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Australian Open 2026, Shelton ritrova il sorriso: “L’infortunio? Solo un piccolo ostacolo lungo la strada”

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“Sembra passato tantissimo tempo, anche se in realtà erano solo quattro mesi fa. È stato solo un piccolo ostacolo lungo la strada”. Così Ben Shelton ha esordito nella conferenza stampa tenuta dopo la vittoria al primo turno dell’Australian Open 2026, in tre set, contro Ugo Humbert (6-3 7-6(2) 7-6(5)). L’infortunio alla spalla rimediato allo US Open 2025 ha compromesso non poco l’ultima parte della scorsa stagione per l’americano, ma ora sembra essere tutto messo alle spalle e la partecipazione all’Happy Slam sembra aver riportato il sorriso sul volto del ventitreenne di Atlanta: “È fantastico. Gli Slam sono i miei tornei preferiti, ci arrivo sempre super motivato – afferma il numero 8 del seeding –. Sono davvero felice di essere qui in Australia, uno dei miei tornei preferiti, e mi sento bene per come sto giocando”.

LA VITTORIA SU HUMBERT

I tre set contro Ugo Humbert – due dei quali terminati al tie break – lasciano intendere il gradiente di difficoltà dell’avversario incontrato da Ben al primo turno: Humbert, per come stava giocando, era probabilmente uno dei non testa di serie più difficili del tabellone. Questo per me è quasi un vantaggio, perché so che devo dare tutto subito. Una partita così ti impedisce di sottovalutare l’esordio. Una volta in campo, vedendo come servivo e come mi muovevo, ho preso molta fiducia”.

E le sensazioni per lo statunitense sono state subito quelle giuste:È stato un ottimo inizio per me. Sento di aver trovato rapidamente il mio ritmo qui. Era un avversario difficile: colpisce la palla molto forte e molto piatta, la palla resta bassa, ti toglie tempo ed è anche un grande ribattitore. Quindi non era semplice. Sono felice di essere riuscito a superare questo match in tre set”.

IL RITORNO DOPO L’INFORTUNIO

Nel corso della conferenza, il numero 7 del mondo ha raccontato senza troppi filtri il periodo di stop dovuto all’infortunio alla spalla sinistra rimediato a Flushing Meadows, sottolineando come la paura di non poter tornare a competere sui grandi palcoscenici non sia mai stata un’opzione: “Onestamente no. Avevo già fatto l’ecografia prima di entrare in sala stampa, quindi sapevo che strutturalmente la spalla stava bene. Restare fuori un mese non è la fine del mondo. La parte più delicata è stata tornare in campo e capire come si sentiva il diritto: quello è stato il momento più stressante”.

I NUOVI GIOCATORI DEL COLLEGE

Nel circuito ATP sono sempre di più i ragazzi che, prima di passare al professionismo, transitano dal college. Anche Shelton ha seguito questo percorso, lasciando nel 2022 l’Università della Florida per dedicarsi interamente al tennis. “Ci sono tanti esempi di successo vero, non solo top 100 ma anche top 10 – afferma il classe 2002 –. Mio padre mi faceva studiare il percorso di Cameron Norrie quando ero al college. Prima si pensava che andare al college significasse rovinarsi la carriera. Ora è uno step di crescita, anche grazie al percorso Challenger. Il livello è molto più alto e oggi ci sono solo vantaggi nel college tennis”. Il denominatore comune di questi nuovi giocatori sta nell’aggressività e nella voglia di mettersi in mostra: “Sono dei veri lottatori. Non vedo molti ex college player arrivare nel tour ed essere molli. Al college devi pensare ai voti, alla squadra, ai compagni. Non tutto gira intorno a te. Questo ti costruisce come persona e come atleta. Secondo me, il college ti forma il carattere”.

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