “Chiaramente la qualificazione e la prima partita vinta al quinto, però vorrei anche parlare di questa partita che mi ha lasciato tanto perché quando si parla di giocatori di questo tipo, Novak è il giocatore più vincente della storia, è un livello che non ti fa giocare. Mi sono sentito, non dico alla pari perché chiaramente non lo sono stato, però neanche che abbia demeritato: in campo sentivo che ci stavo credendo, quindi ci provo a stare.”

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