Australian Open, De Minaur: “L’obiettivo è arrivare fino in fondo. Con Berrettini sarà una grande battaglia”
Alex de Minaur ha già assaggiato il calore australiano durante la United Cup, precisamente a Sydney nella sua città natale dove ha iniziato il 2026 con un KO contro Ruud e due prestigiosi successi su Mensik e Hurkacz.
Il ventottenne di origini spagnole è in procinto di festeggiare la sua decima partecipazione all’Australian Open, lo Slam di casa e l’obiettivo è sempre quello di migliorarsi. Intanto cercare di abbattere il muro dei quarti di finali, finora si è sempre fermato lì in tutti gli Slam sintomo che per andare oltre forse ci vogliano mezzi che non potrà ami possedere. Ma Alex non molla, è convinto ancora di avere margini su cui costruire un giocatore più forte, almeno questo ha dichiarato nella consueta conferenza stampa pre-torneo. Nel frattempo subito esordio con il botto, opposto al nostro Matteo Berrettini.
D. So che non ti piace guardare troppo in avanti nel tabellone. Per cui, concentriamoci sull’incontro di primo turno: qual è stata la tua reazione quando il sorteggio ti aveva messo di fronte Matteo al primo turno?
Alex De Minaur: “Sai, non gli ho dato poi così tanta importanza. In fondo, ogni singolo giocatore del tabellone è estremamente difficile da affrontare. Ero consapevole che ci fossero diversi tennisti molto forti e di alto livello non presenti tra le teste di serie e che se mi fossero toccati sarebbe stati veramente duri da superare. Sarà una grande battaglia, ma non vedo l’ora di scendere in campo. Fondamentalmente significa solo che dovrò dare il massimo fin dall’inizio. Siamo stati protagonisti di ottimi match, quando ci siamo affrontati in passato. Spero di farmi trovare pronto“.
D. Sarà il tuo decimo Australian Open, con il trascorrere delle stagioni il peso di giocare uno Slam da australiano in casa diventa più difficile da sostenere o invece con la maturità e l’esperienza acquisita lo gestisci in maniera più serena. In questi ultimi anni il tuo ranking è andato via via aumentando, di conseguenza sono cresciute anche le aspettative nei tuoi riguardi. Come cambia il tuo approccio a questa specifica esperienza con il tempo che passa?
Alex De Minaur: “Sicuramente cominci ad entrare sempre più in connessione con l’ambiente e con l’atmosfera, ormai dopo dieci anni respiro un clima familiare. Sento di essere a casa. Nelle prime edizioni a cui ho partecipato, avvertivo un po’ di senso di smarrimento. Non conoscevo ancora bene l’intero impianto, che è grandissimo o in quali aree mi sentissi maggiormente a mio agio. Ma se mi chiedete come mi senta adesso, sono assolutamente grato e molto felice di poter tornare ancora una volta a disputare questo torneo. E’ fantastico. Anche se è la mia decima volta qui, ho lo stesso armadietto della prima edizioni il che è meraviglioso. Per rispondere alla tua domanda, il fatto di aver già vissuto certe dinamiche rende molto più semplice riaffrontarle. Sul piano competitivo del torneo, sento di avere una forma eccezionale. Nelle prime uscite della stagione e nelle prime sessioni di allenamento qui, ho colpito la palla in modo ottimo. Inoltre fisicamente mi sento davvero bene, quindi sono entusiasta di cominciare. Non sarà affatto facile, ma sono pronto per la competizione“.
D. Alex, hai detto di avere lo stesso armadietto da 10 anni. Sei superstizioso? Hai molte superstizioni a cui dive far fede durante uno Slam, soprattutto in questo casalingo?
Alex De Minaur: “Ho alti e bassi da questo punto di vista. Nel corso della mia carriera ho cercato di stare lontano dalle superstizioni, perché penso che alla lunga possano consumarti. Nel tempo ho cercato di liberarmene, almeno in parte. C’era un ristorante che prima frequentavamo ogni volta che io e il mio staff eravamo qui. È appena stato chiuso, quindi ora dobbiamo trovare un nuovo posto (sorridendo). Ecco perché molte di queste cose richiedono un po’ di flessibilità, perché non sai mai cosa può succedere e se è nella tue facoltà poter proseguire a rispettarle. In generale, sia che si tratti di seguire una routine o questioni di cabala, è qualcosa che ti aiuta a metterti nella giusta mentalità propedeutica ad affrontare un torneo come questo“.
D. Hai appena detto di come non associ il tuo Slam di casa alla pressione. Deve essere però quantomeno diverso rispetto ad altri tornei con gli impegni che dovrai sostenere, l’attenzione extra a cui sei sottoposto in cui simbolo del tennis australiano, oltre che un numero superiore di interviste durante la settimana, gli sponsor ecc. In cosa è diverso prepararsi per questo Slam rispetto agli altri tre?
