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Australian Open, Zverev: “Ho sentito dolore al tendine d’Achille, ma il fisio mi ha detto …”

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Un cauto ottimismo e la voglia di annoverare il tutto dietro la voce “grande spavento”. Alexander Zverev ha brillantemente superato l’infortunio occorso alla caviglia, datato ormai 2022, nella semifinale del Roland Garros contro Rafael Nadal, ma in seguito a traumi di questa portata è fisiologico pensare che il primo campanello d’allarme vada a risvegliare brutti ricordi. È ciò che è avvenuto al tedesco nell’arco del match vinto in quattro set contro Alexandre Muller. Il successo contro il francese ha proiettato il teutonico al terzo turno dell’Australian Open 2026, ma ha portato con sé un piccolo inconveniente alla propria tenuta fisica.

Australian Open, Zverev: “Ho avvertito dolore al tendine d’Achille”

L’episodio incriminato è avvenuto proprio nel parziale di chiusura quando nel quarto game Sascha, in vantaggio 2-1, è scivolato. Allarmatosi non poco, Zverev è ricorso a un medical time out per sincerarsi delle proprie condizioni dopo una presunta iperestensione del piede e poi ad ‘Eurosport Deutschland’ e in conferenza stampa ha spiegato: Ho avvertito un dolore improvviso al tendine d’Achille, proprio un infortunio di cui molti miei colleghi hanno sofferto nelle ultime due stagioni. Forse è anche per questo che ero preoccupato. Ho chiesto al fisioterapista di controllare tutta la zona e mi ha detto che andava tutto bene. Dopo la visita mi sentivo benissimo, mi muovevo come volevo e riuscivo a giocare allo stesso livello. Spero di essere altrettanto a posto venerdì”.

Il rimando dell’attuale numero 3 del mondo non può che essere a quanto capitato a Holger Rune all’ATP di Stoccolma: rottura del tendine di Achille e un lungo calvario da scontare. Uno spettro che sembrerebbe ricacciato via con grande sollievo, con il nativo di Amburgo che ci tiene a rimarcare come lo svarione non si avvenuto allo stesso piede lesionato sulla terra del Philippe Chatrier: “Per questo spero che andrà tutto bene”. Il classe 1997 è consapevole che la conditio sine qua non per tornare in finale a Melbourne è l’integrità fisica e magari provare, ancora una volta, a rompere il tabù che lo vede ancora a secco di Slam.

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