Australian Open, Baptiste: “Cose folli nel mio paese, Washington sembra una zona di guerra”
La giovane Hailey Baptiste vince facilmente il proprio impegno con l’atleta di casa Storm Hunter, lasciando alla campionessa nella specialità del doppio solamente tre game; dopo le parole sul proprio tipo di gioco, le domande finiscono per cadere sugli accadimenti negli Stati Uniti e la tennista di colore si rivela parimenti severa con l’attuale amministrazione del suo paese.
D. Hailey, hai ottenuto degli ottimi risultati negli ultimi Major; parlaci dei tuoi progressi e di come vedi il tuo gioco ora.
Baptiste: “Senz’altro ho maggiore controllo sui miei nervi e i migliori risultati mi aiutano a credere in me stessa per andare avanti; sono arrivata in una seconda settimana di uno Slam e ora il mio obiettivo è di andare avanti sempre in questo tipo di tornei, ogni volta di più”.
D. Quando si parla del tuo tipo di tennis si dice sempre che c’è molta varietà, un po’ come quando gioca Ons Jabeur. Come hai fatto a sviluppare questo atteggiamento in campo?
Baptiste: “Crescendo, come tutti; quando sono in campo esprimo me stessa, non sempre i coach sono d’accordo con alcune mie soluzioni ma a me piace così, desidero fare quello che voglio e ogni tanto scegliere colpi pazzi o senza senso. Credo di avere questo schema mentale, quando mi va di farlo, lo faccio”.
Gli avvenimenti negli USA
D. Passando ora a un argomento più sensibile, molte persone stanno soffrendo nel tuo Paese sotto l’amministrazione Trump; cosa provi in merito a quanto sta succedendo nell’ultimo anno negli USA, com’è giocare sotto la tua bandiera in questo momento?
Baptiste: “Stanno succedendo cose folli nel mio Paese, cose ovviamente sulle quali non posso fare nulla. Mi auguro che tutto migliori quest’anno e che si possa vivere in pace con tutti”.
D. Tutto ciò rende difficile la tua permanenza negli Stati Uniti?
Baptiste: “A Washington è veramente assurdo con tutti quegli agenti per le strade, sembra letteralmente una zona di guerra; è difficile girare per quelle parti, spero non duri ancora per molto”.
D. Sei mai stata coinvolta in qualche azione dell’ICE?
Baptiste: “Fortunatamente no, ma quando sono a casa li vedo tutti i giorni, così…”.