Alex De Minaur: “C’è sicuramente molta più attività fuori dal campo, cose con cui necessariamente bisogna fare i conti e gestire e che probabilmente non ci sono in nessun altro Slam. Allo stesso tempo, posso godere di altrettanti vantaggi superiori rispetto agli altri Slam. Ogni volta scendo in campo, sto giocando davanti al mio pubblico. Questo è ciò che rende speciale questo torneo. Però è chiaro che devo fare più attenzione nel gestire i miei livelli di energia perché se è vero che devo concedermi un po’ di più agli altri, non devo però dimenticarmi che devo rimanere ‘egoista’ agonisticamente parlando e pensare a me stesso, per poter cosa scendere in campo e rendere al meglio. Perché in fin dei conti vengo qui per provare ad essere competitivo fino in fondo. L’Australian Open è la mia priorità“.
D. Sei stato piuttosto aperto nel comunicare come tu abbia tentato diverse stradare per migliorare il tuo gioco, con l’obiettivo di cercare di colmare il gap con quelli che ti stanno davanti in classifica. Ho sentito Jim Courier menzionare qualcosa in merito durante la Laver Cup, quando eri insieme ad Agassi e Pat Rafter: è vero che avete avuto una sessione privata di allenamento in cui vi siete concentrati sullo slice, su quando usarlo e come poterlo usarlo efficacemente. Raccontaci cosa ha significato per te quell’esperienza e che tipo di impatto reale ha avuto sul tuo tennis? E in che modo puoi riuscire a portare tali migliorie in un evento di questa rilevanza?
Alex De Minaur: “Ho sempre cercato di migliorare tutti i miei colpi, in particolare esecuzioni come lo slice e la smorzata che sono in grado di apportare un’importante ed improvvisa variazione allo scambio. Fanno parte del mio arsenale da un po’ di tempo, le ho aggiunte nel corso della mia carriera. Si tratta semplicemente di imparare con costanza cosa fare e quali siano i frangenti di gara idonei in cui utilizzarle? Questa significa saper imprimere varietà al tuo tennis e alla partita in generale che vai ad affrontare, per non abituare l’avversario alla stessa tipologia di palla. Mentre mi è sempre venuto molto più naturale venire a rete, mi sono sempre sentito a mio agio nei colpi al volo. Al contrario ho dovuto migliorare diversi altri aspetti del mio, che qualche anno non erano performanti come lo sono adesso.
“Poi quando vai in campo, è naturale che seconda dell’avversario deve scegliere quando utilizzare una determinata arma e magari in questo specifico dettaglio ho ancora tanto da migliorare. Tutto questo viene anche fatto per cercare di stimolare maggiormente il lato creativo del mio tennis, che riesco ad esprimere sono quando mostro il mio miglior livello. Devo provare a farlo sempre, anche quando non sono nella mia giornata ideale. Se riuscirò a continuare ad aggiungere questi elementi al mio gioco, questo mi renderà ancora una migliore versione di me stesso fornendomi gli strumenti per avere migliori possibilità e maggiori opportunità di raggiungere i miei obiettivi“.
D. Hai trascorso del tempo con i Weet-Bix Kids questa settimana. Quale vorresti che fosse il tuo lascito?
Alex De Minaur: “Sì, è stato un momento davvero bello. Alla fine mi trovo in una posizione in cui devo ricordarmi che un tempo sono stati come quei bambini che crescendo, ammirando certe persone, alcuni giocatori, degli atleti dello sport mondiale. Alla fine devo stabilire uno mio personale standard, sperando di fare del mio meglio per ispirare la prossima generazione, nello stesso modo in cui io sono stato ispirato da piccolo dalle precedenti. E’ un pensiero ricorrente, quello di concentrami a riflettere su come possa essere la prossima generazione, sia attraverso i Weet-Bix Kids sia attraverso gli Hot Shots, sia soprattutto attraverso la mia fondazione. Penso che alla fine i bambini sia il futuro, quindi se posso avere un impatto positivo nelle loro vite ne sarò molto felice“.
D. Qual è il tuo colpo preferito: dritto, rovescio o volée?
Alex De Minaur: “Questa è una bella domanda. Dipende dal giorno. A volte mi sento alla grande con il dritto. A volte mi sento alla grande con il rovescio. Sai una cosa? Scelgo il rovescio. È il mio colpo preferito“.
D. Quale giocatore di tennis ti piaceva quando eri bambino?
Alex De Minaur: “Quando ero bambino, uno dei giocatori che adoravo guardre giocare era Lleyton Hewitt. Era uno di quelli che ammiravo più in assoluto. Era un po’ il mio idolo. Penso che molti, molti bambini australiani crescessero ammirandolo. Ottima domanda, ragazzi (sorridendo)”.

