Australian Open: Musetti soffre, cresce e approfitta del ritiro di Collignon. Sarà derby con Sonego
Il debutto del virtuale numero 3 del mondo Lorenzo Musetti all’Australian Open 2026 si rivela più complicato del previsto, almeno nelle fasi iniziali, contro un Collignon aggressivo e senza timori reverenziali. Il belga impone fin da subito un tennis ad alto rischio, sostenuto da un servizio molto efficace e da una pressione costante da fondo. Musetti fatica a trovare ritmo, soprattutto nei primi due set, ma resta aggrappato al match con classe e solidità nei momenti chiave. Alla distanza emergono però il maggiore spessore tecnico e la superiorità atletica dell’azzurro, che cresce progressivamente fino a prendere il controllo dell’incontro e ad approfittare del ritiro dell’avversario per accedere al secondo turno, dove troverà l’amico Sonego, autore di una convincente vittoria ai danni dello spagnolo Taberner.
Primo set: Musetti troppo passivo, Collignon ne approfitta
Collignon non è certo arrivato fino in Australia per fare da comparsa contro il neo top-5, e lo fa capire fin dai primi game. Il piano di gioco del belga emerge subito con chiarezza: servizio molto incisivo – chiuderà il set con un notevole 46% di unreturned serves – e, in risposta, una ricerca costante del lungolinea di rovescio, che oggi gli entra con grande continuità.
Musetti, invece, appare inizialmente un po’ troppo passivo e sembra soffrire l’aggressività dell’avversario, che ha il merito di togliergli il ritmo e impedirgli di prendere il controllo dello scambio da fondo, dovrebbe giocare tanto sulla diagonale di dritto (senza dubbio il colpo meno incisivo dell’avversario) ma oggi il suo diritto sembra non andare proprio. La prima palla break del match è infatti per Collignon, già nel game d’apertura, ma Lorenzo è bravo a cancellarla.
La prima occasione in risposta per l’azzurro arriva invece nel sesto gioco: Musetti si apre bene il campo con il rovescio, ma il successivo cross di dritto si ferma sul nastro.
Nel game seguente è ancora Collignon a procurarsi una palla break, costruita con grande autorità: prende il controllo dello scambio, regge dopo un ottimo lob difensivo di Musetti e chiude il punto con brillantezza, difendendo poi il vantaggio fino alla fine del set.
Secondo set: i due si breakkano più volte, alla fine Musetti la spunta al tiebreak
Collignon parte fortissimo anche in avvio di set, conquistando subito due palle break. Musetti le annulla con grande classe: sulla prima è costretto a inventarsi una splendida stop-volley in allungo all’indietro, sulla seconda ricorre a una demi-volée altrettanto elegante.
Nel turno di battuta successivo, però, il carrarino si fa rimontare da 40-15 ed è chiamato ad affrontare altre due palle break, giocate anche queste con grande qualità. Le difficoltà al servizio iniziano a farsi evidenti (“Non metto una prima”, grida Musetti al suo angolo) e i numeri lo confermano: fin lì solo il 50% di prime in campo. Nel quinto game, il rapidissimo belga sfrutta finalmente l’occasione e, al settimo tentativo complessivo, trova il break tanto inseguito.
Nonostante il buon momento di forma, emergono però anche i limiti di Collignon, in particolare una sensibilità tutt’altro che impeccabile sotto rete. Musetti prova ad aggrapparsi proprio a questi aspetti per restare nel match e, con un po’ di fatica, centra il controbreak immediato nel game successivo.
Il break subito nel quinto game sembra aver fatto suonare un campanello d’allarme nel carrarino carrarino, che sembra rientrato dal cambio di campo con tutt’altro piglio: strappa di nuovo il servizio all’avversario, stavolta con maggiore autorità, e va a servire per il set. I problemi con la prima di servizio, però, non si risolvono: la testa di serie numero 5 arriva addirittura a giocare in kick anche la prima, permettendo a Collignon di tornare aggressivo sin dai primi colpi e di conquistare, senza particolare difficoltà, il terzo break della sua partita.
Si arriva così rapidamente al tie-break. Musetti piazza subito il minibreak con una bella discesa a rete, ma lo restituisce pochi punti dopo. Sul 3-3, il doppio fallo di Collignon regala all’azzurro il minibreak decisivo, che Lorenzo sfrutta per portare a casa il set.
Terzo set: Il belga comincia ad accusare problemi fisici e Lorenzo ne approfitta
Lorenzo sembra aver trovato finalmente maggiore incisività nel suo gioco, soprattutto dal lato del dritto, ora più pesante e decisamente più affidabile, con un numero di errori non forzati inferiore rispetto ai primi due parziali.
Tuttavia, nonostante i chiari progressi dell’azzurro e l’evidente calo fisico di Collignon (fin qui autore di una prestazione atletica impressionante, forse persino oltre le sue reali possibilità) Musetti gioca molto male il sesto game. Complice anche un belga costretto a giocare a tutto braccio per sopperire ai limiti delle gambe, che sembrano averlo definitivamente abbandonato, Lorenzo concede il primo break del set.
La reazione del carrarino, ben consigliato dal suo angolo, è immediata: nel game successivo sfrutta con grande lucidità il rapido deterioramento fisico dell’avversario – che a fine gioco chiamerà l’intervento del fisioterapista – recupera subito lo svantaggio e ristabilisce la parità sul 4-4.
Con il procedere del set il mismatch atletico tra i due diventa sempre più evidente e trova la sua massima espressione nell’undicesimo game. Qui Musetti, nonostante un Collignon che meno si muove e più cerca (e spesso trova) il vincente a inizio scambio, riesce a strappare il servizio all’avversario e a ottenere il break decisivo, aggiudicandosi così anche questo parziale.
Quarto set: Collignon non ce la fa, si ritira
I primi quattro game del set scorrono via rapidamente. Collignon prova a essere il più incisivo possibile al servizio e ad anticipare in risposta, ma con risultati tanto nulli quanto patetici; Musetti, dal canto suo, si limita a rimandare dall’altra parte una palla che il belga non riesce più nemmeno ad avvicinare.
Il quinto game rappresenta il punto di non ritorno: Collignon perde il servizio e, invece di dirigersi verso la panchina per il cambio di campo, si presenta a rete per stringere la mano all’avversario. Il belga alza bandiera bianca, consegnando così a Musetti il pass per il secondo turno.

