Australian Open: Bolelli/Vavassori steccano la prima uscita Slam del 2026
R. Ho/ H. Jebens b. [7] S. Bolelli/A. Vavassori 6-7(6) 7-6(2) 6-4
Primo set: Grande equilibrio, la coppia azzurra la spunta al tie-break
Il primo set del match scorre all’insegna dell’equilibrio più totale, con entrambe le coppie che impostano il gioco quasi esclusivamente sui turni di servizio. Bolelli e Vavassori partono con grande solidità, trovando subito buone percentuali con la prima e mostrando un gioco molto fluido nei pressi della rete, che impedisce agli avversari di prendere iniziativa in risposta. Anche Ho e Jebens rispondono però con la stessa efficacia, spingendo bene soprattutto con il servizio del taiwanese e concedendo pochissimo negli scambi brevi. Nel corso del set non si registrano palle break, a testimonianza di come la battuta abbia inciso in maniera determinante sull’andamento del parziale. Le statistiche raccontano bene questo dominio del servizio: gli azzurri vincono il 92% dei punti giocati con la prima, mentre la coppia avversaria fa addirittura leggermente meglio, con il 93%, il tutto accompagnato da percentuali di prime in campo molto elevate per entrambe le squadre.
Il set scivola via così rapido e senza strappi, con game spesso chiusi in pochi punti e con gli scambi che raramente superano i primi colpi. L’equilibrio porta inevitabilmente al tie-break, dove i servizi continuano a farla da padroni e ogni minimo errore rischia di risultare decisivo. In questo frangente emerge però la maggiore esperienza della coppia azzurra, più lucida nella gestione dei momenti chiave e più efficace nelle chiusure a rete. Un mini-break ottenuto nel finale grazie ad un errore di Jebens in uscita dal servizio consente a Bolelli e Vavassori di incamerare il parziale per 7-6(6) alla prima occasione utile e portarsi avanti di un set nonostante la prestazione tutt’altro che brillante.
Secondo set: sono Ho/Jebens ad avere la meglio nel momento decisivo
Il secondo set segue inizialmente il copione del primo, con entrambe le coppie molto solide al servizio e pochi spazi concessi in risposta. Le teste di serie numero sette continuano a reggere bene i propri turni di battuta, ma rispetto al parziale d’apertura iniziano gradualmente a perdere un po’ di brillantezza negli scambi e di incisività a rete, soprattutto nelle fasi di costruzione del punto. Dall’altra parte Ho e Jebens crescono con il passare dei game, alzando l’intensità e trovando maggiore continuità, in particolare nelle chiusure al volo e nella pressione esercitata in risposta.
Il primo vero snodo del set arriva sul 3-3, quando gli avversari si procurano le prime palle break dell’incontro sul servizio di Vavassori. La coppia azzurra si trova per la prima volta a dover fronteggiare una situazione delicata, ma riesce a cavarsela con esperienza: prima un ace ad uscire e poi una risposta sbagliata di Ho consentono agli italiani di annullare entrambe le occasioni e di tenere il game. Nonostante il pericolo scampato, il segnale è chiaro: Ho e Jebens stanno spingendo di più e iniziano a credere concretamente nella possibilità di allungare il match.
Il set rimane comunque in equilibrio, con i servizi che continuano a fare la differenza e con pochi punti giocati in risposta. Gli azzurri tengono senza particolari affanni i propri turni di battuta, ma faticano a trovare continuità quando si tratta di mettere pressione agli avversari. Un altro passaggio chiave arriva nel finale, quando sul 5-5 Ho e Jebens riescono a superare un game complicato, annullando tre grandi occasioni di Bolelli e Vavassori per dare un indirizzo praticamente decisivo all’incontro grazie a due prime pesanti di Ho e a una chiusura decisa a rete del tedesco.
Si arriva così inevitabilmente al tie-break, ma questa volta l’inerzia cambia nettamente fin dai primi punti. Ho e Jebens partono con grande aggressività, trovando subito profondità in risposta e approfittando di un calo di intensità degli azzurri. I primi mini-break arrivano su due errori pesanti di Bolelli e Vavassori: prima una volée non controllata e poi un passante tentato in allungo che si ferma in rete, situazioni che consentono agli avversari di prendere rapidamente il largo. Bolelli e Vavassori provano a rientrare con una risposta vincente, ma il divario è ormai troppo ampio e la coppia taiwanese-tedesca gestisce senza affanni il vantaggio. Il tie-break si chiude così con un netto 7-2, risultato che fotografa fedelmente il momento del match e premia la maggiore lucidità e aggressività di Ho e Jebens nella fase decisiva del secondo set.
Terzo set: Bolelli/Vavassori calano, il match va agli avversari
Il terzo set conferma il trend visto nel finale del secondo, con Bolelli e Vavassori che faticano progressivamente a mantenere l’intensità mostrata a inizio match. Pur reggendo i primi turni di servizio, gli azzurri appaiono via via meno lucidi negli scambi e meno solidi nei momenti di pressione, mentre Ho e Jebens continuano a crescere in fiducia. Il break decisivo arriva sul 2-2, nel game di servizio di Bolelli, ed è il frutto di una pressione costante esercitata soprattutto sul lato del bolognese: prima un doppio fallo e poi uno smash comodo mandato incredibilmente in rete aprono la strada alle prime palle break dell’incontro.
La coppia azzurra riesce inizialmente a salvarsi con una buona prima e una chiusura a rete, ma sulla successiva occasione Jebens prende in mano lo scambio da fondo e trova il passante decisivo, costringendo Bolelli all’errore e strappando il servizio. Da quel momento in avanti Ho e Jebens gestiscono il vantaggio con grande lucidità, senza concedere palle break, mentre gli azzurri non riescono più a incidere in risposta. Il 6-4 finale certifica un match in cui il livello di Bolelli e Vavassori è progressivamente calato con l’avanzare della partita, premiando la maggiore continuità degli avversari nel set decisivo.

