La Grand Stand Arena saluta il Foro Italico. Pronta la ricollocazione a Palermo tra le polemiche
Il Foro Italico è pronto a cambiare connotati per l’edizione del 2026 degli Internazionali d’Italia. Dopo le novità introdotte lo scorso anno – tra cui la nuova Supertennis Arena edificata nello Stadio dei Marmi Pietro Mennea – nuove modifiche saranno apportate per il prossimo maggio. Nello specifico, si dirà addio alla Grand Stand Arena, che dal 2012 guarda le spalle al Campo Centrale. In 13 anni di servizio, dai 3500 posti iniziali, la sua capienza si è ampliata fino a poter ospitare, dal 2019, circa 6300 spettatori, divenendo il secondo campo più grande dell’impianto romano.
Tuttavia, nel 2026 la Grand Stand Arena abbandonerà la sua collocazione storica per traslocare a Palermo.
DL Caivano: gli impianti ricreativi al centro della legge di riqualificazione urbana
Riavvolgiamo il nastro. La Grand Stand Arena è ormai arrivata alla metà del suo mandato naturale e la ricollocazione di una struttura non più di recente edificazione può apparire una mossa inspiegabile a un occhio profano.
La spiegazione risiede in un provvedimento adottato dal Governo nell’ambito della riqualificazione di zone particolarmente difficili, con l’obiettivo di contrastare il disagio e la criminalità giovanile e l’abbandono scolastico. Il Decreto Legge, conosciuto ai più come Decreto Caivano – da uno dei comuni individuati dall’Esecutivo come bisognosi di un intervento urgente – prevede, tra gli altri, la costruzione di strutture ricreative in località o quartieri problematici, tra cui si evidenzia anche Borgo Nuovo a Palermo.
Ecco, il trasferimento della Grand Stand Arena rientra in questa iniziativa. Tuttavia, è da segnalare come l’impianto non verrà rimontato a Borgo Nuovo, bensì alla Favorita, zona del capoluogo siciliano dove già sorgono Stadio Renzo Barbera, la piscina comunale e il Circolo Tennis Palermo. La Giunta Comunale ha già deliberato positivamente in tal proposito. La spesa da sostenere ammonta a circa 6.4 milioni e vige l’obbligo di ultimare i lavori entro il 31 dicembre 2026, con il contributo di Sport e Salute, società partecipata dal Ministero dell’Economia che detiene il controllo delle infrastrutture del Foro Italico, tra cui la Grand Stand Arena.
Le perplessità delle Opposizioni: “Palermo non sia la pattumiera d’Italia”
“Un’operazione da oltre 6 milioni di euro che solleva interrogativi gravi sotto il profilo giuridico, economico, urbanistico e politico, e che rischia di trasformare Palermo nell’ennesima destinazione finale di strutture dismesse altrove. Questa operazione racconta una precisa impostazione culturale e politica: Palermo non come città da valorizzare, ma come luogo dove collocare ciò che altrove non serve più. Palermo non ha bisogno di diventare la pattumiera d’Italia”. Così si esprime l’Opposizione del Consiglio Comunale nell’interrogazione che ha presentato al sindaco Roberto Lagalla.
Le perplessità riguardano l’essenza ultima del DL, divenuto poi legge, che, secondo la minoranza, non sarebbe applicata al caso di Palermo. Trasferire una struttura che altrove ha già esaurito il proprio scopo non corrisponde a promuovere la valorizzazione di zone disagiate. Il quartiere di Borgo Nuovo, per giunta, rimarrebbe escluso da questo provvedimento, vista la riedificazione della Grand Stand Arena nella ben più abbiente Favorita.
L’ex secondo campo più grande del Foro Italico smetterebbe, così, di ospitare le partite di tennis e verrebbe riconvertito a struttura sportiva di più ampio respiro, con la possibilità dell’organizzazione persino di concerti e spettacoli.
I se sono d’obbligo. Perché in gioco non vi sono solamente implicazioni politiche. Un ulteriore aspetto da non sottovalutare è che la Favorita è soggetta a vincoli paesaggistici – come il Foro Italico, tra l’altro – e ogni intervento in tale luogo necessita del beneplacito della Sovrintendenza ai Beni Culturali. In assenza di questo lasciapassare, il progetto potrebbe dirsi concluso ancor prima di iniziare.
E gli Internazionali d’Italia? Pronto un nuovo campo nello Stadio del Nuoto
Se a Palermo l’incertezza regna sovrana, a Roma qualcosa si muove. Gli appassionati chiedono chiarezza.
Sebbene a poco meno di quattro mesi siano in vendita solamente i biglietti per il Campo Centrale, la sostituita della Grand Stand Arena sorgerà con tutta probabilità nello Stadio del Nuoto. Sarà ovviamente una struttura provvisoria, che sfrutterà le tribune già esistenti a cui aggiungere spalti temporanei per ospitare circa 8000 spettatori.
In attesa del tetto che coprirà al bisogno il Centrale, pronto per il 2028 nelle migliori previsioni.

